Natale 2016

Le più romantiche poesie d’amore d’autore

Le più romantiche poesie d’amore d’autore
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    Le poesie d’amore d’autore sono sempre emozionanti e bellissime, passano gli anni, i decenni ma queste poesie non tramontano mai, esprimono i sentimenti in modo dolcissimo e straziante. Se volete dedicare una poesia speciale al vostro amore potete prendere spunto da queste poesie, io ne ho scelte alcune tra le mie preferite, come “Questo Amore” di Jacques Prévert e “Il più bello dei mari” di Nazim Hikmet. Voi quali avreste scelto?

    Il Passato

    E’ una curiosa creatura il passato
    Ed a guardarlo in viso
    Si può approdare all’estasi
    O alla disperazione.

    Se qualcuno l’incontra disarmato,
    Presto, gli grido, fuggi!
    Quelle sue munizioni arrugginite
    Possono ancora uccidere!

    - Emily Dickinson

    Io ti chiesi

    Io ti chiesi perché i tuoi occhi
    si soffermano nei miei
    come una casta stella del cielo
    in un oscuro flutto.

    Mi hai guardato a lungo
    come si saggia un bimbo con lo sguardo,
    mi hai detto poi, con gentilezza:
    ti voglio bene, perché sei tanto triste

    - Hermann Hesse


    Questo amore

    Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    Cattivo come il tempo
    Quando il tempo e cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore così bello
    Così felice
    Così gioioso
    Così irrisorio
    Tremante di paura come un bambino quando e buio
    Così sicuro dì sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che faceva paura
    Agli altri
    E li faceva parlare e impallidire
    Questo amore tenuto d’occhio
    Perché noi lo tenevamo d’occhio
    Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
    Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato
    Questo amore tutt’intero
    Così vivo ancora
    E baciato dal sole
    E’ il tuo amore
    E’ il mio amore
    E’ quel che e stato
    Questa cosa sempre nuova
    Che non e mai cambiata
    Vera come una pianta
    Tremante come un uccello
    Calda viva come l’estate
    Sia tu che io possiamo
    Andare e tornare possiamo
    Dimenticare
    E poi riaddormentarci
    Svegliarci soffrire invecchiare
    Addormentarci ancora
    Sognarci della morte
    Ringiovanire
    E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove
    Testardo come un mulo
    Vivo come il desiderio
    Crudele come la memoria
    Stupido come i rimpianti
    Tenero come il ricordo
    Freddo come il marmo
    Bello come il giorno
    Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo
    Ci parla senza dire
    E io l’ascolto tremando
    E grido
    Grido per te
    Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me per tutti quelli che si amano
    E che si sono amati
    Oh sì gli grido
    Per te per me per tutti gli altri
    Che non conosco
    Resta dove sei
    Non andartene via
    Resta dov’eri un tempo
    Resta dove sei
    Non muoverti
    Non te ne andare
    Noi che siamo amati noi t’abbiamo
    Dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciarci morire assiderati
    Lontano sempre più lontano
    Dove tu vuoi
    Dacci un segno di vita
    Più tardi, più tardi, di notte
    Nella foresta del ricordo
    Sorgi improvviso
    Tendici la mano
    Portaci in salvo.

    - Jacques Prévert

    Il più bello dei mari

    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello
    che vorrei dirti di più bello
    non te l’ho ancora detto.

    - Nazim Hikmet

    Romeo e Giulietta

    Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
    È l’oriente, e Giulietta è il sole.
    Sorgi, vivido sole, e uccidi l’invidiosa luna,
    malata già e pallida di pena
    perché tu, sua ancella, di tanto la superi in bellezza.

    Non essere la sua ancella, poiché la luna è invidiosa.
    Il suo manto di vestale è già di un verde smorto,
    e soltanto i pazzi lo indosano. Gettalo via.
    È la mia donna; oh, è il mio amore!
    se soltanto sapesse di esserlo.
    Parla, pure non dice nulla. Come accade?
    Parlano i suoi occhi; le risponderò.
    No, sono troppo audace; non parla a me;
    ma due stelle tra le più lucenti del cielo,
    dovendo assentarsi, implorano i suoi occhi
    di scintillare nelle loro sfere fino a che non ritornino.
    E se davvero i suoi occhi fossero in cielo, e le stelle nel suo viso?
    Lo splendore del suo volto svilirebbe allora le stelle
    come fa di una torcia la luce del giorno; i suoi occhi in cielo
    fluirebbero per l’aereo spazio così luminosi
    che gli uccelli canterebbero, credendo finita la notte.
    Guarda come posa la guancia sulla mano!
    Oh, fossi un guanto su quella mano
    e potessi sfiorarle la guancia!

    - William Shakespeare

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