Natale 2016

Le poesie più belle di Pablo Neruda per sedurre con dolcezza

Le poesie più belle di Pablo Neruda per sedurre con dolcezza
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    pablo neruda amore poesie

    Oggi vi proponiamo le poesie più belle di Pablo Neruda per sedurre con dolcezza e per riuscire a tradurre i vostri pensieri in frasi. Per conquistare un uomo serve anche la dolcezza e un po’ di romanticismo. Ecco perché le frasi dei grandi poeti e dei grandi scrittori sono davvero perfette per sedurre con facilità. Provate a leggere queste bellissime poesie che vi proponiamo oggi e certamente troverete anche voi la frase perfetta da dedicare!

    Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
    Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
    Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
    Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
    Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
    in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
    Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
    Mi segui come gli astri seguono la notte.
    Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
    Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
    Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
    Solco per il torbido seme del mio nome.
    Esista una terra mia che non copra la tua orma.
    Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
    Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
    Come poter non amarti se per questo devo amarti.
    Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
    Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
    Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
    Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
    Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
    La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
    L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
    Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
    Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
    E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

    Giochi ogni giorno
    Giochi ogni giorno con la luce dell’universo.
    Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell’acqua.
    Sei più di questa bianca testina che stringo
    come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.
    A nessuno rassomigli da che ti amo.
    Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.
    Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
    Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
    Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
    Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
    Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.
    La pioggia si denuda.
    Passano fuggendo gli uccelli.
    Il vento. Il vento.
    lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini.

    Il temporale solleva in turbine foglie oscure
    e scioglie tutte le barche che iersera s’ancorarono al cielo.
    Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
    Tu mi risponderai fino all’ultimo grido.
    Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura
    Tuttavia qualche volta corse un’ombra strana nei tuoi occhi.
    Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,
    ed hai anche i seni profumati.
    Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
    io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
    Quanto ti sarà costato abituarti a me,
    alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
    Abbiamo visto ardere tante volte l’astro baciandoci
    gli occhi
    e sulle nostre, teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
    Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
    Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
    Ti credo persino padrona dell’universo.
    Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
    nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
    Voglio fare con te
    ciò che la primavera fa con i ciliegi

    Qui ti amo.
    Negli oscuri pini si districa il vento.
    Brilla la luna sulle acque erranti.
    Trascorrono giorni uguali che s’inseguono.
    La nebbia si scioglie in figure danzanti.
    Un gabbiano d’argento si stacca dal tramonto.
    A volte una vela. Alte, alte, stelle.
    O la croce nera di una nave.
    Solo.
    A volte albeggio, ed è umida persino la mia anima.
    Suona, risuona il mare lontano.
    Questo è un porto.
    Qui ti amo.
    Qui ti amo e invano l’orizzonte ti nasconde.
    Ti sto amando anche tra queste fredde cose.
    A volte i miei baci vanno su quelle navi gravi,
    che corrono per il mare verso dove non giungono.
    Mi vedo già dimenticato come queste vecchie ancore.
    I moli sono più tristi quando attracca la sera.
    La mia vita s’affatica invano affamata.
    Amo ciò che non ho. Tu sei così distante.
    La mia noia combatte coni lenti crepuscoli.
    Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi.
    La luna fa girare la sua pellicola di sogno.
    Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
    E poiché io ti amo, i pini nel vento
    vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

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