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Legge sulle telecamere negli asili e nelle case di riposo: prima bocciatura al Senato

Legge sulle telecamere negli asili e nelle case di riposo: prima bocciatura al Senato

Primo no alle telecamere obbligatorie nelle scuole materne e nelle strutture per anziani. Il disegno di legge, approvato dalla Camera, è stato bocciato dalla Commissione Istruzione in Senato, e ora rischia di naufragare.

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    Legge sulle telecamere negli asili e nelle case di riposo: prima bocciatura al Senato

    AP/LaPresse

    La legge sulle telecamere obbligatorie negli asili e nelle case di riposo ha ricevuto il primo no del Senato. Il disegno di legge era stato approvato dalla Camera in breve tempo, ma la bocciatura della Commissione Istruzione rischia di frenare e addirittura compromettere l’iter legislativo del provvedimento. La proposta inserisce anche test periodici di valutazione per docenti e operatori. Uno stop che arriva quasi inaspettato per molte delle forze politiche che avevano dato voto favorevole al ddl. Delusione non solo a livello istituzionale, con un netto contrasto anche all’interno dei rappresentanti del Pd, ma anche per tanti genitori che hanno visto sfumare una veloce approvazione della legge, invocata da più parti ma che per alcuni addetti ai lavori ha ancora tanti punti da mettere a fuoco a livello normativo. Il tema della videosorveglianza nelle scuole materne e nelle strutture per gli anziani è ormai un’emergenza sociale.

    Il voto sfavorevole dei senatori della Commissione Istruzione al ddl sulle telecamere obbligatorie nelle strutture per bambini e anziani ora mette la proposta in un vicolo, per alcuni cieco. Ora il disegno di legge passa alla Commissione Lavoro in Senato, con un rallentamento dovuto al clamoroso dietrofront dopo l’approvazione alla Camera. Il testo unificato era stato approvato nell’ottobre scorso, e contiene “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di minori negli asili nido e nelle scuola dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità”.
    In attesa dei pareri che saranno raccolti dalla Commissione Lavoro, ci si interroga sul futuro della legge e sul possibile spiraglio positivo per una ripresa del percorso parlamentare in tempi brevi.

    La motivazione del no alle telecamere negli asili e nei centri per gli anziani deriva dalla convinzione, comune ai senatori contrari, che si tratti di una legge fortemente influenzata dalla scia emotiva dei più recenti e gravi fatti di cronaca relativi ai maltrattamenti su bimbi e anziani nelle strutture. Il testo del ddl è stato, dunque, bocciato in quanto avrebbe al suo interno un vizio sostanziale: approvare una legge che reca “una visione parziale dei problemi in quanto dettate dall’emozione e dall’emergenza del momento”, si legge nel parere negativo della Commissione, significa elaborare una “legge disorganica”.
    Sulla valutazione degli insegnanti e degli operatori il primo no del Senato è motivato dal parere che “tenuto conto che gli educatori e i docenti compiono un preciso percorso formativo, con la previsione dei test periodici si potrebbe evocare una volontà di controllo estranea alla attività pedagogica”.

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