La moda che evolve: il concetto di green fashion

da , il

    La moda che evolve: il concetto di green fashion

    Il green fashion è un nuovo modo di concepire la moda all’insegna della sostenibilità ambientale, sempre più diffuso a livello globale. Nonostante questo comparto industriale sia ancora uno dei più inquinanti, numerose aziende stanno promuovendo soluzioni alternative votate al rispetto per il Pianeta. In che modo? Attraverso progetti innovativi basati sull’utilizzo di tecnologie avanzate o tramite l’impiego di materie prime biologiche e il riciclo creativo di vecchi tessuti e materiali insoliti. In altri casi, i protagonisti diventano gli slogan “responsabili” stampati sui capi d’abbigliamento, al fine di incoraggiare stili di vita eco-compatibili. Perché, nella green fashion, moda e coscienza ambientale vanno di pari passo.

    Moda ed economia circolare

    Il green fashion, i cui abiti e accessori sono appositamente concepiti per durare a lungo e non creare problemi di smaltimento, rientra nella cosiddetta economia circolare. Un concetto nuovo di economia che si rigenera da sola e che presuppone l’impiego di due tipologie di materiali: biologici, facili da reintegrare nella biosfera, e tecnici, che si trasformano in nuove risorse attraverso il riciclo. Il sistema lineare cui siamo abituati, che prevede estrazione, produzione, consumo e smaltimento dei rifiuti, viene così rimpiazzato da un sistema circolare molto più sostenibile. Tuttavia, per funzionare, non può prescindere da un cambiamento dell’intero sistema economico a partire da un massiccio utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e dalla diffusione di soluzioni sostenibili di sviluppo dei territori, come quella proposta da Enel con il progetto Futur-e, il cui obiettivo è riconvertire in ottica green, coinvolgendo direttamente i cittadini, 23 centrali dismesse. Indispensabile anche l’impiego di tecnologie innovative e di prodotti, inclusi i capi d’abbigliamento, concepiti in modo efficiente, realizzati per durare nel tempo oltre che facilmente riciclabili.

    La moda si apre alla sostenibilità

    Negli ultimi anni, il settore fashion, per l’utilizzo d’acqua ad esempio o per i residui della colorazione dei tessuti, si sta progressivamente aprendo a questo nuovo modello economico. In che modo? Orientandosi verso l’impiego di materie prime biologiche a basso impatto ambientale, facili da smaltire, come il bamboo, la canapa, il cotone organico, eliminando tutte le sostanze potenzialmente tossiche dalla filiera produttiva, attingendo al recupero creativo di materiali altrimenti destinati allo smaltimento o sottovalutati. È il caso, per esempio, degli stilisti che riciclano vecchi ombrelli, bottiglie, tappi e altri oggetti ritenuti inutilizzabili per farne curiosi capi d’abbigliamento. Ma anche di chi punta su tessuti rinnovabili ricavati dalla soia e dalle alghe, che rilasciano principi benefici a contatto con la pelle, o di chi adopera scarti di tessili industriali, dalla carta alla plastica, fino al settore alimentare. Ed ecco che ortiche, riso, vino, banane, ananas e altri prodotti si tramutano in tessuti biodegradabili. Altre aziende puntano sul riciclo degli scarti di cotone tramite nuove tecnologie in via di sviluppo. Il green fashion passa anche attraverso il sociale, lottando contro lo sfruttamento minorile e il lavoro sottopagato, realtà purtroppo ancora molto diffuse nelle aziende che esternalizzano la produzione all’estero. Insomma, un modo tutto nuovo di fare moda che concilia, finalmente, estetica e rispetto per il Pianeta.

    Contenuto di informazione pubblicitaria