Hotel Rigopiano, undici persone trovate vive sotto la slavina: soccorritori lavorano senza sosta

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    Hotel Rigopiano, undici persone trovate vive sotto la slavina: soccorritori lavorano senza sosta

    Il terremoto del 18 gennaio ha provocato una slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano situato nel comune di Farindola, in provincia di Pescara, sul Gran Sasso. Uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese, Antonio Crocetta, aveva dichiarato subito all’Ansa che ci sarebbero stati tanti morti. I soccorritori, nonostante le condizioni difficilissime e avverse, e il rischio di altre valanghe, su una scala di cinque, le temperature sotto lo zero, la quantità enorme di neve, lavorano senza sosta. Al momento il bilancio attuale è di 11 sopravvissuti (9 salvati e due scampati), 24 vittime recuperate e 5 dispersi.

    Estratti vivi i 4 bambini: i due figli di Parete, il piccolo Edoardo Di Carlo che purtroppo ha perso entrambi i suoi genitori come Samuel di 7 anni.

    Le persone registrate in hotel risultavano essere una trentina: circa 22 ospiti registrati e 8 dipendenti. Al momento invece l’ultimo dato aggiornato è di 20 dispersi. Sono sei le vittime accertate.

    Per proteggere i soccorritori hanno installato un radar a 150 metri più a monte del resort : se una massa di neve o roccia dovesse muoversi i soccorritori sentirebbero una sirena e vedrebbero accendersi un segnale luminoso e avrebbero circa un minuto per abbandonare le loro postazioni.

    La slavina che ha travolto l’Hotel abruzzese si è staccata dalla montagna a causa delle scosse di terremoto. “La valanga è immensa – hanno confermato i soccorritori. Chiamiamo ad alta voce ma nessuno risponde” avevano detto all’inizio. Uno scenario apocalittico con un tragico miscuglio tra un terremoto e una valanga di neve. I Carabinieri forestali del servizio Meteomont a seguito di specifici sopralluoghi hanno spiegato che la valanga che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano al momento dell’impatto aveva raggiunto una massa pari circa 120mila tonnellate: una pressione pari a quattromila tir.

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    I superstiti

    I primi superstiti sono stati il manutentore del Rigopiano, Fabio Salzetta, che al momento della valanga era nella stanza delle caldaie e Giampiero Parete, che si trovava all’esterno dell’edificio. Sono stati loro ad avvertire i soccorsi. Parete temeva per la sua famiglia che si trovava sotto le macerie e che miracolosamente è stata tratta in salvo. Entrambi al momento della slavina erano all’esterno della struttura ricettiva. Fabio è in buone condizioni, mentre, Giampaolo è in ipotermia ed è attualmente ricoverato all’ospedale di Pescara. Parete ha raccontato ai medici: “Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile”. “E’ arrivata la valanga – ha raccontato Giampaolo – sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L’auto non è stata sepolta e quindi ho atteso lì l’arrivo dei soccorsi”.

    A loro due si aggiungono la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo. Successivamente sono stati tratti in salvo l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Nella notte di ieri sono state estratte vive altre 4 persone: Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

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    Dai loro letti dʼospedale, i sopravvissuti continuano a raccontare i terribili momenti vissuti sotto alle macerie: “Mi sono ritrovato i pilastri addosso”, racconta Vincenzo Forti. “Al buio, in un buco, mangiando ghiaccio e neve” ricorda terrorizzata Francesca Bronzi, che insiste a chiedere del suo fidanzato disperso, Stefano. Si trovava nell’hotel Rigopiano per festeggiare il compleanno di lui.

    Il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta aveva raccontato al quotidiano La Stampa: “Ci sono stati due eventi straordinari nella loro portata. Da queste parti nevica, ma nemmeno gli anziani ricordano una tale quantità di neve. Se si pensa che a questa bufera si è aggiunto il terremoto ci si renderà conto che diventa tutto davvero difficile. Ci troviamo di fronte a due tragedie che non si potevano prevedere”. Il primo cittadino di Farindola ha poi spiegato che l’Hotel Rigopiano è il fiore all’occhiello di tutta la regione: “E’ un albergo gestito con grande competenza e capace di attirare tantissime persone da ovunque per la presenza anche di un rinomato centro benessere. Per fortuna la tragedia è capitata in un giorno feriale. Domenica c’erano 200 persone, dipendenti compresi. Ieri ci saranno state tra le venti e le trenta persone, compresi alcuni bambini“. Purtroppo è anche consapevole che con le ore diminuiscono le speranze di trovare persone vive. Ma i soccorsi stanno continuando, scavano la neve, cercano con i cani qualche segnale di vita.

    Hotel Rigopiano travolto da una slavina

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