Gravidanza: chi lavora troppo rischia il cesareo

Gravidanza: chi lavora troppo rischia il cesareo
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    Uno studio effettuato dalla University of California ha dimostrato che le donne che lavorano fino allo scadere del tempo di gestazione rischiano complicazioni durante il parto e difficoltà ad allattare.
    Lo studio è stato seguito dalla dottoressa Sylvia Guendelman su 400 donne e ha rivelato che quelle che hannno anticipato il congedo di maternità hanno avuto un parto naturale e un allattamento senza problemi.


    Le donne che smettono di lavorare almeno un mese e mezzo prima del parto hanno meno probabilità di avere un taglio cesareo e sono meno soggette alla depressione post partum.

    Alcuni studi effettuati in passato avevano già dimostrato che le donne incinta che dormono meno di sei ore per notte sono molto più soggette ad un parto cesareo; quelle che sono sottoposte a stress lavorativo soffrono di gonfiore a mani e piedi molto più di quelle che non lavorano o che smettono di lavorare prima dell’ottavo mese. Inoltre, un certo numero di gestanti ha accusato pre-eclampsia; si tratta di una patologia caratterizzata da pressione arteriosa molto alta e gonfiori.

    Recentemente è stato condotto un altro studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Women’s Health Issues”.

    E’ stato dimostrato che le donne che riprendono a lavorare poco tempo dopo il parto, non allattano a lungo i propri figli.
    Allattando di meno, la riserva di latte si esaurirà; questo ha dei risvolti negativi, perchè il latte materno è fondamentale per il bambino.

    Le associazioni di ostetriche consigliano di evitare il più possibile, durante la gravidanza e nel periodo post-parto, lo stress causato dal lavoro; questo renderà più facile il parto e il puerperio.

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