Le più famose poesie per Natale 2011, per grandi e piccini

Le più famose poesie per Natale 2011, per grandi e piccini
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    poesie natale grandi e piccini

    Oggi vi proponiamo le poesie per Natale 2011: manca ormai esattamente un mese alla festa più amata dell’anno, attesa sia dai grandi che dai bambini. Entrare in pieno nell’atmosfera natalizia sarà bellissimo con le canzone e le poesie dedicate a queste notti e giornate magiche. Sono infatti tantissimi gli autori che hanno parlato del Natale dei loro componimenti, con poesie per bambini ed adulti che piaceranno a tutti. Sono anche un’idea perfetta per un biglietto di auguri da dedicare alle persone che amate di più e che vi sono più vicine.

    LA NOTTE SANTA

    di Guido Gozzano

    - Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
    Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
    Presso quell’osteria potremo riposare,
    ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

    Il campanile scocca
    lentamente le sei.

    - Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?
    Un po’ di posto per me e per Giuseppe?
    - Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
    son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

    Il campanile scocca
    lentamente le sette.

    - Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
    Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
    - Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
    Tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto.

    Il campanile scocca
    lentamente le otto.

    - O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
    avete per dormire? Non ci mandate altrove!
    - S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
    d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove.

    Il campanile scocca
    lentamente le nove.

    - Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!
    Pensate in quale stato e quanta strada feci!
    - Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
    Son negromanti, magi persiani, egizi, greci…

    Il campanile scocca
    lentamente le dieci.

    - Oste di Cesarea… – Un vecchio falegname?
    Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
    L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
    non amo la miscela dell’alta e bassa gente.

    Il campanile scocca
    le undici lentamente.

    La neve! – ecco una stalla! – Avrà posto per due?
    - Che freddo! – Siamo a sosta – Ma quanta neve, quanta!
    Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue…
    Maria già trascolora, divinamente affranta…

    Il campanile scocca
    La Mezzanotte Santa.

    È nato!
    Alleluja! Alleluja!

    È nato il Sovrano Bambino.
    La notte, che già fu sì buia,
    risplende d’un astro divino.

    Orsù, cornamuse, più gaje
    suonate; squillate, campane!
    Venite, pastori e massaie,
    o genti vicine e lontane!

    Non sete, non molli tappeti,
    ma, come nei libri hanno detto
    da quattro mill’anni i Profeti,
    un poco di paglia ha per letto.
    Per quattro mill’anni s’attese
    quest’ora su tutte le ore.
    È nato! È nato il Signore!
    È nato nel nostro paese!
    Risplende d’un astro divino
    La notte che già fu sì buia.
    È nato il Sovrano Bambino.

    È nato!
    Alleluja! Alleluja!

    NATALE

    di Enrico Panzacchi

    Alta è la notte, scendono
    in candida legione
    dal firmamento gli angeli
    recinti di splendor.
    Pace alla gente buona:
    è nato il Redentor.

    Fiocca la neve: déstansi
    in mezzo all’ombra e al gelo
    e alle melòdi angeliche
    rispondono i pastor:
    Sia gloria a Dio del cielo:
    è nato il Redentor!

    Un tintinnio di giubilo
    da mille torri suona:
    s’allargano le tenebre,
    Spuntan dai tronchi i fior.
    Pace alla terra buona:
    è nato il Redentor.

    Nell’umile presepio,
    o Dio, invan ti Celi;
    a offrire i re già vengono
    mirra, profumi ed òr.
    Gloria sia a Dio nei cieli:
    è nato il Redentor.

    A Gesù Bambino
    di Umberto Saba

    La notte è scesa
    e brilla la cometa

    che ha segnato il cammino.
    Sono davanti a Te, Santo Bambino!
    Tu, Re dell’universo,
    ci hai insegnato
    che tutte le creature sono uguali,
    che le distingue solo la bontà,
    tesoro immenso,
    dato al povero e al ricco.
    Gesù, fa’ ch’io sia buono,
    che in cuore non abbia che dolcezza.
    Fa’ che il tuo dono
    s’accresca in me ogni giorno
    e intorno lo diffonda,
    nel Tuo nome.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BambiniMammaNatale Ultimo aggiornamento: Domenica 27/11/2011 15:20
     
     
     
     
     
     
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