Natale 2016

La Terra dei fuochi: i vip adottano i comuni avvelenati [FOTO]

La Terra dei fuochi: i vip adottano i comuni avvelenati [FOTO]
da in Cronaca
Ultimo aggiornamento:

    La Terra dei fuochi è il nonluogo della disperazione, frutto del disinteresse e della negligenza verso il problema mai risolto dell’accumulo di rifiuti tossici e dei roghi. Un pezzo di terra avvelenato dove quotidianamente la gente si ammala di tumori e leucemia, dove tutto è contaminato, dall’aria al cibo, dove bambini e adulti muoiono giorno dopo giorno nella noncuranza delle istituzioni. Ad accendere una luce sul dramma che coinvolge circa 80 comuni tra Napoli e Caserta è stata Selvaggia Lucarelli, che ha lanciato su facebook l’iniziativa «La Terra dei fuochi riguarda tutti», rivolta agli amici vip per far loro adottare i comuni avvelenati.

    «Avevo promesso alle tante persone che vivono nella Terra dei fuochi e che mi hanno scritto mail e messaggi, che avrei fatto qualcosa per loro. Ho chiesto a 67 amici e persone dello spettacolo, dello sport, della musica e del giornalismo di adottare virtualmente uno degli ottanta comuni circa che vivono questa tragedia. Il risultato, bellissimo, è questa pagina Facebook». Queste le parole di Selvaggia Lucarelli in merito all’iniziativa da lei lanciata per sensibilizzare il Bel paese sul problema dei roghi e dei rifiuti tossici seppelliti dalla camorra (pagata dalle aziende del Nord che volevano sbarazzarsene) sotto case, scuole, campi sportivi, terreni agricoli. I vip, tra i quali si annoverano Fiorello, Alessia Marcuzzi, Emma, Caterina Balivo, Paola Perego, Antonella Clerici, Federica Pellegrini e tanti altri, hanno partecipato numerosissimi, postando autoscatti in cui mostrano un cartello con i nomi dei comuni compresi tra Napoli e Caserta, che ciascuno di loro ha virtualmente adottato. Facendo luce sulla questione dell’emergenza rifiuti a Napoli e dintorni, che comporta rischi notevoli per la salute, chissà che i fuochi di questo limbo di terra dimenticato non smettano di portare il buio nella vita dei suoi abitanti.

    Riccardo, 22 mesi, morto, Alessia, 9 anni, morta, Francesco, 14 anni, morto, Mesia, 3 anni, morta, Antonio, 9 anni, morto… e la lista continua all’infinito, senza considerare le vittime del futuro imminente. Eccoli i bambini della Terra dei fuochi, divorati dal cancro e da altre malattie mortali, prima ancora di potersi macchiare di una qualunque colpa. Di inchieste sullo smaltimento dei rifiuti tossici e sui rifiuti bruciati a Napoli e dintorni, pericolosi per bambini e adulti, ne sono state fatte moltissime, tanto per citarne alcune si pensi ad Adelphi nel 1993, Econox nel 2001, Greenland nel 2001, Cassiopea nel 2003, Mosca nel 2004, ma i risultati sono ancora pessimi. Colpa solo delle organizzazioni criminali che ammettono senza scrupoli di fregarsene della falda acquifera? Oppure ne sono responsabili anche i politici, quelli che fingono di non capire, quelli che ignorano, quelli che offendono o minimizzano? Di tante bugie e promesse, di tanta negligenza e disinteresse, di tante contraddizioni e ipocrisia, a farne le spese sono sempre i più deboli, che putroppo pagano persino col sangue. Se ne parla della Terra dei fuochi e se ne deve parlare sempre di più, non solo a livello locale ma ovunque in Italia e nel mondo. I bambini hanno diritto ad una vita serena e sana, non devono aver paura di uscire di casa, non devono sentire il tanfo di rifiuti incendiati, non devono ammalarsi per colpa dell’irresponsabilità degli adulti, non devono trascorrere le giornate libere a salutare gli amici morti.

    622

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca

    Natale 2016

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI