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Lady Gaga parla della morte di Amy Winehouse e denuncia la crudeltà dei Media

Lady Gaga parla della morte di Amy Winehouse e denuncia la crudeltà dei Media
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    Lady Gaga Amy Winehouse

    Non si può certo dire che da morta, Amy Winehouse faccia parlare più che da viva, dato che le vicissitudini della talentuosa star del blues, prematuramente scomparsa ad appena 27 anni sabato scorso, sono stata raccontate e paparazzata in tutti i risvolti possibili e immaginabili fin da quando Amy fece il suo ingresso nel mondo della musica, ma soprattutto a partire dalla pubblicazione del suo secondo, celebratissimo album (Back to Black) nel 2007. L’abbiamo vista in splendida forma sfoggiare il suo incredibile look colorato e dal gusto vintage, ma anche sfatta, sporca, ubriaca.

    Abbiamo saputo tutto sulle sue traversie sentimentali, sul burrascoso rapporto con il primo marito (e pessimo soggetto) Blake Fielder-Civil e, recentemente, sul tira e molla con il fidanzato “bravo ragazzo” Reg Traviss. Tutta la parabola di Amy Winehouse è stata costantemente raccontata dai Media, e questo, probabilmente, ha spinto anche un’altra grande pop star sempre alla ribalta, a parlare: Lady Gaga. Sentite cosa ha dichiarato l’eccentrica interprete di Poker Face, a proposito di come è stata trattata la morte di Amy, e, prima ancora, tutta la sua vita, non solo artistica:

    “E’ una lezione per il mondo. Non uccidete la superstar, prendetevi cura della sua anima”. Lady Gaga si è espressa in questo modo durante un’intervista rilasciata alla radio americana Omaha 94.1, ponendo l’accento, evidentemente, con la mancanza di scrupoli che sconfina nella crudeltà, nello sciacallaggio, di molta stampa quando si tratta di “vendere” l’immagine di un personaggio che “tira”. Nel caso di Amy, era chiaro che la sua parte più “nera” era infinitamente più appetibile, dal punto di vista del gossip, rispetto a quella più scintillante e pulita.

    Certo che piaceva Amy come artista, era una cantante eccezionale, dall’enorme talento, e il gran numero di copie vendute dei suoi album lo testimonia, ma “piaceva” tanto anche come fenomeno da baraccone, se mi permettete un’espressione così sgradevole, piaceva come emblema di esempio deleterio, di vita bruciata, da bollare come “drogata” senza speranza.

    Ma ogni essere umano è sempre molto più dell’etichetta che gli viene affibbiata, sembra essere l’ammonimento di Lady Gaga, e quando il mondo ha il piacere e l’onore di essere allietato da un talento simile, dovrebbe quantomeno “rispondere” proteggendone la fragilità. Ma questo, ahimè, appare puramente utopistico. Concludiamo sempre con Lady Gaga, e con il messaggio da lei postato su Twitter all’indomani della scomparsa di Amy: “Amy ha cambiato la musica pop per sempre. Ricordo che pensavo che c’era speranza e che mi sentivo meno sola grazie a lei”.

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