Natale 2016

Israele-Palestina: bambina raccoglie libri tra le macerie[FOTO]

Israele-Palestina: bambina raccoglie libri tra le macerie[FOTO]
da in Cronaca
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    Sono ancora i social a mostrare la guerra tra Israele e Palestina. Una bambina palestinese raccoglie dei libri tra le macerie. Nella battaglia che imperversa nella striscia di Gaza, qualche volta, arriva la tregua. Ed è in quel momento che si ritorna a casa per raccogliere ciò che è possibile salvare dalla devastazione. Durante la breve pausa negli scontri tra esercito israeliano e Hamas, una bambina si avvicina ai luoghi distrutti dalla battaglia per portare con sè quello che forse le è più caro: una serie di libri. Gli scatti sono stati postati su Twitter e stanno facendo il giro della Rete. L’autenticità dell’immagine non è accertata ma ve la proponiamo come rappresentativa di quello che sta accadendo in quei luoghi martoriati dalla guerra.

    Negli scatti che vi mostriamo, la bambina appare circondata dalle macerie di quella che probabilmente, un tempo, era casa sua. Spesso, quando si ritorna a visitare la propria abitazione, si nutre la speranza di recuperare il passaporto e tutti i documenti più importanti. Per i più piccoli, quaderni, libri e diplomi sono la testimonianza di tutti gli obiettivi già conseguiti, gli oggetti più cari a cui aggrapparsi per continuare a vivere. I ragazzi che vivono da sfollati insieme alle loro famiglie, spesso affermano che vestiti o mobili non sono oggetti di loro interesse. Tutto ciò che desiderano recuperare sono i libri, per continuare a studiare. Ma per raccoglierli ci si deve fare largo tra le macerie. Molte case sono sconvolte dalle esplosioni mentre nell’aria si respira l’odore acre di polvere da sparo e di morte.

    23/07/2014

    Israele-Palestina: sui social i baci della pace. La campagna è stata lanciata attraverso Twitter ed in poco tempo è diventata virale. #JewsandArabsrefusetobeenemies (israeliani e arabi non vogliono essere nemici) è partita da Sulome Anderson, una giovane giornalista libanese il cui padre è stato prigiorniero delle milizie sciite per 7 anni.

    Nei giorni scorsi, la ragazza aveva pubblicato uno scatto che la immortalava insieme al suo fidanzato ebreo durante un bacio appassionato.

    Accanto all’immagine, la giovane giornalista aveva scritto: «Io lo chiamo habibi (amore, in arabo), lui mi chiama neshama (anima, in ebraico)». «L’amore non parla il linguaggio dell’occupazione». In poco tempo lo slogan #JewsandArabsrefusetobeenemies si è diffuso in Rete con grande velocità, condiviso e ripreso da altri utenti arabi e israeliani. Molte persone hanno scelto di pubblicare sui social le immagini che li ritraggono mentre mostrano dei cartelli con messaggi di pace.

    In questo modo lo scatto di Sulome è diventato in poco tempo una foto simbolo della campagna contro la guerra che da tempo divide i due popoli. Il sito di Al Arabya spiega che la ragazza è la figlia di Terry Anderson, l’ex capo della sede medio-orientale dell’agenzia di stampa internazionale Associated Press. Sulome conosce bene il terrore delle violenze perché le ha vissuto da vicino attraverso la cattura del padre. «Ho familiarità con le violenze che questo conflitto impone alle persone comuni. Per questo il nostro messaggio arriverà più forte».

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