Le madri di mafia agli antipodi: Felicia Impastato e Giovanna Cannova

Le madri di mafia agli antipodi: Felicia Impastato e Giovanna Cannova
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    Felicia Bartolotta Impastato, mamma coraggio di un eroe antimafia

    Le madri di mafia non sono tutte uguali. Tante mamme hanno sfidato e combattuto in prima linea con orgoglio, coraggio e dignità la mafia e le mafie di ogni genere, come ad esempio la compianta Felicia Bartolotta Impastato. Altre mamme hanno invece ripudiato con disprezzo e disonore i propri figli poiché conducevano battaglie di onestà e libertà per un Paese libero dalla mafia e in generale dalla criminalità organizzata. Qualche esempio? La mamma di Rita Atria, Giovanna Cannova.

    Felicia Impastato madri coraggio mafia

    Felicia Bartolotta Impastato è stata una grande e valorosa attivista italiana. Diventata nota e famosa a livello nazionale e internazionale per essere stata la madre del giornalista e attivista Peppino Impastato, assassinato dall’organizzazione criminale di tipo mafioso-terroristico Cosa Nostra in piena campagna elettorale il 9 maggio 1978 a Cinisi, e per aver combattuto una significativa e importantissima battaglia durata oltre 20 anni per la verità sulla morte del figlio. Una grandissima moglie, mamma e donna coraggio che si è sempre schierata contro la mafia, i matrimoni combinati e la falsa verità dei carabinieri. Dopo la sua morte avvenuta a Cinisi il 7 dicembre 2004, la sua abitazione è divenuta “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”. La sua formidabile storia di ribellione e coraggio è stata raccontata e descritta nel film tv per la Rai dal titolo “Felicia Impastato”, che andrà in onda martedì 10 maggio su Rai1. La madre coraggio di Cinisi è stata interpretata dall’attrice Lunetta Savino, l’indimenticabile Cettina di Un medico in famiglia.

    LEGGI LA STORIA DI FELICIA IMPASTATO

    Una storia diametralmente opposta e agli antipodi è quella di Giovanna Cannova, madre della testimone di giustizia Rita Atria.

    La figlia di Vito Atria, mafioso della locale cosca ucciso in un agguato, è stata una collaboratrice di giustizia molto coraggiosa poiché aveva svelato le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose di Partanna al giudice eroe e simbolo della lotta alla mafia, Paolo Borsellino.

    Rita Atria

    Rita Adria – Foto: Wikipedia

    Si uccise una settimana dopo la strage di Via D’Amelio poiché come aveva scritto in una lettera sul suo diario: “Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta”. Una storia difficile di una figlia coraggiosa, ma rinnegata dalla madre Giovanna perché Rita si era pentita e aveva collaborato con la giustizia. Dopo la sua morte, Giovanna Cannova distrusse la lapide della figlia a martellate dato che non aveva mai accettato la scelta di Rita Atria di confidarsi all’allora procuratore della Repubblica di Marsala Paolo Borsellino, anche se secondo alcune indiscrezioni pare che Giovanna abbia distrutto la lapide anche per paura di ritorsioni.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàCronaca biancaLa mafia è Donna Ultimo aggiornamento: Venerdì 12/08/2016 07:39
     
     
     
     
     
     
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