La violenza sulle donne è emergenza sociale, il web e le piazze si mobilitano

La violenza sulle donne è emergenza sociale, il web e le piazze si mobilitano
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    Violenza sulle donne

    Una vera e propria emergenza sociale, questa sta diventando in Italia la violenza sulle donne. Una carneficina che ha visto morire, per mano assassina maschile, 54 donne dall’inizio di questo 2012. Come purtroppo le cronache ci informano pressoché quotidianamente, questa violenza viene perpetrata nella stra grande maggioranza dei casi all’interno della stessa famiglia, da persone, da uomini, amati e conosciuti, come mariti o compagni, padri, fratelli, cognati, ex fidanzati. Storie agghiaccianti che ci fanno accapponare la pelle e piangere amare lacrime di impotenza e di rabbia, ma soprattutto di tristezza.

    Un senso enorme di fallimento ci assale quando ascoltiamo i resoconti delle ultime vicende, come quella di Vanessa, 20enne di Enna, massacrata dal fidanzato e convivente 34enne per la imperdonabile colpa di aver osato pronunciare in sua presenza il nome dell’ex. La violenza sulle donne non conosce limiti geografici, etnici, religiosi, di censo, a quanto pare non si possono etichettare i carnefici, perché il problema è talmente omogeneo, ahimé, che l’unico commento che viene da fare è che si stia combattendo una assurda, incredibile guerra intestina e civile degli uomini contro le donne, tout court. Quale inghippo, quale errata educazione, quali motivazioni sociali possono aver portato a questo? Qualunque sia la causa, o le cause, del fenomeno, è ora di dire basta, senza se e senza ma.

    Ed è proprio quello che sta cercando di fare il Movimento spontaneo “Se non ora quando”, che ha già riempito le piazze per una prima manifestazione che si è svolta qualche giorno fa, ma che sta cercando di smuovere, per una analoga mobilitazione, gli uomini. Roberto Saviano ha coniato, per l’occasione, un nuovo termine, a nostro avviso assolutamente calzante: “femminicidio”. Perché la colpa originaria di queste donne massacrate, sembra essere soltanto l’appartenenza al genere femminile, il cosiddetto “sesso debole”. Personalmente ho anche smesso di indignarmi, tanto non serve, l’unica cosa che possiamo fare è quella di smuovere le coscienze, di sensibilizzare i cittadini perbene, che le donne le amano e le rispettano. Ecco perché il Movimento “Se non ora quando”, ha lanciato un appello straordinario, che vorremmo a nostra volta rilanciare: “Mai più complici”. Ribellarsi in tanti, significa creare una massa critica in grado di sovvertire il trend, ecco perché è importante parlarne, è importante non fare finta di niente nella convinzione che tanto sia tutto inutile.

    Creare una società più civile, in cui la violenza sia bandita, in cui si faccia strada, nelle coscienze di tutti noi, ed in particolare in quelle maschili, perché in questo caso sono soprattutto loro tirati in ballo, è nelle nostre mani, è bene ricordarcelo. Ecco perché facciamo nostro l’appello “Mai più complici”, che è stato lanciato dal Movimento “Se non ora quando” la scorsa settimana, dopo l’ennesimo caso di “femminicidio” (quello di Vanessa). Un appello che si rivolge a tutti, dalla politica alla società civile e che ha già raccolto una marea di adesioni. Tra i tanti basterà citare Susanna Camusso, leader Cgil, Luca Cordero di Montezemolo, Presidente di Italia Futura, la deputata PD Livia Turco, il giornalista e scrittore Roberto Saviano, la scrittrice Rosetta Loy, la parlamentare PD Anna Finocchiaro, la Presidentessa della Regione Lazio Renata Polverini e il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il leader di Sel e Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il leader del PD Perluigi Bersani e tanta, tanta gente comune. “È una mattanza: 54 donne uccise dall’inizio dell’anno per mano di mariti, fidanzati, ex. È ora di chiamare questa barbarie femminicidio”, chiosa Saviano su Twitter. Ragazze, mobilitiamoci anche noi, per aderire all’appello basterà firmare al sito www.petizionepubblica.it. Facciamolo!

    Grande successo ha avuto l’iniziativa di raccolta firme per dire basta alla violenza sulle donne ma siamo davvero sicuri che questo basti? Uomini politici e famosi scendono in piazza accanto alle donne per gridare basta alla violenza ma dovremmo ricordare che la violenza e i soprusi sulle donne non sono solo quelli che portano ad omicidi e scontri fisici. Tutti questi uomini, invece che rilasciare dichiarazioni politicamente corrette e che scendono in piazza, cosa fanno nella vita reale perché l’uguaglianza diventi realtà e non solo un bello slogan? Forse bisognerebbe partire dal basso, dalla vita quotidiana di ognuno di noi, per fare in modo che ogni tipo di violenza, anche le discriminazioni più blande, non esistano più.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN MenteUominiViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Venerdì 11/05/2012 16:27
     
     
     
     
     
     
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