La sindrome del GU

La sindrome del GU
da in It's a chicken thing
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    mordersi labbra

    Sono molti gli interrogativi che rischiano di restare senza risposta nella vita di noi donne: “Perché esiste la dieta del minestrone, quella dell’ananas e non quella della torta cioccolato e pere?”. Sono molti anche quelli a cui diamo delle risposte a modo nostro: “Perché non mi ha più chiamato? Gli hanno ingessato entrambe le braccia prima che potesse impostare la chiamata vocale”. Poi ci sono le verità universali, come la sindrome del GU.

    Partorita dalla mente illuminata di una delle donne della mia vita, la teoria sulla sindrome del GU spiega il fenomeno della salivazione azzerata e dell’emissione di suoni improbabili quando siamo in presenza dell’oggetto del nostro desiderio.

    Ve lo spiego empiricamente (Piero e Alberto Angela farsi da parte grazie).

    Ti vesti, ti trucchi e ti butti fuori. Raggiungi il bancone di un locale. LUI si avvicina. E ti parla.

    Nella tua mente:

    Ciao
    Ciao
    Come stai?
    Bene grazie e tu?
    (sorriso e farfalle in assetto da frecce tricolori nel tuo stomaco)
    Cosa bevi?
    Un mojito
    (è il terzo… ma soprassediamo.)
    Ti piace questo posto?
    Si molto
    (volevo farmi esplodere… poi ti ho visto…)
    Bhè…Allora ci si vede…
    Volentieri. Segnati il mio numero. 334…

    Nella realtà:

    Ciao.

    GU
    Come stai?
    GU
    Cosa bevi?
    GU
    Ti piace questo posto?
    GU
    Bhe…Allora ci si vede…
    GU

    Qualunque sia la tua professione, che tu abbia o meno Saturno contro, ci sono grosse probabilità che tu soffra della sindrome del GU. Sindrome che ha vari livelli di gravità. Per intenderci: GU è il livello base, leggermente più grave la risata isterica con inarcamento della schiena stile Raffaella Carrà, decisamente preoccupante la risposta pronta con ansia da prestazione per cui se lui ti chiede “cosa bevi”, tu gli racconti che discendi dall’antico casato dei Pampero e dei Cuba Libre.

    Rimedi? Uno che trovi questa lieve imperfezione divertente, che ti offra da bere anche se per la prima mezz’ora sembri un’attrice del cinema muto, e che, nell’attesa che tu riacquisti una capacità lessicale che ti si addice, ascolti quello che hai da dire con tutto il resto del corpo.

    Siamo femmine, parliamo CON tutto.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN It's a chicken thing Ultimo aggiornamento: Lunedì 12/03/2012 13:15
     
     
     
     
     
     
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