Lady Diana: la biografia dal matrimonio con Carlo alla morte

La biografia di Lady Diana è costellata di gioie e dolori, dagli amori alle leggende intorno alla sua vita privata, sino al drammatico incidente in cui è morta, 20 anni fa. Momenti di una vita incorniciata da un volto tra i più amati al mondo, con gli accenti di forza di una donna che ha saputo spodestare le gerarchie di palazzo con la sua eleganza e l’amore per la verità.

da , il

    Vent’anni fa moriva Lady Diana: la sua biografia, dal matrimonio con Carlo alla morte, è quella di una delle donne che, più di tutte, ha saputo cogliere l’anelito di avanguardia di un’intera epoca. Fuori dagli schemi del rigido protocollo di corte, poco incline a piegarsi agli eventi nonostante la fragile apparenza, ha colto l’attimo opportuno per recidere un’esistenza all’ombra del marito Carlo e far volare altrove il suo mito, verso l’immortalità.

    Lady Diana, biografia di una principessa

    La biografia di Lady Diana, per tutti “la principessa del popolo”, è portatrice di vicende personali che si intrecciano con la storia, insieme a tanti presunti “misteri” (come quello che avesse una figlia segreta) che hanno contribuito ad alimentarne il mito sino a rendere la sua figura icona imperitura e sintesi della voglia di riscatto di milioni di donne.

    Diana Frances Spencer nasce a Sandringham, contea di Norfolk, Inghilterra, il 1° luglio 1961. È la quarta di cinque figli (i fratelli sono Sarah, Jane, Charles e John, morto 10 ore dopo il parto) nati dai Visconti di Althorp. La sua è una famiglia di nobili origini (che vanta legami con quella dei reali inglesi), tra le più antiche e importanti dinastie britanniche.

    Poiché i genitori sperano sino alla fine nella nascita di un maschio, il nome della futura principessa di Galles non viene scelto subito: passerà una settimana prima che venga deciso, in onore di due antenate di casa Spencer.

    Diana ha 7 anni quando il padre e la madre divorziano. Il 9 giugno 1975, alla morte del nonno, Albert Spencer, Diana riceve il titolo di Lady, che precederà il suo nome per il resto della vita e ne diventerà naturale estensione.

    Lady Diana (comunemente nota come Lady D), è una giovane donna timida e apparentemente fragile, con la passione per il nuoto, la musica e la danza. Nutre un profondo amore per i bambini, tanto che dopo aver frequentato l’Institut Alpin Videmanette, in Svizzera, si sposta a Londra e per lavorare come bambinaia, accettando il posto di assistente presso l’asilo nido Young England.

    L’incontro con Carlo, principe di Galles

    È nel 1977 che Diana fa l’incontro che le cambierà per sempre la vita, nel bene e nel male. Durante una battuta di caccia conosce Carlo, che in realtà sta frequentando sua sorella, Lady Sarah. Intorno a lui, 30enne futuro erede al trono d’Inghilterra, sono forti le pressioni perché trovi moglie di buona famiglia.

    È il 1978 quando Sarah, Diana e Jane vengono invitate a Buckingham Palace. Seguiranno numerosi altri incontri, molti dei quali, dopo la fine dell’amore tra Carlo e Sarah, avranno come protagonista esclusiva Lady Diana. Passeranno meno di due anni perché arrivi a far colpo nel cuore del principe di Galles, sullo sfondo di una crescente approvazione della Royal Family.

    La proposta di matrimonio

    Il 6 febbraio 1981 il principe chiede la mano di Diana Spencer. È l’inizio di una nuova vita, per molti l’inizio della sua fine. Lady D accetta immediatamente, e poche settimane dopo, il 24 febbraio, avviene l’annuncio ufficiale del loro fidanzamento a Buckingham Palace.

    Un anello in oro bianco con 14 diamanti disposti attorno ad un grosso zaffiro di 12 carati sarà il sigillo del loro amore. Lo stesso gioiello che dal 2010 è al dito della duchessa di Cambridge, moglie del primogenito di Diana, il principe William.

