Ikea, madre con figlio disabile licenziata perché non rispetta i turni: sciopero di solidarietà a Milano

La donna, separata, ha due figli di 10 e 5 anni. Il più piccolo è affetto da disabilità e sostiene che le sia impossibile entrare in servizio alle 7 del mattino. Dopo il provvedimento contro la dipendente del colosso svedese, i colleghi si sono mobilitati con assemblee e scioperi perchè sia reintegrata nel posto di lavoro.

da , il

    Ikea, madre con figlio disabile licenziata perché non rispetta i turni: sciopero di solidarietà a Milano

    Una dipendendente dell’Ikea di Milano, madre di due figli, di cui uno disabile, licenziata perchè non rispetta i turni. Per esprimere solidarietà, e per chiedere al colosso svedese che la donna venga reintegrata nel posto di lavoro, si mobilitano i colleghi, con assemblee e uno sciopero che accenda i riflettori sul caso. Insorgono i sindacati, che dichiarano battaglia: “Alla faccia del welfare svedese”.

    Madre separata con figli, non riesce a rispettare i turni di lavoro: licenziata

    Sembra che l’inosservanza degli orari di lavoro in azienda, per la donna protagonista della singolare vicenda, non sia dovuta a una mera cattiva condotta sul lavoro. Il caso, peraltro ora nazionale, sembra piuttosto ascrivibile alla condizione di mamma, impegnata con due bambini da crescere, di 10 e 5 anni, di cui uno disabile.

    Ma dal colosso svedese Ikea, in una delle sedi italiane a Milano, nessuna intransigenza: ha applicato il rigido protocollo che ha portato la donna al licenziamento in tronco.

    Aveva chiesto più volte maggiore elasticità per il suo caso

    Dal canto suo, la dipendente, 39 anni e da 17 in forze nello stabilimento milanese, sostiene di aver chiesto più volte maggiore elasticità sul suo caso specifico, e di non poter entrare in servizio alle 7 del mattino in quanto impegnata con i suoi figli. Per uno di loro, affetto da disabilità, usufruisce dei permessi della 104. Ma, stando al suo racconto, dopo un’iniziale apertura in tal senso, le cose sarebbero cambiate.

    I problemi sarebbero nati dopo il cambiamento di reparto

    La 39enne lavorava prima al bistrot al piano terra, ma da qualche tempo era stata spostata al ristorante. Un cambiamento di reparto che avrebbe poi prodotto la situazione di difficoltà nel rispetto dei turni.

    Nel precedente reparto, pare avesse turni di lavoro dalle 9 del mattino alla chiusura. Ma, una volta nella nuova collocazione, spesso le sarebbe stato fissato il turno delle 7 del mattino, proprio quello in cui la donna avrebbe evidenziato criticità.

    La lettera di Ikea alla dipendente licenziata

    Nella lettera con cui Ikea ha comunicato il provvedimento alla lavoratrice, sarebbe contenuto anche un riferimento ad alcuni frangenti precisi, in cui la donna non avrebbe ottemperato agli obblighi di lavoro venendo meno al rapporto di fiducia. Il riferimento è a un ingresso sul posto con due ore d’anticipo e a uno con due ore di ritardo.

    Colleghi in sciopero di solidarietà, insorgono i sindacati

    “Alla faccia del welfare svedese. In questi anni Ikea ha cambiato pelle e questo episodio è un chiaro messaggio rivolto ai lavoratori”, tuona Marco Beretta, della Filcams Cgil di Milano, che annuncia contestualmente anche una raccolta firme e una campagna di volantinaggio.

    I colleghi della donna hanno intrapreso azioni di protesta contro la decisione di Ikea, esprimendo solidarietà alla dipendente con assemblee e scioperi (negli orari 11.00, 12.00, 17.00 e 18.00) nel tentativo di ottenere il suo reinserimento.