Iran, giustiziata Reyhaneh Jabbari

Iran, giustiziata Reyhaneh Jabbari
da in Cronaca
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    Reyhaneh

    Iran, Reynahe Jabbari è stata giustiziata. Dopo i numerosi rinvii, gli appelli della madre, le mobilitazioni internazionali, si è spenta ogni speranza di salvare la vita alla giovane iraniana arrestata nel 2007 e condannata a morte due anni dopo per l’uccisione di un uomo che aveva tentato di stuprarla. È stata impiccata nella notte tra il 24 e il 25 ottobre nel carcere di Teheran dove era detenuta. È morta così, Reyhaneh Jabbari, sotto gli occhi distrutti dei genitori per mano, almeno sembra da alcune indiscrezioni, del figlio dell’uomo che ha ucciso.

    Venerdì le era stata concessa l’ultima visita con la madre Sholeh Pakravan. Madre che non ha mai perso la speranza e la forza per gridare aiuto per cercare un modo per salvare la figlia. L’ultimo appello proprio venerdì, quando, però alla richiesta “intervenite al più presto, non lasciatela morire” ha aggiunto, con una nota di rassegnazione e terribile consapevolezza: “Credo che questa sia proprio l’ultima volta che l’ho vista e abbracciata”.

    Una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso mezzo mondo e che si è concluso nel modo più tragico possibile. Un epilogo che sembrava possibile evitare, almeno stando all’ultimo rinvio che risale a pochissimo tempo fa. Infatti, la 26enne doveva essere giustiziata il 30 settembre per l’uccisione di Morteza Abdolali Sarbandi, ex funzionario del Ministero dell’Intelligence, ma la sua impiccagione era stata rinviata. In molti si sono mobilitati per salvarla. Amnesty International a tale scopo ha lanciato una raccolta firme virtuale, invitando tutti noi a partecipare. Basta un click per sottrarla al suo ignobile destino.

    La sua morte era prevista per il 30 settembre presso il carcere di Rajai Shahr, dove Reyhaneh Jabbari avrebbe dovuto essere trasferita il 29 settembre per procedere con l’esecuzione. In quella stessa data la 26enne iraniana tenta di contattare la madre per avvisarla dell’imminente trasferimento, la quale, a sua volta, contatta le autorità carcerarie incredula.

    Purtroppo riceve conferma, Reyhaneh, le viene detto, morirà il 30 settembre, si presenti per raccogliere il corpo.

    La notizia è un colpo al cuore, la donna, indignata, si sfoga su Facebook lanciando un appello disperato alle mamme, ai politici italiani, al Vaticano: “Chiedo alle mamme italiane di dimostrarmi la loro vicinanza e di attivarsi perché mia figlia torni a casa… Chiedo ai politici italiani di fare arrivare la mia voce alle autorità iraniane, al Pontefice di pregare per la mia bambina e al Vaticano di mettersi in contatto con le autorità religiose del mio paese, aiutando così una madre disperata”. La supplica non è certo passata inosservata e il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, si è già attivata al fine di persuadere le autorità iraniane a riesaminare la sentenza.

    GUARDA IL CASO DI SAKINEH, LA CUI CONDANNA A MORTE PER ADULTERIO VENNE SOSPESA

    La 26enne iraniana Reyhaneh Jabbari è stata condannata a morte per omicidio a seguito di indagini, a quanto pare, irregolari. Arrestata nel 2007 per l’uccisione di Morteza Abdolali Sarbandi, ex funzionario del Ministero dell’Intelligence, ha trascorso gli ultimi anni nel carcere di Gharchak, nella contea di Varamin, in isolamento. Per due mesi le è stato addirittura impedito di interpellare il suo legale e avere contatti con la famiglia, in questo stesso periodo avrebbe subito maltrattamenti e torture.

    Secondo la versione ufficiale dei fatti, riportata da Amnesty International, la ragazza avrebbe ammesso fin da subito di aver pugnalato l’uomo, ma per legittima difesa a seguito di un tentato stupro. Nonostante le sue affermazioni e le scarse prove a suo sfavore, il tribunale penale di Teheran l’ha condannata a morte, ottenendo la conferma della Corte Suprema nel marzo di quest’anno. Colpevole o meno, è nostro dovere fare il possibile per sottrarla a questo terribile destino. Per contribuire basta una firma!

    GUARDA LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI AMNESTY INTERNATIONAL “NON STA SUCCEDENDO QUI. MA STA SUCCEDENDO ORA”

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Lunedì 27/10/2014 15:28
     
     
     
     
     
     
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