    Nonostante le dure lezioni di protocollo e galateo, impartite addirittura dalla regina madre in persona, Diana si mostra ben presto in tutto il suo profondo anticonformismo, carattere che la renderà molto più vicina ai cuori della gente comune piuttosto che alle vincolanti esigenze di palazzo.

    Fra i tanti tratti distintivi del suo ego in rivolta rispetto all’establishment, gli abiti indossati da Lady Diana rappresentano una vera e propria traduzione estetica del suo umore: il provocante vestito nero in chiffon indossato a Londra durante un ricevimento del marzo 1981 segna un elemento di rottura col protocollo. Più piccolo di ben due taglie rispetto all’abito inizialmente scelto per l’occasione, sconvolge tutti (compreso l’equilibrio di Buckingham Palace) per la vertiginosa scollatura.

    Il matrimonio di Lady Diana e Carlo d’Inghilterra

    Pochi mesi più tardi, il 29 luglio 1981, Carlo e Diana si sposano in una delle più sontuose cerimonie della storia: il rito viene celebrato nella Cattedrale di St. Paul, alla presenza di oltre 2mila invitati tra i più alti esponenti delle famiglie reali del mondo, volti noti della politica e della diplomazia internazionale.

    Le nozze da favola avvengono davanti allo sguardo sognante di milioni di telespettatori che seguono la diretta in mondovisione, godendo di uno scorcio di quella fiaba moderna che appassionerà la stampa mondiale per oltre un decennio. Sono 750 milioni le persone incollate agli schermi, 600mila i sudditi che si riversano sulle vie di Londra per seguire il corteo nuziale.

    L’abito da sposa di Lady Diana, manifesto della haute couture per decine di stilisti in ogni angolo del pianeta, viene confezionato in taffetà e seta color avorio, ornato di pizzi antichi autentici e dotato di uno strascico di oltre 7 metri.

    Gli sposi, dopo un viaggio di nozze a bordo del panfilo Britannia in crociera nel Mediterraneo, si trasferiscono nella residenza ufficiale di Kensington Palace. Lady Diana assume il titolo di principessa di Galles, che manterrà anche dopo il divorzio da Carlo.

    I figli William e Harry

    Il 5 novembre 1981 arriva l’annuncio ufficiale della prima gravidanza della principessa di Galles. Il 21 giugno 1982, in un’ala riservata del St Mary’s Hospital, a Londra, Diana dà alla luce il futuro erede al trono, William Arthur Philip Louis. Il bambino è il primo membro della Royal Family a nascere in un ospedale pubblico anziché a palazzo: lo decide Diana, che è irremovibile davanti alle pressioni del rigido protocollo cui vorrebbero costringerla i reali inglesi.

    Il secondogenito, Harry Charles Albert David, nasce due anni dopo William, il 15 settembre 1984. Diana sceglie in autonomia i nomi di battesimo, licenzia la governante reale e ne assume una a sua scelta, si occupa di selezionare la scuola per i figli (a cui spesso li accompagna), ne cura l’abbigliamento.

    L’ombra del tradimento e la vita di Lady Diana nei film

    La fine del matrimonio con il principe Carlo per Diana è una rottura brutale con l’idillio al quale si è fortemente aggrappata negli anni della prima maturità, senza riuscire nell’intento di salvare un amore lacerato dall’ingombrante presenza di Camilla Parker-Bowles. Secondo molti, è proprio la relazione tra suo marito e l’amante a spingere Lady Diana tra le braccia del maggiore James Hewitt, suo insegnante di equitazione.

    Sono i primi anni ’90, e la crisi del matrimonio reale è ormai pane quotidiano per i tabloid di mezzo mondo. L’adulterio di Carlo, fino ad allora taciuto al pubblico, viene esposto ai media nel maggio 1992 con la pubblicazione di Diana – La sua vera storia, di Andrew Morton.

    Il libro, che svela senza filtri e censure l’infelicità di Diana, la sua solitudine e i suoi disperati tentativi di suicidio a causa dell’indifferenza del marito, accende il fuoco mediatico intorno al principe di Galles.

