Istiga il fidanzato al suicidio con sms, 20enne accusata di omicidio

La storia viene dal Massachusetts: nel 2014 il 18enne Conrad Roy, con problemi legati alla depressione, si suicidò con il monossido di carbonio all'interno del suo pick-up. A distanza di 3 anni la sua fidanzata, Michelle Carter, è indagata per omicidio colposo: nel suo telefono le prove dell'istigazione al suicidio del giovane.

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    Istiga il fidanzato al suicidio con sms, 20enne accusata di omicidio

    Ha istigato il fidanzato al suicidio tormentandolo con centinaia di sms: una 20enne è accusata di omicidio dopo 3 anni dalla morte del giovane Conrad Roy, nel Massachusetts. Michelle Carter, secondo gli investigatori, sarebbe responsabile del proposito suicida del ragazzo, fortemente provato da una profonda depressione e più volte vicino ad episodi del genere. Conrad Roy è morto avvelenato dal monossido di carbonio nel suo pick-up a Fairhavens. La sua fidanzata di allora, oggi 20enne, è indagata dopo il ritrovamento di una mole impressionate di messaggi con cui lo avrebbe spinto, senza troppi giri di parole, ad uccidersi. Circa 20mila gli sms scambiati tra i due, mille in appena pochi giorni prima della tragedia. In molti di questi, ci sarebbe la chiara prova di istigazione al suicidio. Aperto il processo a carico della ragazza.

    Michelle Carter, la 20enne accusata di aver istigato il fidanzato al suicidio

    Bionda, carina e giovanissima. Sarebbe un bel ritratto se non si trattasse di lei, Michelle Carter, la 20enne che è accusata di aver istigato il fidanzato al suicidio con centinaia di sms. Il ragazzo, allora 18enne, nel 2014 ha deciso di farla finita trasformando il suo pick-up nella prigione finale. A provare le responsabilità della ragazza ci sarebbe un inquietante numero di sms inviati al partner, gran parte dei quali con precisi “ordini” relativi al gesto estremo di togliersi la vita. Sono passati 3 anni dalla morte di Conrad Roy, ma secondo gli inquirenti questa sarebbe la pista giusta da seguire. Lei aveva appena 17 anni all’epoca dei fatti, ma dal tenore dei messaggi destinati al ragazzo, sembrerebbe emergere un profilo criminale di elevato spessore. Su di lei pende l’accusa di omicidio colposo.

    Il macabro contenuto degli sms ricevuti dal giovane

    Le trascrizioni degli sms indirizzati dalla Carter a Conrad Roy non darebbero adito a molti dubbi, come evidenziato dalla procura di Taunton: “Questo è il momento giusto e tu sei pronto, devi solo farlo!”, scrive Michelle.

    E ancora: “Quando lo farai? La smetti di ignorare la domanda???? Non puoi continuare a evadere la questione”. Quando il fidanzato si congeda per andare a dormire, lei lo pressa dicendo che il momento migliore è “adesso”, quando tutti dormono. Ma il messaggio chiave per incastrare la giovane alle sue responsabilità, per gli investigatori, è questo: “Basta andare da qualche parte con il tuo pick-up. Non c’è nessuno in giro adesso, perché è un’ora scomoda”.

    Le ipotesi degli investigatori

    Quando il giovane, ormai giunto sull’orlo del suicidio dentro la sua auto, dice alla fidanzata di voler uscire per paura, lei continua a insistere: “Rientra in quella fottuta macchina, hai bisogno di farlo. Tutto quello che devi fare è accendere il generatore e poi sarai libero e felice in cielo”. Non ha convinto gli investigatori l’atteggiamento contrito e addolorato della giovane, che dopo la morte del fidanzato ha avviato una raccolta fondi e alcuni eventi in suo onore, a suo dire, per contrastare la cattiva informazione sulle patologie mentali. Tra le ipotesi, quella che Michelle Carter abbia organizzato una messinscena per cercare la compassione di quanti intorno a lei. La difesa ha chiesto l’archiviazione in virtù del diritto alla libertà di parola, ma l’orientamento della Corte segue un percorso opposto.

    Dolcetto o scherzetto?