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Tifone nelle Filippine: 12 italiani mancano all’appello [FOTO]

Tifone nelle Filippine: 12 italiani mancano all’appello [FOTO]
da in Cronaca
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    Cresce la paura per gli italiani presenti sull’arcipelago delle Filippine al momento del disastro. A mancare all’appello, come dichiarato dall’ambasciatore italiano Massimo Roscigno, sarebbero ben 12 connazionali. Ma il diplomatico non cela il proprio ottimismo, considerando che in questo momento le comunicazioni sono praticamente interrotte.

    Nonostante non ci siano conferme in merito, sale la paura che il tifone Haiyan abbia mietuto vittime tra gli italiani. L’ambasciatore a Manila Massimo Roscigno ha spiegato che i connazionali non ancora pervenuti all’appello sono solo una dozzina, ma si è dichiarato speranzoso: “Speriamo si tratti solo di un problema di comunicazione, perché in un gran numero di casi siamo riusciti ad entrare in contatto o a sapere che erano in buone condizioni.” Non essendo registrati sul sito dovesiamonelmondo.it, ad avviare le ricerche dei 12 dispersi sono state direttamente le famiglie, che hanno subito contattato le sedi competenti per avere notizie. Ma le rassicurazioni dell’ambasciatore italiano non placano la loro angoscia, considerando che il bilancio delle vittime continua drammaticamente ad aumentare. I dati parlano chiaro: le Filippine non hanno mai registrato un numero così elevato di perdite umane per calamità naturali e questo si rivela di gran lunga il peggior tifone della storia del paese. C’è solo da sperare che la macchina della solidarietà internazionale non si arresti in tempi brevi, al fine di arginare le drammatiche conseguenze che una catastrofe simile si lascia alle spalle. L’unica notizia buona al momento è la nascita di Bea Joy, la bambina filippina venuta al mondo tra le macerie del tifone Haiyan.

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    11 novembre 2013

    Il bilancio delle vittime sale, anche se di molte città non si sa ancora nulla: il tifone Hayan, uno dei più violenti e terribili mai registrati, ha devastato le Filippine, radendo al suolo interi centri abitati, mettendo in ginocchio tutto l’arcipelago e coinvolgendo quasi cinque milioni di persone, soprattutto giovani e giovanissimi. Un disastro, una tragedia, non ci sono molte altre parole per descrivere ciò che si è verificato nelle ore scorse nell’arcipelago filippino e, in particolare, nelle province di Leyte e Samar.

    Le autorità filippine hanno cominciato a contare le vittime e le cifre non sono confortanti, anzi.

    La devastazione provocata dal violentissimo tifone Hayan ha spezzato oltre 10 mila vite, ma non solo. Più di duemila, al momento, i dispersi. La provincia di Leyte è stata quasi completamente rasa al suolo, spazzata via dalla potenza del tifone che ha sollevato onde alte fino a sei metri. La città di Tacloban, capoluogo di Leyte, è la più colpita: i suoi quartieri sono quasi completamente distrutti, cadaveri che galleggiano e saccheggi nelle poche costruzioni ancora in piedi compongono l’unico, terribile scenario attuale.

    Leyte è la provincia più colpita, ma non è la sola. Anche Samar e Cebu sono state investite da un’onda di devastazione e terrore. A Samar, le prime stime parlano di 300 mila morti e duemila dispersi. Ma il terribile bollettino è destinato ad arricchirsi, ora dopo ora, di nuovi strazianti particolari e di numeri ancora più impressionanti. Infatti, ci sono ancora città di cui non si hanno notizie, come Guiuan, per esempio, il centro di 40 mila abitanti che è stato investito per primo dal tifone Hayan.

    Ora, mentre le Filippine in ginocchio, fanno i conti con gli effetti devastanti del suo passaggio, il tifone si prepara a raggiungere il continente, direzione Vietnam, dove sono già state fatte evacuare migliaia di persone, e Cina.

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