Legge elettorale: niente quote rosa e preferenze [FOTO]

Legge elettorale: niente quote rosa e preferenze [FOTO]
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    L’emendamento alla legge elettorale su preferenze e quote rosa, è stato bocciato. Non passa con 278 voti contrari e 236 favorevoli. È sostenuto da ben 90 deputate dei partiti che appoggiano la riforma (Pd, Fi, Ncd, Sc, Udc e Pi) per introdurre la parità di genere. Il tentativo è di costruire un fronte comune bipartisan per ostacolare la versione dell’Italicum accusata di ambiguità. Nel testo presentato alla Camera dei Deputati, è vero che esiste la previsione del 50% di donne in lista ma è previsto pure che possano esserci due candidati dello stesso sesso. Il voto finale slitta a lunedì.

    Con uno scarto di circa 40 voti, l’Aula di Montecitorio ha bocciato tra gli emendamenti anche quello finalizzato ad introdurre il voto di preferenza, rispetto alle liste bloccate previste dal testo. La proposta del capogruppo del Misto, Pino Pisicchio, appoggiato da Sel, Lega, FdI e PI, era di prevedere che si potessero esprimere fino a due voti di preferenza e, nel caso in cui fossero espressi entrambi, riguardare obbligatoriamente candidati di sesso diverso compresi nella stessa lista, pena l’annullamento del voto di preferenza.

    Le deputate di numerosi partiti avevano formato un fronte comune per ottenere l’alternanza uomo-donna nelle liste elettorali e il 50% delle donne capolista. La posizione della presidente della Camera Laura Boldrini che aveva voluto incontrare le deputate sostenitrici degli emendamenti alla legge elettorale sulla parità di genere, era sembrata netta. Aveva dichiarato: «Che io sia per la completa parità di genere, anche nell’accesso alle cariche pubbliche, è cosa nota.

    Abbiamo due articoli della Costituzione, il 3 (sull’uguaglianza) e il 51 (sulla promozione delle pari opportunità), che ci spingono in questa direzione. E la metà della nostra popolazione è costituita da donne. La nuova legge elettorale deve tenere conto di questo».

    Nonostante il nuovo governo sia iniziato positivamente con la nomina di ben 8 ministre, i voti della Camera dimostrano che c’è ancora tanta strada da fare per il riconoscimento dei pieni diritti delle donne. Mentre cresce la presenza femminile tra i partecipanti delle assemblee di organizzazioni internazionali come la Nato, l’Italia sembra ancora arrancare nel definire un’equa rappresentanza femminile in Parlamento.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaPolitica Ultimo aggiornamento: Lunedì 10/03/2014 08:31
     
     
     
     
     
     
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