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Le mamme più feconde d’Italia? Valdostane e trentine…

Le mamme più feconde d’Italia? Valdostane e trentine…
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    Mamme feconde Italia

    Volete sapere in quali regioni si trovano le mamme più feconde d’Italia? La palma delle più prolifiche va alle… donne di montagna! Ebbene sì, sfatiamo un luogo comune – che però nel passato corrispondeva a verità non contestabile – ovvero che al sud si facciano più figli. Non è più così da tempo, ma oggi, a dare un’occhiata ai dati diramati nel Rapporto Osservasalute relativo al 2010, sono le province autonome del Trentino Alto-Adige e la regione autonoma Valle D’Aosta che vincono in termini di fecondità: 1,6 figli per donna, contro la media nazionale di 1,4.

    Che, a dirla tutta, non è malaccio, nel senso che il nostro Paese, che sembrava indirizzato verso un triste declino di infertilità e generale invecchiamento della popolazione, sta invece risalendo la china. Dal tasso più basso mai raggiunto – 1,2 figli per donna, dato del 1996 – ci stiamo pian piano allontanando, soprattutto, però, grazie all’apporto delle famiglie di immigrati e i nuovi nati di origine straniera.

    La tendenza multietnica, da questo punto di vista, apporta nuova linfa vita vitale, ossigeno, alla nostra asfittica società italica, ecco perché sarebbe forse il caso, a mio avviso, di riproporre la questione della cittadinanza italiana a tutti i bambini di origine extracomunitaria nati, però, nel nostro Paese. Proprio come accade negli USA. Ma torniamo ai nostri dati.

    Se le regioni più feconde sono quelle dell’estremo nord, come abbiamo visto – sicuramente grazie anche alle politiche familiari decisamente migliori che in altre zone d’Italia – le più scarsamente prolifiche sono Sardegna e Molise, con meno di 1,2 figli per donna.

    Segno evidente di una minori incentivi e sostegni alla maternità.

    Ancora qualche altra interessante statistica: in Sicilia ci sono le mamme più giovani (una media di 30 anni, contro i 31,1 della media nazionale), in Campania e Basilicata si assiste al tasso di obesità infantile maggiore (pensate che nella prima, la percentuale di bimbi obesi tra gli 8 e i 10 anni, è pari al 20,5%, contro una media nazionale dell’11,1%).

    In Sardegna si faranno meno figli ma si praticano anche meno aborti volontari, mentre è nel Lazio che abbiamo la percentuale maggiore, così come quella dei parti cesarei, mentre la regione più “vecchia” è la Liguria. In Lombardia nascono più bimbi di origine straniera ma in Umbria ne nascono di più da coppie miste (un genitore italiano e l’altro straniero).

    Una bella scodellata di statistiche e cifre che forniscono un’istantanea piuttosto significativa del nostro Paese. Forse potremmo partire proprio da qui, per riflettere sulla direzione da dare alla nostra Italia, e ricominciare a dare speranze per il futuro alle nuove generazioni.

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