Natale 2016

La turista australiana è stata aggredita, ma si vergognava ad ammetterlo

La turista australiana è stata aggredita, ma si vergognava ad ammetterlo
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    aggressione della ragazza australiana

    In questi giorni si è tanto parlato della turista australiana che è stata aggredita a Roma. La ragazza dopo una notte folle in giro per i locali a bere pesantemente, ha fatto “amicizia” con un coetaneo tunisino con il quale si sarebbe intrattenuta a fine serata. La mattina seguente alle prime luci del mattino, è stata trovata sanguinante in Via Milazzo da un ambulante che stava andando a lavorare. La ragazza, in evidente stato di shock, è stata portata immediatamente in ospedale al Policlinico Umberto I di Roma.

    Questa giovane turista australiana è stata sicuramente incauta, ha peccato di leggerezza e su questo non ci sono dubbi, però da lì ad esser giudicata male da tutti ce ne passa. Inizialmente si è parlato di rapporto consensuale ma, oggettivamente, un rapporto che finisce in sala operatoria mi sembra un po’ eccessivo anche per chi ama le emozioni più intense. La ragazza aveva detto di aver avuto un rapporto consensuale, il ragazzo era stato interrogato ed aveva dato la medesima versione, tanto che è stato mandato a casa senza problemi.

    Oggi è stato il giorno della svolta, dopo il colloquio con la psicologa del Policlinico Umberto I con cui è in cura, la ragazza ha ammesso di essere stata aggredita, ed adesso il suo “partner” è indagato per stupro. La legge parla chiaro: c’è consenso se si è in grado di intendere e volere.

    La ragazza si è appartata di sua spontanea volontà, ed infatti le telecamere li avevano ripresi mano nella mano, poi però il ragazzo ha decisamente esagerato e quello che doveva essere un rapporto amoroso si è trasformato in una aggressione. Pamela Bruni, la psicologa del Policlinico Umberto I, ha dichiarato: “La ragazza ha voluto nascondere l’abuso per la vergogna e la difficoltà di trovarsi in un paese straniero. Forse era consenziente inizialmente, ma non credo lo sia stata anche dopo. Hanno fatto un giro dei locali notturni ed è normale che possa scattare il desiderio di intimità, ma da lì ad arrivare in camera operatoria ce ne corre”.

    Dire basta, ad un certo punto del rapporto, è un nostro diritto e nessun uomo, in nessuna circostanza, può non darci ascolto senza essere accusato di aggressione, non ci sono scuse. E’ profondamente ingiusto che una donna abbia delle lacerazioni talmente gravi da sanguinare per ore e poi finire in sala operatoria, e che per giunta si vergogni a dire che è stata stuprata. L’aggressione è una vergogna per chi la fa, chi la subisce deve reagire, raccogliere le forze e denunciare. Non è una questione di “vendetta” ma un uomo aggressivo che si comporta in un certo modo, in famiglia con la propria moglie, così come con gli estranei, è chiaro che lo rifarà e va fermato.

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