La dodicenne abusata dal maestro di karate si racconta alle Iene

Giada, una delle allieve abusate dall'insegnante di karate, racconta per la prima volta la sua storia in televisione durante una puntata de Le Iene. Aveva solo 12 anni quando l'insegnante ha iniziato i primi approcci sessuali: 'Mi diceva che mi voleva bene e che ero speciale'. Le violenze nello stanzino della palestra proseguono per anni, anche con altri uomini, senza che Giada trovi la forza di opporsi. Un giorno capisce che quello che è successo a lei, sta succedendo anche ad altre allieve e , grazie al suo ragazzo, trova la forza di raccontare la vicenda ai suoi genitori e denunciare il maestro di karate.

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    La dodicenne abusata dal maestro di karate si racconta alle Iene

    Continua a far parlare di sè a vicenda delle allieve della palestra di karate nel bresciano, abusate per anni dal loro insegnante. Le ragazze che frequentavano la palestra erano tutte giovanissime quando le violenze sono inziate, la più piccola aveva solo 12 anni. Ed è proprio lei, Giada, a raccontare per la prima volta la sua storia durante una puntata delle Iene: dai primi approcci e le prime carezze, agli abusi, anche con altri uomini, che si sono prolungati per anni.

    Abusata a dodici anni: “Mi diceva che ero speciale”

    Giada, quando aveva solo dodici anni si era infortunata una gamba e il maestro di karate della sua palestra le aveva offerto il suo aiuto per fare riabilitazione. Per la ragazza, non c’era nulla di strano, l’insegnante la passava a prendere a casa e in palestra si dirigevano verso l‘infermeria, dove veniva fatta stendere sul lettino da massaggi. Insieme guardavano video e ascoltavano musica, una situazione all’inizio che poteva sembrare tranquilla ma in poco tempo il maestro di karate ha iniziato con l’allieva un altro tipo di approccio. Baci, carezze, l’insegnante che porta la mano dell’allieva sul suo inguine, con la scusa della vicinanza fisica ma anche con la consapevolezza della fiducia genuina dell’allieva verso il maestro, che ancora è troppo giovane per capire cosa succedesse davvero.“Confondevo quei gesti con il fatto che mi volesse bene. Diceva che ero speciale. Diceva che ero la persona più importante della sua vita, che senza di me non riusciva a stare”.

    Violenza sulle donne, il racconto di Giada

    Giada, trasportata e convinta dalle parole del maestro di karate, accetta di subire le violenze, ignorando all’inizio, il dramma a cui avrebbe portato. “Per me era sempre orribile, sempre un pianto”. Gli abusi proseguono per settimane, ma ormai Giada ha capito di cosa si tratta e , soprattutto, ha capito che non vuole subire questo tipo di violenza. Il maestro percepisce la reticenza di Giada, e, forte del suo potere da insegnante, comincia a sgridarla, accusandola di essere una ragazza frigida e generando in lei il senso di colpa di non riuscire ad avere un rapporto sessuale. Molte sere Giada è tornata a casa in lacrime, schiacciata dal senso di colpa: “Mi diceva che non andavo bene, non ero abbastanza, dovevo fare di più”.

    Abusi in palestra, anche altri uomini coinvolti

    Per Giada il dolore fisico che prova durante i rapporti si mescola con una sofferenza psicologica che peggiora di giorno in giorno. Con il passare del tempo, infatti, le richieste del maestro cominciano a diventare sempre più pesanti. All’età di 14 anni il maestro confida a Giada una sua personale fantasia sessuale: avere un rapporto a tre, e Giada è la persona “speciale” con cui vuole farlo. Dopo due anni di abusi fisici e psicologici, Giada non è più in grado di opporsi alle proposte dell’insegnante. “Sono arrivati in due, hanno iniziato prima uno, poi l’altro, non capivo più niente. Speravo solo che finisse tutto presto”.

    Maestro di karate denunciato, si attende il processo

    Un giorno, Giada e il suo fidanzato vanno insieme in palestra e Giada osserva un’altra allieva, di circa 15 anni, uscire dallo stanzino dell’infermeria con il maestro. Per Giada non ci sono dubbi: quello che faceva a lei, lo stava facendo anche ad altre ragazze. “Era una cosa che non riuscivo ad accettare”. È stato questo a dare la forza a Giada di parlare apertamente per la prima volta della sua storia, inizialmente, proprio con il fidanzato, che la ascolta senza giudicarla e la spinge a raccontarlo anche ai genitori. Con la confessione, per Giada , è arrivata anche la libertà: la sua storia infatti, unita a quella di altre sei allieve della stessa palestra, ha portato alla denuncia nei confronti dell’insegnante di karate, che attualmente si trova in prigione in attesa del processo.