Natale 2016

Il fenomeno delle Baby prostitute: perchè lo fanno?

Il fenomeno delle Baby prostitute: perchè lo fanno?
da in Cronaca
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    Ultimamente i rotocalchi non fanno che parlare del fenomeno delle baby prostitute, secondo le stime non è circoscritto a Roma, Milano e l’Aquila, le città direttamente coinvolte, bensì diffuso in tutta la penisola. Viene da chiedersi cosa spinga le nuove generazioni a fare del corpo un mezzo per procacciarsi denaro o più banalmente oggetti di consumo… meglio se alla moda! I dati in merito sono preoccupanti, sarà forse il caso di rivedere i parametri dell’educazione familiare, scolastica e mediatica?

    Cosa c’è alla base del fenomeno della prostituzione minorile? Per quale ragione tante ragazzine scelgono liberamente di fare mercimonio del proprio corpo con assoluta disinvoltura? La colpa è da attribuirsi alla famiglia, alla scuola o alla società in generale? Sorge spontanea una riflessione sui valori indotti dal consumismo, che nei momenti di crisi economica, che colpisce soprattutto le donne, spingono le persone all’affannosa ricerca di un benessere ormai perduto. Eppure la cronaca riporta anche casi di minorenni benestanti, in questo caso la spinta alla prostituzione è forse di altro tipo, magari una trasgressione a tutti i costi! Sta di fatto che il fenomeno è trasversale e assolutamente fuori controllo: dopo lo scandalo dei Parioli, che ha visto coinvolte due ragazzine di 14 e 15 anni, una delle quali addirittura spinta alla prostituzione dalla madre, ne sono emersi altri a Milano e all’Aquila. Nella città della Madonnina si sono scoperti otto casi, le cosiddette “ragazze doccia”, così soprannominate dai coetanei, si vendevano nei bagni scolastici quotidianamente, non per denaro ma per beni materiali. All’Aquila ad allertare la Procura della Repubblica sul triste fenomeno è stato monsignor Giovanni d’Ercole, che ha parlato di baby squillo con meno di 14 anni, disposte a vendersi per banali ricariche telefoniche.

    La prostituzione non riguarda solo le minorenni italiane che per trasgressione, o spinte da valori consumistici illusori, decidono di seguire questa strada, ma anche moltissime bambine a cui è preclusa la possibilità di scegliere. Solo nel Bel Paese le stime parlano di 7000-11000 vittime di prostituzione minorile a seguito di tratta, a cui vanno aggiunte alcune centinaia di giovanissime costrette a vendersi dai coetanei e dagli stessi familiari, nonchè numerosi minorenni che incontrano fisicamente adulti conosciuti online. Per arginare il fenomeno forse non sono sufficienti le istituzioni, che hanno comunque l’obbligo di vigilarlo e contrastarlo, ma è necessario intraprendere una nuova strada nell’educazione familiare e scolastica.

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