I cibi grassi attivano i geni dell’obesità

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    Attenzione a quello che mangiate, i cibi grassi non solo solo ipercalorici e ci fanno ingrassare ma attivano anche i geni dell’obesità, in pratica succede che questi cibi accendono dei geni che “spiegano” ai recettori cellulari di virare il metabolismo verso l’accumulo dei grassi e quindi al soprappeso. Questa importante scoperta è stata fatta da una ricercatrice di un’azienda farmaceutica, Traci Ann Czyzyk-Morgan, che studiando i topolini, ha dimostrato come il nostro corpo sia frutto di infiniti equilibri che non dobbiamo rompere. Lei ha fondato le sue ricerche sulla disattivazione o ottivazione di un recettore per gli oppioidi, il kappa, che fa parte del metabolismo dei grassi.

    Traci Ann Czyzyk-Morgan ha dimostrato che grassi e zuccheri accendono questi geni dell’obesità che tendono a far accumulare i grassi, in pratica il metabolismo anzicchè funzionare correttamente virava verso l’accumulo, il risultato sono sovrappeso ed obesità.

    Parallelamente è stato dimostrato che il gene non può neanche essere disattivato perchè si avrebbero problemi nell’accumulo delle sostanze che servono per stare in buona salute, una riserva di grassi corretta è necessaria, ovviamente il passo successivo alla scoperta di questi geni dell’obesità sarebbe stato come disattivarli, ma non c’è niente da fare, l’unica soluzione è fare attenzione a seguire un’alimentazione sana e bilanciata.

    Czyzyk-Morgan ci spiega: “I dati suggeriscono che un iper-attivazione del recettore kappa per gli oppioidi attraverso il consumo di diete caloriche e ricche di grassi possa contribuire allo sviluppo dell’obesità. Non sappiamo bene se i meccanismi siano identici nell’uomo, ma la nostra ricerca conferma che è bene evitare cibi grassi e ricchi di zuccheri per i loro effetti nel breve e nel lungo termine“.

    Sulle possibili cause dell’esistenza di un recettore che ci trasforma in efficientissimi accumula-ciccia, Gerald Weissmann, direttore del FASEB Journal su cui sono stati pubblicati i risultati dello studio sui topini ci spiega che: “In un passato neanche troppo lontano il cibo era poco e la fame una minaccia reale per la stragrande maggioranza della popolazione: un recettore come questo può essere visto come un autentico salvavita in tali condizioni, perché consente di fare il pieno di energie e di riserve nei momenti di abbondanza. Questa scoperta potrebbe fare da apripista a metodi che blocchino alcuni degli effetti deleteri dell’eccesso di cibo sull’organismo“.

    Attenzione quindi a limitare grassi e zuccheri nella vostra dieta e soprattutto in quella dei bambini.

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