Laura Boldrini e le fake news: notizie false sulla sorella morta scatenano la polemica

L’ira della Presidente della Camera dopo gli insulti alla sorella morta: sui social girano fake news che alimentano odio gratuito. Il lungo sfogo della Boldrini su Facebook: ‘Sciacalli che non si fermano neanche difronte ai morti’. A fine aprile la campagna #BastaBufale.

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    Laura Boldrini e le fake news: notizie false sulla sorella morta scatenano la polemica

    Laura Boldrini passa all’attacco contro le fake news: l’ira è esplosa dopo che sui social sono circolate notizie false e calunnie sulla sorella morta, che hanno scatenato la polemica, un’ondata di odio e rabbia. Su alcuni siti è stata diffusa una foto falsa della presunta sorella, deceduta anni fa, divenuta virale. Insieme, la notizia bufala che sosteneva che la donna ricevesse privilegi, tra i quali una pensione d’oro e che gestisse una cooperativa di migranti. Ne è seguita una massiccia condivisione e un’ondata di insulti da parte degli utenti contro la presidente della Camera e la sorella.

    La fake news: la sorella della Boldrini gode di privilegi

    Nonostante la lotta contro le fake news, la diffusione di bufale è ancora enorme. Sono diversi i siti infatti che hanno dato la notizia della sorella della Boldrini. E purtroppo come sappiamo molti utenti non verificano la veridicità della fonte, alimentando poi così una spirale d’odio. In uno di questi, era pubblicata la foto di un’attrice americana, Krysten Ritter, spacciata per la sorella della Boldrini e sosteneva che gestisce cooperative di assistenza ai migranti. Su un altro sito, che di solito genera immagini virali e notizie grottesche, alla sorella della presidente è attribuita una pensione ottenuta a 35 anni.

    Peccato che tutto questo sia impossibile, perché la donna in questione è morta anni fa. Un insulto che fa doppiamente male quindi. Lucia Boldrini è deceduta da alcuni anni a causa di una malattia e di lavoro faceva la restauratrice.

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    Lo sfogo della Boldrini: ‘Sciacalli senza scrupoli’

    Su Facebook si sfoga Laura Boldrini contro tutta questa malignità: “Lo voglio dire a ridosso delle feste di Pasqua proprio nel momento in cui molti si riuniscono in famiglia e con le persone care. La mia unica sorella, morta anni fa per malattia, non si è mai occupata di migranti. Restaurava e dipingeva affreschi. Peraltro, non si chiamava nemmeno Luciana, ma Lucia. Lo voglio dire a tutti quelli che hanno condiviso sulle loro bacheche e sui loro profili queste e altre menzogne su di lei. E soprattutto a chi ha creato queste false notizie, personaggi senza scrupoli, sciacalli che non si fermano nemmeno davanti ai morti”.

    I commenti alla bufala erano tra i più feroci e c’è chi si è spinto a minacciare di morte la donna che non c’è più.

    La Boldrini non è nuova all’attacco social, è stata spesso presa di mira da utenti che le hanno rivolto offese, minacce e insulti. Lo scorso 25 novembre aveva deciso di reagire pubblicando i nomi di chi l’ha offesa, la stessa strategia intrapresa da Selvaggia Lucarelli. L’operazione era riuscita a metà: dopo aver smascherato alcune persone, è di nuovo stata messa alla gogna per aver diffamato pubblicamente utenti ignari e incosapevoli.

    La Boldrini e l’appello a Mark Zuckerberg contro gli insulti sul web

    In seguito all’ondata di insulti che l’avevano colpita nel novembre scorso, la Boldrini si era rivolta direttamente al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Gli aveva scritto direttamente chiedendo di istituire un ufficio in Italia in grado di rispondere con prontezza a chi chiede di bloccare contenuti offensivi.

    Ma prima di questo, la presidente della Camera nel 2014 ha creato la “Commissione di studio per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi a Internet” che ha prodotto la Carta dei diritti e dei doveri in Internet. Un tema alquanto caldo e attuale, vista anche la diffusione di fenomeni come il cyberbullismo tra i giovani.

    Per il prossimo 21 aprile, infine, nell’ambito della campagna #BastaBufale, la Camera dei deputati ospiterà quattro tavoli di lavoro per approfondire il tema delle notizie false.