L’Aquila, precipitato elicottero del 118: sei le vittime a bordo

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    Sembra non esserci pace per l’Abruzzo: non bastava il terremoto, il maltempo e la valanga su Rigopiano; oggi a L’Aquila un elicottero di soccorso del 118 è precipitato vicino a Campofelice, dopo aver recuperato uno sciatore ferito. Il tragico bilancio è di sei vittime: il pilota, due membri del Soccorso Alpino, un medico, un operatore e il ferito che stavano trasportando. Il velivolo, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe caduto in fase di decollo ad un’altezza di 600 metri, dopo aver recuperato lo sciatore; sembra sia accaduto nel mentre lo stavano trasportando all’ospedale de L’Aquila. Questo anche secondo il gestore delle piste di Campo Felice, che dichiara di aver sentito un grande boato dopo aver visto ripartire il mezzo.

    Il velivolo è caduto in prossimità del laghetto di Campo Felice, nei pressi del rifugio montano Amantino. I resti sono stati localizzati in un canalone nei pressi di Casamaina, in territorio di Lucoli. Si ipotizza che la causa sia stata una scarsa visibilità per la nebbia, visto che negli ultimi giorni hanno riscontrato lo stesso problema anche i mezzi dell’Aeronautica nello stesso punto. Ma potrebbe essere stato anche l’impatto con un cavo sospeso oppure per un guasto meccanico. Ci vorrà comunque del tempo per capire la dinamica dell’incidente. Lo scenario che si sono trovati davanti i soccorritori, che con molte difficoltà hanno raggiunto la prossimità del luogo dello schianto a piedi, è stata impressionante: la coda del velivolo e la fusoliera sono praticamente disintegrate. Hanno riferito che il mezzo era distrutto e per trovarlo hanno dovuto utilizzare gli infrarossi.

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    “E’ una pendenza impegnativa e la neve non è agevole, quindi in alcuni punti non era facile muoversi con gli sci da alpinismo. Dal momento in cui abbiamo saputo della perdita di contatto radio, siamo partiti in 9 militari, ma non c’era nessuna indicazione sul luogo dove l’elicottero era precipitato”, ha detto il maresciallo Paolo Moro Passalacqua, comandante soccorso alpino dell’Aquila, che ha guidato il gruppo dei soccorritori. A loro si è aggiunto anche un gruppo di soccorritori impegnati in questi giorni nel recupero dei corpi al Rigopiano.

    I sei cadaveri sono stati recuperati servendosi di due gatti delle nevi. Sono poi stati caricati sulle ambulanze e portati all’obitorio dell’Aquila. I resti del velivolo saranno vigilati dalle forze dell’ordine.

    Si trattava di un ordinario elicottero di soccorso, non era impegnato né per il maltempo né per il terremoto e nemmeno sulla valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano.

    Due delle vittime salvarono vite al Rigopiano

    Le sei vittime, tutte a bordo dell’elicottero sono Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila che lascia due figlie, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio, Giuseppe Serpetti, infermiere, il 42enne foggiano Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota di Rimini di 46 anni e il ferito, Ettore Palanca, maitre di 50 anni, di Roma, che si era fatto male sciando, procurandosi la frattura di tibia e perone.

    Due di loro, Davide De Carolis e Walter Bucci, pochi giorni prima scavavano tra le macerie dell’hotel Rigopiano per estrarre vite.

    Sergio Mattarella ha espresso il suo profondo dolore per le sei vittime, cadute in “una terra ancora una volta colpita dalla sofferenza e che vede il sacrificio di suoi uomini impegnati generosamente in missione di soccorso”. Due dei tre operatori del Soccorso alpino nazionale morti nell’incidente, Walter Bucci e Davide De Carolis, avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all’hotel Rigopiano.

    Aperte due inchieste

    Il magistrato titolare dell’inchiesta sullo schianto dell’elicottero del 118, Simonetta Ciccarelli, ha dato ordine di acquisire quanto più possibile immagini del relitto e del luogo dell’incidente. Per questo, è già partita una squadra di tre vigili del Fuoco, a piedi, che cercherà di far partire un drone munito di telecamera e a farlo avvicinare ai rottami. Non sanno però se l’operazione sarà portata a termine, visto le forti raffiche di vento e la nebbia che imperversano sulla zona. Una seconda inchiesta sarà invece guidata da un team dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv).