Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo: si parte dalla scuola

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    Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo: si parte dalla scuola

    Ormai politica e scuola vanno di pari passo a braccetto per combattere il bullismo e il cyberbullismo: domani 7 Febbraio è indetta la prima Giornata nazionale promossa dal Miur per combattere il fenomeno in aumento. Sarà in contemporanea infatti con il Safer Internet Day 2017, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea dal 2004. Gli studenti, le scuole e i partner che aderiscono all’iniziativa condivideranno e rilanceranno attraverso i loro canali di comunicazione il “nodo blu”, simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo.

    La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, parteciperà all’evento a Roma, dove nell’ex Caserma Guido Reni sarà allestita una vera e propria cittadella a disposizione dei ragazzi per dialogare con istituzioni ed esperti. Oltre a mille studenti saranno presenti anche aziende, associazioni e istituzioni che fanno parte di “Generazioni Connesse”, il consorzio italiano capeggiato dal Miur che attua il Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola.

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    L’uso consapevole della Rete per i giovani

    La concomitanza della Prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo con il Safer Internet Day 2017 vuol far riflettere sull’uso consapevole della rete da parte di giovani.

    Secondo una ricerca condotta da Skuola.net, l’11% di ragazze e ragazzi dichiara di approvare insulti rivolti a personaggi famosi in virtù di una generica “libertà di esprimere ciò che si pensa”, mentre per la Polizia di Stato nel 2016 sono stati complessivamente 235 i casi denunciati con minori per vittime: 8 gli stalking, 42 le diffamazioni, 88 le molestie, 70 i furti di identità, 27 la diffusione di materiale pedopornografico. Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato, lo definisce “un fenomeno grave, che esiste e che nasce soprattutto nelle aule scolastiche”. Quello che però preoccupa, ed è sempre Sgalla a farlo notare, è “convincere i genitori del pericolo di questi comportamenti. La ricerca del Censis ha stabilito, infatti, che l’81% dei genitori minimizza il problema quando si trova ad affrontarlo. “Tanto che il 49% dei presidi denuncia la difficoltà di rendere consapevoli i genitori dei cyberbulli della gravità di tali comportamenti”. Un comportamento negativo e disastroso che poi si riversa anche nel rapporto vis a vis anche senza il freno disinibitorio dello schermo.

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    Sempre secondo il rapporto 2016 del Censis, il 52,7% degli studenti tra gli 11 e i 17 anni ha subito comportamenti offensivi, non riguardosi o violenti da parte dei coetanei nel corso dell’anno. La percentuale sale al 55,6% tra le ragazze e al 53,3% tra i più giovani (11-13 anni).

    Ma non è finita qui: per il 68% dei ragazzi non è grave pubblicare immagini, senza autorizzazione, che ritraggono la vittima. Per questo il primo ostacolo da combattere è quello della consapevolezza. “Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti” spiega Nunzia Ciardi, direttore della polizia postale “è enorme ed è per questo indispensabile fornire loro tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la rete può nascondere”.

    Oggi è tutto virale

    Il rapper e giudice del talent The Voice Emis Killa fa notare come oggi tutto è sovra-esposto sia perché tutti iragazzini possiedono uno smartphone sia perchè la maggior parte di loro sono sui social: “Ormai con il sovraffollamento dei social network e delle piattaforme online questo fenomeno è peggiorato. Se una volta chi assisteva ad una di queste scene provava a sedare la cosa, nel 2017 tira fuori lo smartphone e riprende il tutto. Se in uno di questi tristi video virali riconoscete vostro figlio, prendete seri provvedimenti, che sia vittima o carnefice. So che sembrano questioni tra ragazzini, ma vanno risolte e in fretta. Non abbiate paura di affrontare a muso duro queste situazioni, nessuno lo farà per voi, e in un mondo pieno di fantasia quale è quello dei bambini, siete gli unici supereroi che possono salvare vostro figlio”. Noi di Pourfemme avevamo segnalato anche l’ultima deriva dei social: la nascita di gruppi Facebook dove vengono eroticizzate foto di ragazze ignare, rubate ai loro profili. E’ ormai una situazione che sfugge di mano, anche perché, come afferma l’avvocato Lorenzo Puglisi, fondatore di SOS Stalking, “nell’era della comunicazione digitale, dove il 91% dei giovani tra 14 e 18 anni è iscritto ad almeno un social network e l’87% usa uno smartphone connesso a internet, risulta quasi impossibile controllare in maniera capillare l’avanzare di un fenomeno che, stando agli ultimi dati, viene avvertito dal 72% dei ragazzi come il rischio sociale più pericoloso”.

    La Politica e L’Istruzione

    La prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo sarà una delle linee prioritarie delle attività previste dal Piano Nazionale di Formazione dei docenti del Miur che, a partire da quest’anno scolastico, e vedrà il coinvolgimento di circa 16mila docenti. Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il ddl che prevede misure di prevenzione e di educazione nelle scuole sia per le vittime, sia per i “bulli”. Nel ddl viene menzionato l’appoggio dell’istituzione scolastica obbligando ogni scuola a nominare tra gli insegnanti un addetto al contrasto e alla prevenzione del “cyberbullismo” che potrà avvalersi della collaborazione delle forze dell’ordine.

    La giornata di martedì 7 si aprirà con i saluti istituzionali della Ministra Valeria Fedeli e la presentazione del nuovo spot televisivo contro il bullismo, ideato con la collaborazione delle studentesse e degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “S. Pertini” di Alatri, che sarà in onda proprio dal 7 febbraio sulle reti Rai, Sky, Mediaset, Mtv, Discovery e La7.