Jane Austen, 5 motivi per leggere i suoi libri

Per il bicentenario della scomparsa della scrittrice inglese, ripercorriamo i buoni motivi per leggere i suoi libri. Negli scritti di Jane Austen che continuano ad essere amati ancora oggi, molte le tematiche attuali come il difficile ruolo della donna. La sua ironia pungente e divertente ci mostra la società inglese di inizio Ottocento e regala una minuziosa descrizione psicologica dell’animo umano.

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    Jane Austen, 5 motivi per leggere i suoi libri

    Jane Austen è una delle scrittrici inglesi più amate: nella sua breve vita, interrotta da una morte precoce all’età di soli 41 anni, è riuscita a comporre dei capolavori che sono apprezzati ancora oggi. Una romanziera acuta che ha saputo tratteggiare e criticare con ironia la società inglese del suo tempo, oltre a fornire dei ritratti umani molto interessanti. In occasione del duecentesimo anniversario della scomparsa di un’autrice che ha lasciato il segno e ha influenzato scrittori e registi, vediamo almeno 5 buoni motivi per leggere i suoi libri.

    1- L’ironia irriverente di Jane Austen

    La sottile ma sagace ironia di Jane Austen non risparmia nessuno dei personaggi né dei suoi libri. È un’ironia garbata, cortese e disarma perché lanciata con la frase più innocente del mondo, tipica dell’humor inglese. Attraverso il sorriso ci mostra i lati assurdi della società inglese di inizio Ottocento, di cui possiamo trovare molti punti in contatto con quella contemporanea.

    E’ grazie all’ironia che rivendica le figure femminili dei suoi romanzi, quelle donne che venivano educate esclusivamente nella prospettiva del matrimonio e i cui genitori arrivavano ad offrire in dote somme enormi per convincere i pochi uomini rispettabili a sposarle. Una consuetudine che alla Austen non piace e di cui cerca di mostrare i lati grotteschi.

    2- La psicologia dei personaggi austeniani: la rappresentazione dell’animo umano

    Davvero dettagliati e interessanti i profili dei protagonisti degli scritti di Jane Austen. La scrittrice ha la capacità di tratteggiare i caratteri dei suoi personaggi con poche, semplici pennellate. Sono descrizioni fini ed acute che ci fanno comprendere e appassionare alle figure austeniane a partire dalle frasi che pronunciano. All’epoca della Austen era una maniera del tutto nuova di descrivere i personaggi, ma lei scandaglia l’animo umano, soprattutto per quanto riguarda i difetti delle persone: è riuscita a individuare così perfettamente i tratti delle varie Miss Bingley, Mrs. Elton, Mrs. Bennet che se ci guardiamo intorno, sono sempre attuali.

    3- L’universo femminile della Austen: eroine senza tempo

    Sono quasi sempre le donne le protagoniste dei suoi romanzi e questo offre un universo femminile davvero variegato e interessante. Le sue donne hanno uno sguardo distaccato e ironico su quello che le circonda, ma non sono delle combattenti, tendono ad aggirare gli ostacoli. Le ladies di Jane Austen sono le vere e grandiose protagoniste della sua letteratura, e sono personaggi così pieni di vita, di sensazioni e di personalità da differenziarsi nettamente l’una dall’altra.

    Ci sono le donne pazienti, contraddistinte dalla forza e dalla costanza del cuore, che vivono pienamente eppure conservano nell’anima segreti e inguaribili tormenti, come Elinor Dashwood ( Ragione e sentimento) e Anne Elliot (Persuasione). C’è la donna che vive sul punto di sbocciare, eppure sembra non realizzarsi mai, come Fanny Price (Mansfield Park) e quella la cui tenerezza del cuore riesce persino ad oscurare la stupenda bellezza ed è Jane Bennet (Orgoglio e Pregiudizio). Tra i più interessanti, il ritratto di Elizabeth Bennet, protagonista di Orgoglio e pregiudizio: anticonformista, è lei che attraverso la penna della Austen, mette in discussione i privilegi degli uomini, rivendicando il diritto delle donne a una maggiore indipendenza e provando ad abbattere il muro delle ristrette convenzioni sociali dell’epoca.

    4- L’attualità degli scritti di Jane Austen

    E’ morta precisamente 200 anni fa, ma i suoi scritti sono tremendamente attuali. Mr. Darcy (Orgoglio e Pregiudizio) per esempio non sembra essere un uomo dell’ottocento, ma un personaggio moderno. È il sogno impossibile che ha incantato generazioni e generazioni: l’uomo che ha fatto innamorare perchè sotto la scorza del gentiluomo snob, emerge un essere forte ma di cuore e cambierà per amore di Lizzie.

    I tempi cambiano, ma le dinamiche di certi rapporti rimangono le stesse e Miss Bingley è il perfetto esempio di come non bisogna comportarsi per conquistare l’amato. Quando lei fa di tutto per costringere Mr. Darcy a dire che Elizabeth è brutta, lui la definisce “una delle più belle donne che io conosca” e la Austen, non contenta dello smacco, ha voluto rincarare la dose raccontando che “Miss Bingley venne lasciata in balìa della soddisfazione di averlo costretto a dire ciò che non faceva dispiacere a nessuno se non a lei stessa”.

    Troviamo infine la ribellione contro una società che ci impone regole e spesso non accetta i nostri sogni, un tema sempre attuale, ma a cui la Austen dà la possibilità di sognare un cambiamento, un riscatto.

    5- Capire la società inglese di inizio Ottocento

    Quasi tutti i romanzi della Austen sono ambientati al suo tempo e per questo offrono uno spunto per capire meglio la società inglese di inizio Ottocento. E’ un’epoca in cui la libertà femminile era limitata al punto che a una donna non era consentito camminare da sola in città o scrivere una lettera ad un uomo che non fosse un parente o il fidanzato. Ecco che attraverso i suoi scritti la Austen ci descrive i balli, unico vero momento sociale per conoscere persone, per conversare. Lo stesso vale per le passeggiate in campagna. Il matrimonio era l’unica via di fuga per una donna del ceto medio-alto, la quale non poteva lavorare e guadagnarsi da vivere da sola, solo raramente poteva possedere proprietà, e aveva sempre bisogno della protezione maschile per mantenere la propria buona reputazione. Una ribellione di cui è stata precursore: lei non si è mai sposata ed ha vissuto del suo lavoro di scrittrice.