    La vita di Diana finisce anche dentro i film: nel 1992 il produttore statunitense Martin Poll acquista i diritti del libro di Morton e gira La vera storia di Lady D, con Serena Scott Thomas nel ruolo di Diana e David Threlfall in quello del principe Carlo. Trasmessa in tutto il mondo, la miniserie in due puntate registra altissimi indici di ascolto, saldando definitivamente il già profondo legame tra la principessa e il grande pubblico.

    I consensi al trono sono lontani anni luce dalla vivida raffigurazione delle umane sofferenze di Lady D, eroina in piena antitesi con le necessità di corte. Nel 1996 il film di David Greene La principessa triste vede Julie Cox nel ruolo della principessa di Galles, mentre Christopher Villiers è l’affascinante James Hewitt.

    Il divorzio da Carlo

    Il 20 novembre 1995, ad oltre un anno dall’intervista di Carlo in cui il principe ammette l’adulterio, la BBC (nel programma Panorama) trasmette un’intervista di Martin Bashir alla principessa di Galles, destinata a entrare di prepotenza nella storia. Una lucida e risoluta Diana, talvolta fragile e commossa, rivela la sua relazione con Hewitt e descrive la vita coniugale all’ombra di Camilla: “Eravamo in tre in questo matrimonio, un po’ troppo affollato”.

    Il 20 dicembre 1995, in seguito alle dichiarazioni choc di Diana, Buckingham Palace annuncia pubblicamente che la regina ha invitato ufficialmente il principe e la principessa di Galles al divorzio, di fatto ufficializzato il 28 agosto 1996. Diana riceve una buonuscita di 17 milioni di sterline, con la clausola (standard dei divorzi reali) di non parlare con nessuno degli accordi presi.

    Perde così il titolo di Altezza Reale, mantenendo quello di principessa di Galles. In quanto madre del secondo e terzo erede in linea di successione al trono, rimane un membro della Famiglia Reale, continuando quindi a godere dei privilegi ottenuti con le nozze.

    Gli amori di Lady Diana: dopo Carlo Dodi Al-Fayed

    L’appartamento lato nord di Kensington Palace, dove Diana ha vissuto con il principe di Galles sin dal primo anno di matrimonio, rimane la sua residenza sino alla tragica morte. Gli amori di Lady Diana, che nel frattempo frequenta uno stimato cardiochirurgo di origine pakistana, Hasnat Khan (indicato da molte persone vicine alla coppia come “l’amore della sua vita”), tengono banco nelle cronache rosa.

    È una relazione che durerà per quasi 2 anni, prima della definitiva rottura. Secondo la testimonianza rilasciata da Hasnat Khan durante l’inchiesta per la morte di Diana, sarebbe stata lei stessa a troncare la relazione nel giugno 1997.

    Appena un mese più tardi, Diana inizia la sua relazione con Dodi Al-Fayed, figlio di un potentissimo uomo d’affari egiziano, Mohamed Al-Fayed. La principessa accetta l’invito di Al-Fayed per trascorrere con lui parte delle vacanze estive. Insieme ai figli lo raggiunge nella sua villa nel sud della Francia, protetta da un imponente sistema di sicurezza privata, ma gli occhi indiscreti dei paparazzi sono in continuo agguato.

    Per l’occasione Mohamed Al-Fayed acquista uno yacht di 60 metri, da diversi milioni di sterline, il Jonikal, su cui la principessa e i suoi bambini trascorrono gran parte del tempo in assoluta spensieratezza.

    La morte di Lady Diana: l’incidente fatale nel tunnel dell’Alma a Parigi

    Il 31 agosto 1997 Diana rimane vittima di un gravissimo incidente automobilistico nel tunnel del Pont de l’Alma, a Parigi. Muore insieme al suo compagno, Dodi Al-Fayed, nella vettura guidata dall’autista Henri Paul che si schianta contro il tredicesimo pilastro della galleria.

    Nella notte di sabato 30 agosto, al termine di una serata romantica, Diana e Dodi partono dall’Hôtel Ritz di Parigi, in Place Vendôme, sulla loro Mercedes S280, percorrendo la riva destra della Senna per raggiungere l’appartamento privato di Dodi. Poco dopo la mezzanotte, l’auto imbocca il tunnel con un seguito di paparazzi.

