L’economia circolare nell’industria alimentare: non si butta via niente e si salva il pianeta

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    L’economia circolare nell’industria alimentare: non si butta via niente e si salva il pianeta

    L’economia circolare si fa strada anche nell’industria alimentare passando dai produttori di cibo alle mense scolastiche, dal settore della ristorazione alla grande distribuzione. L’obiettivo comune è un’economia più rispettosa del Pianeta che comporti meno spreco di risorse e meno dispersione di prodotti. Purtroppo le statistiche sono scoraggianti: nei paesi ricchi gli sprechi di cibo ammontano a 1,3 miliardi di tonnellate ogni anno, con conseguenze deleterie sul clima, le risorse idriche, la biodiversità e la salute di tutti noi. Ma lo spreco, a differenza di quanto si creda, riguarda non solo le fasi di distribuzione e consumo, ma anche la filiera produttiva, a causa di infrastrutture e tecnologie inadeguate in alcuni paesi. È chiaro quindi che la catena alimentare richieda un radicale mutamento di prospettiva per assicurare un futuro migliore alle generazioni che verranno e salvare il Pianeta.

    Economia circolare e spreco alimentare

    Quando si parla di economia circolare si tende a pensare in grande, sottovalutando l’importanza dei piccoli gesti quotidiani. Il mutamento globale in ottica green necessita infatti di una collaborazione attiva da parte di tutti i soggetti coinvolti, pubblici e privati. La spesa intelligente, che prevede una selezione più attenta degli alimenti acquistati, privilegiando cibi a chilometro zero, meglio se biologici, è il primo passo in questa direzione. Contribuisce infatti a ridurre gli sprechi e l’impatto sull’ecosistema dei trasporti inquinanti.

    Ciò non toglie che aziende produttrici e grandi distributori siano a loro volta chiamati ad abbracciare un modo nuovo di fare economia, improntato sulla sensibilità ambientale. Che poi è quello che sta accadendo in tanti altri settori, basti pensare al mercato dell’energia in rapida evoluzione. Ne è un esempio il progetto di economia circolare Futur-e di Enel, il cui obiettivo è trasformare 23 centrali dismesse in un’opportunità di sviluppo per il territorio, mantenendone la vocazione industriale o riconvertendole in musei e altre strutture culturali. Protagonisti del progetto sono i cittadini, perché l’economia circolare si basa prima di tutto sulla condivisione.

    Esperienze di successo in campo alimentare

    In campo alimentare gli esempi virtuosi di economia circolare non mancano: è il caso del Banco Alimentare, sistema di distribuzione gratuita del cibo che vede protagonisti volontari privati e organizzazioni no profit di tutto il mondo. Dobbiamo citare poi anche le organizzazioni non governative, come il FoodCycle del Regno Unito, che recupera il cibo non consumato per la preparazione di pasti bilanciati destinati ad anziani e senzatetto. Alcuni governi nazionali hanno promosso politiche anti-spreco, vietando ai supermercati, come in Francia ad esempio, di disfarsi del cibo invenduto, donandolo invece a enti di beneficenza o riutilizzandolo per gli animali. I provvedimenti di questo tipo riguardano ormai quasi tutti gli Stati dell’Unione Europea, invitati dalla Commissione Europea a dimezzare e prevenire gli sprechi alimentari entro il 2030, adottando specifiche misure. In che modo? Attraverso le donazioni di cibo, con fornitori più sostenibili e maggiore chiarezza nella data di scadenza dei cibi. Persino i rifiuti, se trattati in modo adeguato, possono riconvertirsi in risorse utili per farne serbatoi di cibo, acqua pulita ed energia.

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