Natale 2016

Imam Ali Faeznia e il ruolo della donna, le perplessità e i punti critici

Imam Ali Faeznia e il ruolo della donna, le perplessità e i punti critici
da in Cronaca
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    Le donne sono come le perle

    Il ruolo della donna nella società islamica rappresenta sicuramente uno degli argomenti più discussi e controversi della storia contemporanea. Un tema molto delicato e importante che è oggetto quotidianamente di dibattiti televisivi, seminari universitari e religiosi, meeting e approfondimenti giornalistici soprattutto in questo periodo storico che è caratterizzato da gravi tensioni politiche, sociali, ideologiche e religiose. Secondo molti religiosi e studiosi musulmani, la condizione della donna nella società islamica è impregnata di luoghi comuni e pregiudizi. E’ davvero così? I media e tanti politici occidentali fomentano l’odio contro l’Islam? A tal proposito l’imam Ali Faeznia ha rilasciato un’intervista esclusiva a Nanopress.it in cui ha parlato di questo tema e di tante altre questioni di estrema attualità: dal rapporto tra Cristianesimo e Islam all’Isis.

    L’imam Ali Faeznia è il responsabile del centro iraniano di Milano ed è una figura autorevole e di spicco nel mondo musulmano. L’imam sciita ha affrontato uno degli argomenti più spinosi relativi al ruolo della donna nella società musulmana. Ha sottolineato il fatto che va sfatata l’immagine della donna prigioniera dell’Islam. In realtà le sue dichiarazioni rilasciate a Nanopress.it dicono tutt’altro… “Per noi le donne sono come le perle che devono essere coperte – ha asserito Ali Faeznia -, proprio come la perla lo è dalla conchiglia”.

    LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE ALL’IMAM ALI FAEZNIA

    A giudicare dalle sue parole non bisogna dare tutti i torti a coloro che sostengono che l’Islam umilia e annulla lo status della donna, calpestando libertà e diritti fondamentali e relegandola ad una posizione subalterna rispetto all’uomo dato che i segni più evidenti della sua sottomissione sono il hijab (il velo islamico), il jilbab (il lungo abito che copre completamente il corpo della donna) e il khimar (il mantello che copre dalla testa in giù).

    Saremmo proprio curiosi di sapere cosa pensa l’imam Ali Faeznia su due argomenti piuttosto controversi: l’abbigliamento delle donne in Iran e la lapidazione delle adultere in piazza. Dal 1936 fino al 1979 le donne iraniane potevano girare tranquillamente senza velo ed erano libere di mostrare il proprio corpo. Era un Paese laico e molto moderno, e sotto alcuni aspetti anche molto occidentale.

    Tutto è praticamente cambiato con la proclamazione della Repubblica Islamica dell’Iran, sotto la guida della figura carismatica dell’Ayatollah Khomeini. E’ una Repubblica islamica fondata su una costituzione, che si ispira alla legge coranica (la sharia), che ha determinato una rigida e intransigente politica di restaurazione religiosa sotto tutti i punti di vista. Non a caso ancora oggi le donne iraniane sono costrette a coprirsi per non urtare la “sensibilità” dei capi religiosi e politici… Per quanto riguarda la lapidazione, in Iran è stata praticata per tanto tempo ed era stata introdotta nel 1983 a seguito della Rivoluzione Islamica sciita. La procedura era una delle più crudeli. Era studiata in modo tale da non far morire il condannato a seguito di un solo colpo utilizzando pertanto pietre piccole per allungarne l’agonia e la sofferenza… E’ stata abolita soltanto nel 2012 ed è purtroppo ancora oggi praticata in altri stati islamici come la Nigeria, l’Arabia Saudita, il Sudan, gli Emirati Arabi Uniti, il Pakistan, l’Afghanistan e lo Yemen oltre che nello Stato Islamico (Isis) dove si registrano quasi quotidianamente casi agghiaccianti e terrificanti di donne adultere lapidate con crudeltà in piazza.

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