    Nel terribile schianto, Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Dodi, seduto sul sedile anteriore e il solo ad avere la cintura di sicurezza allacciata, è gravemente ferito ma sopravviverà.

    Lady D, estratta a fatica dal quel groviglio impietoso di lamiere, è ancora viva e dopo i primi soccorsi prestati da un medico (presente per puro caso), il dottor Maillez, viene trasportata all’ospedale Pitié-Salpêtrière, dove arriva alle 2 circa a bordo di un’ambulanza su cui, secondo una versione mai confermata, sarebbe morta. A causa delle gravissime lesioni interne, poco più tardi viene dichiarato il decesso della principessa.

    La conferenza stampa per l’annuncio ufficiale della morte viene fatta alle 5.30 da un medico dell’ospedale, dal ministro dell’interno Jean-Pierre Chevènement e da Michael Jay, ambasciatore del Regno Unito in Francia.

    Verso le 14, il principe Carlo e le due sorelle di Diana, Lady Sarah McCorquodale e Lady Jane Fellowes, arrivano a Parigi per l’identificazione e ripartono alla volta di Londra con la salma della principessa, appena 90 minuti dopo.

    Lady Diana, il funerale

    Il funerale di Lady Diana viene inizialmente pensato come cerimonia privata, come da prassi in caso di membri non più fregiati del titolo di Altezza Reale. Ma l’inaspettata reazione commossa del popolo britannico spinge inevitabilmente in direzione opposta, finendo per costringere la casa reale a optare per un rito pubblico.

    Non del tutto immune ai sempre più forti contraccolpi di quella morte violenta, la regina Elisabetta, che con tutta la famiglia è rimasta a Balmoral, in Scozia, lontana dal pubblico cordoglio, dopo le ripetute accuse di indifferenza alla tragedia da parte della stampa e del popolo accetta di issare a mezz’asta la bandiera sul palazzo reale e tornare immediatamente a Londra.

    Il 5 settembre, in una diretta televisiva in onore della nuora scomparsa, Elisabetta la definisce “un essere umano straordinario” che “nei momenti felici come in quelli di sconforto, non aveva mai perso la capacità di sorridere, o di ispirare gli altri con il suo calore e la sua bontà”.

    Un messaggio alla nazione che suona alle orecchie di molti come il mero tentativo di non perdere consensi (effettivamente in parte compromessi), ma tanto basta a risollevare le sorti di uno smalto oscurato dalla luce abbagliante di Lady Diana e scongiurare il definitivo collasso del carisma reale.

    Il 6 settembre, giorno delle esequie, circa 3 milioni di persone affollano le strade di una Londra vestita a lutto. Il feretro di Diana, posto su un affusto di cannone, attraversa Hyde Park fino a St. James’s, dove il principe Carlo, insieme ai figli William ed Harry, il padre Filippo, il conte Charles Spencer, fratello di Diana, e 500 rappresentanti delle organizzazioni patrocinate dalla principessa si uniscono al corteo dietro la bara di Lady Diana.

    La tomba di Lady Diana

    Le esequie proseguono nell’abbazia di Westminster: durante la cerimonia, Elton John intona Candle in the Wind, versione modificata per l’occasione della celebre canzone dedicata alla morte di Marilyn Monroe. Oltre 2 miliardi di spettatori seguono il rito funebre in diretta televisiva, facendolo entrare, di fatto, tra gli eventi più seguiti della storia. Il celebre cantante, appena un mese prima, il 22 luglio, aveva preso parte al funerale di Gianni Versace insieme a Diana, fortemente legata allo stilista in vita, così come nel tragico destino di morte.

    La tomba di Diana si trova nella proprietà di famiglia, ad Althorp, in Northamptonshire, su un’isola in mezzo a un laghetto, chiamata “Round Oval”. La tumulazione avviene in forma privata, con la famiglia al completo riunita nel luogo della definitiva sepoltura della principessa.

    La salma viene preparata da Jean Monseau, tanatoprattore di fama internazionale, vestita con un abito nero a maniche lunghe disegnato da Catherine Walker e acquistato poche settimane prima dell’incidente mortale. Tra le mani di Lady D un rosario, dono ricevuto da Madre Teresa di Calcutta, morta pochi giorni dopo di lei.