Le Iene, lo psichiatra Morelli e l’intervista shock: “In ogni donna c’è una prostituta”

Lo psichiatra Raffaele Morelli, nel discutere del caso Weinstein durante un'interviste alle Iene, ha fatto delle dichiarazioni molto pesanti sulle donne e la violenza di genere, affermando che 'In ogni donna è presente una prostituta'. Per una donna, spiega Morelli, è normale utilizzare la seduzione per avere vantaggi personali: oltre un certo limite si scade nella prostituzione. Parlando del caso Weinstein lo psichiatra analizza la personalità dominante del produttore americano mentre sostiene che molte delle donne che l'hanno denunciato erano spinte da puro esibizionismo

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    Le Iene, lo psichiatra Morelli e l’intervista shock: “In ogni donna c’è una prostituta”

    In ogni donna è presente sempre il fatto di poter usare la seduzione per ottenere un vantaggio. Ogni donna può diventare una prostituta e se esiste santa è una malattia”. A pronunciare queste parole, durante un intervista a Le Iene, è uno psichiatra italiano, Raffaele Morelli, psicoterapeuta da oltre 40 anni. Le frasi pronunciate da Morelli si inseriscono all’interno del caso Weinstein, su cui il medico aveva già rilasciato alcune controverse dichiarazioni.

    Lo psichiatra Morelli : “Weinstein non è uno stupratore”

    All’inizio dell’intervista, Morelli affronta il tema caldo del momento, ossia gli abusi sessuali perpetrati per anni dal produttore americano Harvey Weinstein. “Non è uno stupratore- sostiene lo psichiatra- ma un uomo che esercita la sua azione di dominio sessuale come modalità relazionale: io mi relaziono con te per dominarti sessualmente”. Sesso dunque non per piacere ma per autoaffermazione, questa è la teoria avvallata dallo psichiatra. Dietro il produttore americano si cela però, continua Morelli, una grande tristezza: “Non l’ho mai visto ridere e anche le donne intorno a lui avevano solo sorrisi di circostanza: negli occhi il gelo, la paura”.

    Caso Weinstein, il produttore affetto da personalità dominante

    Lo psichiatra, ai microfoni delle Iene, analizza anche le azioni delle donne vittime di Weinstein, sottolineando come sia stato proprio il loro comportamento a permettere e giustificare gli abusi: “Molte donne che hanno fatto tutto questo con il produttore, ritenevano di condurre loro la danza”. Ma la peculiarità di una personalità dominante, come quella di Weinstein, risiede nella capacità di individuare le debolezze e le fragilità delle persone che ha davanti. Non più violenza puramente sessuale dunque, ma violenza psicologica e “ se dovessimo portare in tribunale la violenza psicologica, porteremmo in tribunale il 90% del Paese”.

    “In ogni donna sono presenti due facce: la donna pura e la prostituta”

    Secondo il dottor Morelli, le donne che hanno accettato le avance del produttore non hanno subito uno stupro ma hanno agito, in un certo modo, nell’ambito della prostituzione. Parlare del proprio passato, per una donna, è come fare la pace con le proprie contraddizioni, perché, come spiega Morelli: “In ogni donna sono presenti due facce: la donna pura e la prostituta”.

    In ogni donna dunque, è presente il fatto di poter usare la seduzione per ottenere un vantaggio, e, superato un certo limite, la seduzione non può che sfociare nella prostituzione. Sta ad ogni donna, decidere se e quanto del suo potenziale di seduzione utilizzare. “Quando una donna da il suo corpo per ottenere dei vantaggi si sta prostituendo”. Vantaggi che possono essere non sono di natura economica ma anche affettiva, come una bambina di 6 anni che da un bacio perché riceve in regalo una bambola.

    Accettare sé stessi, questo è il messaggio che lo psichiatra vuole far passare, e se nel caso Weinstein, il produttore americano dovrebbe prima imparare a conoscersi e poi accettare questa parte malvagia e dominante della sua personalità, per una donna, che è stata vittima del produttore, l’unica soluzione per superare tutto è quella di riuscire finalmente a perdonarsi.

    Scandalo Weinstein: molte vittime solo esibizioniste

    In seguito a tutte le denunce da parte delle donne vittime di abusi, ci sono stati degli sviluppi positivi, poiché è una tematica che riguarda un numero di donne altissimo, molte di più di quanto non si pensasse.

    È bene parlare del problema, continua Morelli, per inquadrarlo correttamente, dividendo le vittime di abusi tra chi ha veramente sofferto e chi invece ha sfruttato la vicenda per puro esibizionismo. Soltanto il silenzio, l’oblio, la convivenza con la prostituta che vive in ogni donna, potrà permettere il raggiungimento della piena maturità e consapevolezza. Lo psichiatra Morelli, spiega anche il suo punto di vista sul perché, improvvisamente, a 20 anni dagli abusi le donne abbiano deciso di parlare per la prima volta:”Le donne sono entrate in un binario in cui hanno capito che non potevano più dire di no”. Superare una prova drammatica come un abuso sessuale “ti rende veramente una donna” conclude lo psichiatra, perché “l’unico modo per trovare davvero te stesso è quello di sbagliare, perdersi e ritrovarsi”.