Natale 2016

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per dire basta ai soprusi [FOTO]

Il 25 novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, per dire basta ai soprusi [FOTO]
da in Mente, Uomini, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Domenica 25 novembre, si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, con iniziative di sensibilizzazione in Italia e nel resto del mondo. Secondo il rapporto diffuso dalle Nazioni Unite uno dei Paesi dove la violenza è più frequente è l’Afghanistan: il 25% delle donne è infatti stato vittima di uno stupro o di continue violenze fisiche e verbali. Ma purtroppo ancora oggi in tutto il mondo le donne sono vittime di abusi e violenza, sia fisica che psicologica: una piaga che colpisce molte più persone di quanto non si creda. Il problema infatti è anche che moltissime donne, per paura e condizionamenti sociali, non denunciano il proprio aguzzino e spesso la violenza si consuma proprio tra le mura domestiche.

    In Afghanistan la situazione è tragica, come sottolineato qualche tempo fa da Staffan de Mistura, rappresentante dell’Onu in Afghanistan: “I progressi delle afghane ottenuti negli ultimi dieci anni (il 38% di loro va a scuola, in Parlamento ci sono 69 donne) sono messi in pericolo dall’applicazione irregolare della legge. Molte delle violenze non vengono nemmeno denunciate, anche perchè nel 90% dei casi l’aggressore è il marito, oppure il padre. Comunque, è un membro della famiglia”. Recentemente però anche le donne afghane hanno deciso di protestare, con un corteo a Kabul contro il femminicidio.

    Dati non confortanti arrivano anche dall’Italia dove, una donna su tre è stata vittima, almeno una volta, di abusi da parte di un uomo. Grande allarme anche per le donne di origine straniera: capita troppo spesso che le donne vengano violentate e uccise perchè rifiutano matrimoni combinati o semplicemente perchè “incapaci” di dare un erede maschio al marito.

    Ogni 60 ore in Italia una donna viene uccisa: spesso sono proprio i mariti e fidanzati che non si rassegnano alla fine dell’amore o che vogliono imporre il proprio comando sulle donne. Dall’inizio dell’anno sono state 115 le donne uccise e 75 di queste hanno trovato la morte per mano di mariti o fidanzati.

    Sono circa 6 milioni le donne che hanno subito una violenza sessuale, secondo i dati Istat, e ogni anno 100 donne vengono uccise dal proprio partner.

    Quello che colpisce è che la grande maggioranza delle violenze accadono tra le pareti domestiche: il 69,7% degli stupri sono commessi dal partner, il 17,4% da un conoscente e il 6,2% da estranei.

    La Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne è stata istituita per tenere viva l’attenzione su questo problema ma anche per esortare le donne a denunciare il proprio aguzzino: pensate infatti che secondo i dati dell’Istat il 95% delle vittime non denuncia la violenza.

    Ma anche gli uomini, tutti indistintamente, sono chiamati a riflettere, esortati dall’“Appello agli uomini” del settembre 2006 scritto dall’Associazione Maschile Plurale: “Proponiamo e speriamo che finalmente inizi e si diffonda in tutta Italia una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole, nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro, una riflessione comune capace di determinare una svolta evidente nei comportamenti quotidiani e nella vita di ciascuno di noi”.

    Il 2012 però potrebbe anche essere l’anno della speranza, soprattutto dopo la firma della convenzione “No More!” che chiede più attenzione da parte delle autorità sul tema della violenza. I promotori della Convezione hanno anche chiesto “al Presidente del Consiglio Mario Monti e ai suoi Ministri di incontrare le promotrici della Convenzione per discutere sulle proposte in materia di prevenzione, contrasto e protezione della violenza maschile sulle donne–femminicidio, ritenendo fondamentale l’attuazione di politiche immediate come indicato nella Convenzione proposta”. Un’iniziativa molto importante che ha trovato il plauso del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha ringraziato le promotrici dell’iniziativa per il loro impegno.

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