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La tragedia del Vajont, 50 anni dopo

La tragedia del Vajont, 50 anni dopo
da in Cronaca
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    Tragedia Vajont

    Oggi, 50 anni fa, si consumava una delle tragedie più tristi della storia italiana, il disastro del Vajont. La sera del 9 ottobre 1963, in una manciata di minuti persero la vita 1910 persone. Intere comunità distrutte, una vallata scossa per sempre da una ferita indelebile. Tragica fatalità, si scrisse all’ora, tragico epilogo di una trama di interessi si scrive oggi. Lasciando da parte accuse e responsabilità, il disastro del Vajont rappresenta una delle pagine più tristi della storia italiana, uno dei suoi capitoli più bui e terrificanti.

    Una frana, mezza montagna crollata, una massa enorme di acqua si animò di una furia cieca, trasformandosi in un’onda gigantesca che superò la diga spazzando via tutti i paesi che incontrò sul suo cammino. Solo quattro tragici minuti per cancellare paesi, comunità, famiglie, case, storie e affetti. Solo un forte boato e una manciata di secondi per portare via 1910 vite innocenti.

    Ecco quello che non si può dimenticare, quello che non si deve dimenticare, mai, ma soprattutto oggi, che ricorre il cinquantenario di quel tragico giorno.

    Quella sera del 9 ottobre, alle 22.39, una frana staccatasi dal monte Toc diede corpo e forza a un’onda di acqua, fango e devastazione che cancellò i comuni di Longarone e alcune frazioni di Erto Casso e Castellavazzo. 1910 vittime, tra le quali anche 487 bambini.

    BAMBINI ANCHE TRA LE VITTIME DELLA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA

    “Quell’evento non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma drammatica conseguenza di precise colpe umane, che vanno denunciate e di cui non possono sottacersi le responsabilità”. Le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, espresse nel messaggio inviato in occasione del 50esimo anniversario del disastro del Vajont, racchiudono tutta l’amarezza di quella tragedia, delle mezze verità e delle pesantissime responsabilità umane.

    “Una ferita ancora aperta”, come la definisce la Presidente Boldrini.

    Oggi si ricordano le vittime del Vajont, ma non solo, ricorre anche la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”, indetta dal Parlamento italiano.

    Si ricorda, per non dimenticare, ma anche per imparare e, si spera, per non sbagliare ancora in futuro. Si ricorda anche per sottolineare che le logiche dell’interesse, del profitto, della speculazione non possono e non devono prevalere sul valore più sacro, su quello della vita. Perché l’interesse economico non può macchiare del sangue di così tante persone il profitto di pochi.

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