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Gravidanza e lavoro: cosa aspettarsi?

Gravidanza e lavoro: cosa aspettarsi?
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    gravidanza e lavoro istruzioni

    La gravidanza spesso non va in accordo con il lavoro, spesso i datori di lavoro cercano di giocarci brutti scherzi e di approfittare della nostra ignoranza, ecco perchè è importantissimo conoscere i nostri diritti e farci rispettare. La tutela della donna in caso di maternità è regolamentata dalla legge n. 151 del 26 marzo 2001 che ad oggi costituisce il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”.

    Le donne in gravidanza non possono essere licenziate nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il primo anno di età del figlio. Se dovesse succedere che il vostro capo vi licenzi entro 90 giorni dovete presentare un certificato che dichiari l’esistenza della gravidanza nel momento in cui siete state mandate via. La donna incinta può essere licenziata solo per tre motivi: giusta causa (cioè se la donna ha colpe molto gravi), chiusura dell’azienda e scadenza del contratto. Nei periodi di assenza per maternità, ovviamente si continuano a maturare anzianità di servizio, ferie e tredicesima.

    La nuova legge ci da la possibiltà di scegliere quando far iniziare la maternità. Si può andare a lavoro fino all’ottavo mese e poi stare a casa i primi 4 mesi dopo il parto, in totale sono 5 i mesi che ci spettano per legge. La maternità tocca anche nel caso in cui il bambino in arrivo sia adottato. In caso di aborto invece si può usufruire dei giorni di malattia.

    Nel caso in cui la neomamma non abbia voglia di tornare subito al lavoro può aver diritto a 10 mesi di astinenza dal lavoro che possono essere continuate o frazionate e divise tra mamma e papà, in questo caso si percepisce una percentuale inferiore di stipendio (il 30%) fino ad un massimo di 6 mesi, poi niente.

    Per i primi due anni la donna ha diritto all’allattamento che prevede due ore in meno di lavoro che possono essere a blocchi di 30 minuti, un’ora o tutte insieme. Nei casi di malattia del bambino la mamma per i primi tre anni ha dirito a ore e giorni illimitati, dai 3 agli 8 anni del bambino invece si hanno a disposizione solo 5 giorni all’anno.

    Se il bambino ha gravi handicap la mamma può chiedere l’astensione facoltativa fino ad un massimo 3 anni (normalmente sono al massimo 10 mesi) a patto che il bambino non sia ricoverato 24 ore su 24. Si può anche chiedere un permesso giornaliero di due ore per i primi tre anni e poi fino a tre giorni al mese.

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