Il costume di Anna Frank in vendita per Halloween, ed è subito polemica

In vendita su un e-commerce statunitense arriva il costume di Anna Frank per Halloween. L'iniziativa ha suscitato immediate polemiche da parte degli utenti del web che, attraverso i social network, hanno costretto l'azienda a ritirare il costume dalla vendita.

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    Il costume di Anna Frank in vendita per Halloween, ed è subito polemica

    Mancano pochi giorni ad Halloween e quest’anno sarà possibile travestirsi perfino con il costume di Anna Frank. Non è uno scherzo, purtroppo, ma una vera e propria operazione commerciale messa a punto da un e-commerce statunitense dedicato ai costumi di Halloween. Ovviamente, a poche ore dalla messa in vendita online del costume di Anna Frank, sul web si sono susseguite proteste e polemiche per quello che appare un’oltraggio alla memoria di una vittima dell’Olocausto. Un’operazione commerciale decisamente poco riuscita, dunque, visto che l’azienda è stata costretta a ritirare immediatamente il costume di Anna Frank dalla vendita.

    Il costume di Anna Frank per Halloween

    Con soli 25 dollari ogni bambina avrebbe potuto acquistare un costume di Anna Frank: un abitino blu, un basco verde e una borsa a tracolla marrone avrebbero costituito il costume di Halloween che il sito web Halloweencostumes.com ha avuto in vendita per qualche ora. Dopo le numerose proteste e polemiche che sono arrivate dal web, l’e-commerce ha deciso di rimuovere l’annuncio di vendita che assicurava che ogni bambina avrebbe potuto trasformarsi “in una eroina della Seconda Guerra Mondiale”; l’inserzione, infatti, spiegava come il conflitto mondiale avesse generato dei veri e propri “eroi inaspettati, rendendo perfino Anna Frank, con niente se non un diario, una figura d’ispirazione per il mondo”. L’annuncio, accompagnato da una foto che ritraeva una bambina vestita con il costume, è stato dunque rimosso definitivamente dal sito, ma è poi riapparso su altri portali.

    Le reazioni sul web, dunque, non sono state proprio quelle che l’e-commerce statunitense si attendeva: indignazione e polemiche sono piovute immediatamente addosso all’iniziativa di vendita; le campagne di protesta passate attraverso Facebook e Twitter, tuttavia, non hanno comunque impedito ad altri portali di e-commerce di rimettere in vendita il prodotto, sotto la dicitura “World War II Girl Costume”, cioè costume di ragazza della Seconda Guerra Mondiale. Insomma, un’operazione commerciale che ha creato solo imbarazzo e che è stata definita da molti come offensiva e di cattivo gusto; i più critici l’hanno definita come un vero e proprio oltraggio alla memoria di una vittima innocente dell’Olocausto, una ragazzina che ha raccontato la tragedia della persecuzione attraverso le pagine di un diario.