La top ten dei Paesi dove le donne vivono meglio, Italia solo ottava

La top ten dei Paesi dove le donne vivono meglio, Italia solo ottava
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    Vi siete mai domandate quali siano i Paesi dove le donne vivono meglio? Dove i loro diritti – dal lavoro alla maternità – sono rispettati in modo completo, dove la legge le tutela da qualunque forma di discriminazione, dove trovano più opportunità di carriera, dove vengono curate meglio quando sono malate, dove, insomma, la felicità è più a portata di mano? Sicuramente sì, è naturale arrivare a chiederselo in un Paese, il nostro, dove purtroppo, sembra che le aspettative per una vita serena, attiva e proficua debbano scontrarsi con un muro di gomma fatto di piccole-grandi rinunce continue. Rinuncia al lavoro, alla maternità, all’aborto (la Legge 194 viene proprio in questi giorni rimessa in discussione)… e chi più ne ha, più ne metta!

    Senza voler vedere per forza tutto nero, è interessante andare però a spulciare a che posto (tra i Paesi industrializzati del G-20) si colloca l’Italia proprio relativamente alla qualità della vita per le donne.

    La ricerca è stata condotta dal Trustlaw della Thomas Reuters Foundation sui Paesi che parteciperanno al prossimo G-20 in programma il 18 e 19 giungo in Messico. I parametri usati per valutare la qualità della vita per le donne, sono stati soprattutto quelli relativi alle disuguaglianze, alle violenze , alle discriminazioni di genere. In questa speciale classifica, dove si pone l’Italia? La buona notizia è che si trova tra le prime 10, la cattiva è che e solo ottava. In vetta, infatti, troviamo il Canada, seguito dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dall’Australia e dalla Francia.

    Le “pecche” del nostro Paese, secondo i dati di Trustlaw, riguardano l’accesso al mondo del lavoro, che vede soprattutto le donne penalizzate, l’aumentata incidenza di violenze e abusi, le disuguaglianze in ambito familiare, dove le cure della casa e dei figli sono ancora soprattutto sulle spalle femminili. Commenta il dato Daniela Colombo, dell’Associazione italiana Donne per lo Sviluppo. “Nonostante gli enormi progressi degli ultimi 40 anni, le donne sono ancora discriminate sul lavoro: hanno tassi minori di occupazione, salari più bassi , poco accesso ai ruoli manageriali.

    E sono vittime di violenza di genere: c’è stato un aumento dei femminicidi”. Sicuramente l’Italia ha fatto dei passi indietro, a proposito della tutela delle donne, ma possiamo dirci fortunate, se paragonate alle indiane. E’ proprio all’enorme Paese asiatico che è andata la maglia nera del peggior posto in cui nascere femmina.

    Il triste primato dell’India, nonostante il suo Presidente sia proprio una donna, Sonia Gandhi, è dovuto alla fortissima sperequazione tra le diverse zone del Paese. Nascere in una grande città come Calcutta o New Delhi non è lo stesso che in zone a forte vocazione rurale come gli stati a nord dell’India. Il primo rischio che corre, è quello di non nascere, perché per le famiglie avere una figlia femmina è praticamente una disgrazia. “È un miracolo che una donna sopravviva. Ancora prima di nascere ha molte probabilità di essere abortita, a causa dell’ossessione diffusa di avere figli maschi – spiega Shemeer Padinzjharedil, di Mpas4aid.com, un sito che si occupa di documentare i crimini contro le donne – Se ce la fa, corre il rischio di subire abusi domestici, di essere stuprata, costretta a sposarsi da bambina o uccisa per la dote”.

    Sono dati che ci fanno rabbrividire, eppure accadono in un Paese che dal punto di vista economico ha fatto letteralmente passi da gigante negli ultimi 10 anni. Se in India le cose vanno male per le donne, non molto meglio vanno in Messico, Sud Africa, Indonesia e Arabia Saudita. Violenze e discriminazioni sono all’ordine del giorno. Poco si può commentare, la ricerca parla chiaro. Di sicuro possiamo cercare di migliorare le cose vicino a noi, nel nostro piccolo, innanzi tutto come madri, educando figli e figlie in modo assolutamente paritario, come compagne, esigendo il rispetto che ci è dovuto dai nostri uomini, e come cittadine, denunciando ogni volta che i diritti, o quelli delle donne che ci stanno vicino, vengono calpestati.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BenessereLavoroMenteSalute E BenessereViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13/06/2012 12:09
     
     
     
     
     
     
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