Natale 2016

La Franzoni in tribunale per i domiciliari

La Franzoni in tribunale per i domiciliari
da in Cronaca
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    Franzoni in tribunale

    La Franzoni in tribunale per i domiciliari: si è conclusa l’udienza sull’istanza di detenzione domiciliare di Anna Maria Franzoni. Nelle sede giudiziaria s è discussa la perizia psichiatrica e criminologica del professor Balloni, il quale ritiene possibile un ritorno a casa della mamma di Cogne. La decisione dei giudici del tribunale di Sorveglianza di Bologna sarà resa nota fra qualche giorno. La Franzoni è arrivata insieme agli avvocati Paola Savio e Lorenzo Imperato, suoi legali.

    L’autore della perizia, il professor Balloni, ha aggiunto qualche frase sulla grande esposizione mediatica di cui ha goduto il suo caso. “Spero una cosa: che Annamaria Franzoni venga dimenticata” – ha dichiarato il professore – “Questo sarebbe per lei il più grosso regalo. Se fosse lasciata tranquilla e orientata verso una dimenticanza, credo che ne gioverebbe”. I fatti per cui la mamma di Cogne sta scontando la sua pena, risalgono al 30 gennaio 2002 e secondo la perizia “si può sostenere che non vi sia il rischio che si ripeta il figlicidio, come descritto nella sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino”. “Una tale costellazione di eventi non è più riscontrabile”. A carico della Franzoni non esisterebbe più “una pericolosità sociale specifica” derivante dall’uccisione del figlio, secondo l’autore della perizia.

    Annamaria Franzoni ha chiesto attraverso i suoi legali di tornare ad abitare nella casa di Ripoli Santa Cristina. I giudici dovranno ora decidere se quella “generica pericolosità” derivante dal fatto il reato sia stato commesso e che le riconosce il professor Balloni. A questaa valutazione si aggiungono i documenti relativi ai permessi già goduti di uscire dal carcere. Gli atti confermerebbero un comportamento positivo tenuto dalla donna in quanto genitore, evidenziabile anche dalla volontà di pensare al futuro, progettando la ristrutturazione della casa del delitto di Cogne “considerata dall’intera famiglia “la loro vera casa”. I documenti degli assistenti sociali metterebbero in luce, invece, la preoccupazione della madre per il distacco dai figli.

    30/04/2014

    Attualmente, Annamaria Franzoni sta scontando una pena detentiva di 16 anni per l’omicidio del suo piccolo figlio, Samuele, avvenuto dodici anni fa tra le cime innevate di Cogne. Un caso di cronaca che ha sconvolto mezza Italia e ha diviso l’opinione pubblica fra innocentisti e colpevolisti.

    Una tragedia famigliare che non smette di far parlare di sé. Prima le grida di innocenza della madre di Cogne e di tutta la sua famiglia, poi la sua gravidanza, il carcere e la concessione del lavoro esterno. Ora la richiesta dei domiciliari. Al Tribunale di Sorveglianza di Bologna, dove la Franzoni è arrivata su un’automobile guidata da Don Giovanni Nicolini, il parroco presso cui sta svolgendo il lavoro esterno al carcere, si è discusso della perizia psichiatrica della donna. Perizia psichiatrica resasi necessaria per decidere in merito alla richiesta di detenzione domiciliare avanzata dai legali della Franzoni. Ad attenderla uno stuolo di fotografi, giornalisti e curiosi. Segno evidente che quella tragica piccola morte, avvenuta il 30 gennaio del 2002 nella villetta di Montroz, frazione di Cogne, fa ancora tristemente notizia. Una madre che, nonostante non l’abbia mai ammesso, è stata ritenuta colpevole della morte del figlio, Samuele Lorenzi, di soli tre anni.

    La Franzoni e i suoi avvocati, dopo aver ottenuto un permesso premio e la possibilità di lavoro esterno al carcere, ora dovranno attendere ancora due mesi per conoscere la decisione del Tribunale di Sorveglianza: è stato disposto un nuovo rinvio, la decisione sulla detenzione domiciliare della donna è rimandata all’udienza del 24 giugno 2014.

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