Natale 2016

Giustizia per Giulio Regeni, la mamma che ha dato una lezione alla politica estera

Giustizia per Giulio Regeni, la mamma che ha dato una lezione alla politica estera
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    La lezione di Paola Regeni

    La tragica e orribile morte del ricercatore Giulio Regeni in Egitto è ancora avvolta nel mistero. Il ricercatore italiano è scomparso al Cairo il 25 gennaio ed è stato ritrovato senza vita il 3 febbraio scorso in circostanze ancora da chiarire. La versione ufficiale fornita dalla polizia egiziana del distretto di Shobra al Khaima non ha mai convinto nessuno, a partire dai genitori Claudio e Paola Regeni. I poliziotti egiziani hanno infatti dichiarato che Giulio è stato ucciso da una banda criminale locale che l’ha rapito, torturato e ammzzato, prima di essere a sua volta sterminata dalle forze dell’ordine. Dopo il martirio del figlio, i genitori di Giulio non ci stanno e chiedono giustizia e verità. Non accettano bugie e mezze verità. Durante la conferenza stampa indetta presso la sala Nassiriya del Senato, la mamma Paola ha asserito di non voler mostrare le foto del figlio barbaramente torturato fino a quando non emergerà tutta la verità sull’omicidio di Giulio.

    Una madre e donna coraggiosa che ha spiegato di non voler piangere per un motivo ben preciso. La 57enne insegnante in pensione Paola Regeni ha infatti affermato: “Ho pianto pochissimo, anzi, pur essendo sempre stata una che si commuoveva anche solo ascoltando una canzone un po’ sentimentale, adesso ho un blocco totale che forse si scioglierà solo quando saprò cosa è accaduto”.

    Senato, la conferenza stampa dei genitori di Giulio Regeni

    Paola Regeni è una donna forte e determinata che ha dato una bella lezione alla politica estera italiana che è sempre piuttosto impacciata, timida e troppo accondiscendente. In conferenza stampa, la mamma di Giulio ha affermato che questo non è un caso isolato. “Se pensiamo a quello che è successo a un cittadino italiano – ha puntualizzato -, forse è un caso isolato. Ripenso a un amico e a una professoressa con cui ho discusso: è dal nazifascismo che non viviamo una morte sotto tortura. Ma noi non siamo in guerra, Giulio faceva ricerca, era un ragazzo di oggi. E’ morto sotto tortura. Poi mi riferisco a quanto hanno detto gli egiziani, la parte amica degli egiziani: lo hanno ucciso come un egiziano. Noi abbiamo educato i nostri figli ad aprirsi al mondo – ha proseguito – E adesso siamo qui. Ma volevo dirvi delle cose di Giulio. Non era un giornalista, non era una spia, era un ragazzo del futuro, perché se il suo essere non è stato capito, è del futuro e non di oggi”.

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    Senato, la conferenza stampa dei genitori di Giulio Regeni

    Paola Regeni ha poi rivelato: “Sul viso di Giulio ho visto il male del mondo. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso.

    L’unica cosa che vi ho ritrovato era la punta del suo naso. Lo abbiamo rivisto a Roma, in Egitto ci consigliarono di non vederlo e li assecondammo. A Roma trovammo il coraggio. Nella sala dell’obitorio, l’ho riconosciuto dalla punta del naso. Non era più il nostro Giulio. Non possiamo dire: è un caso isolato: Giulio poteva aiutare l’Egitto, il Medio Oriente, studiava il sindacato, l’emarginazione. Un italiano che poteva fare tanto e non avremo più. Ma credo che sia accaduto anche ad altri, egiziani e non solo. E io continuerò a dire: verità per Giulio”.

    La mamma del ricercatore ha poi consigliato all’esecutivo guidato da Matteo Renzi la linea che dovrà assumere sul caso: “Se il 5 aprile sarà una giornata vuota confidiamo in una risposta forte del nostro Governo. Forte ma molto forte. E’ dal 25 gennaio che attendiamo una risposta su Giulio”.

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    Verità e giustizia per Giulio Regeni e i suoi coraggiosi e determinati genitori!

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