Giornata dei Giusti: le 6 donne protagoniste di battaglie memorabili

Giornata dei Giusti: le 6 donne protagoniste di battaglie memorabili
da in Donne in Carriera, Festa della donna
Ultimo aggiornamento: Martedì 08/03/2016 10:48

    Giornata dei Giusti, donne protagoniste di battaglie memorabili

    La Giornata europea dei Giusti celebra e rende onore a tutti coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi. Istituita nel 2012 dal Parlamento europeo su proposta dell’associazione no profit Gariwo, la foresta dei Giusti, questa festività viene celebrata ogni anno il 6 marzo, anniversario della morte del magistrato israeliano Moshe Bejski. Questa edizione della Giornata dei Giusti organizzata da Gariwo a Milano è dedicata al tema della resistenza morale e civile delle donne per la propria dignità come patrimonio universale. L’8 marzo alle 11 sei donne protagoniste di battaglie memorabili saranno onorate nella cerimonia pubblica al Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella. Scopriamo insieme chi sono.

    Flavia Agnes

    Flavia Agnes è un’avvocatessa, scrittrice e attivista dei diritti delle donne che è nata a Mumbai nel 1947. E’ stata vittima di violenze e abusi dal suo ex marito ed è sempre in prima linea nelle battaglie e campagne contro la violenza sulle donne e contro lo stupro. Dal 1988 esercita la professione legale presso l’Alta Corte di Mumbai. Presiede il centro culturale e legale di difesa e rappresentanza delle donne, la ONG Majlis.

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    Sonita Alizadeh

    Sonita Alizadeh è una 19enne afghana che è cresciuta in un campo per rifugiati in Iran con suo fratello maggiore. Quando aveva 10 anni, sua madre aveva cercato invano di venderla a un uomo che voleva sposarla. Anche quando aveva 16 anni, i suoi genitori avevano nuovamente cercato di venderla per 9mila dollari, ma senza successo. Oggi Sonita è una rapper molto nota nel mondo giovanile grazie alla canzone Dokhtar Forooshi (Figli in vendita) che denuncia il dramma delle spose bambine. L’artista afghana ha vinto una borsa di studio della Wasatch Academy, nello Utah, e ora vive negli Stati Uniti.

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    Halima Bashir

    Halima Bashir è una giovane laureata del Darfur che è stata imprigionata per aver raccontato i lati oscuri e nascosti della guerra. Dopo essere stata rilasciata, Halima ha denunciato i numerosi casi di stupri e violenze subite dalle bambine di una scuola ed è stata nuovamente imprigionata e anche stuprata dal branco oltre che insultata e picchiata. Dopo essere stata rilasciata per la seconda volta, Halima ha chiesto asilo come rifugiata in Inghilterra dove vive tuttora. Di recente ha presentato il suo libro dal titolo “Tears of the desert” negli Usa.

    Vian Dakhil

    Vian Dakhil è nata a Mossul il 1971. E’ la prima e unica rappresentante di etnia yazidi a ricoprire la carica di deputata dell’Alleanza Curda nel Parlamento iracheno. E’ una combattiva politica e attivista irachena che ha pubblicamente accusato l’Isis di genocidio degli yazidi intrappolati nei Monti del Sinjar. Dopo questa denuncia, il 12 agosto 2014 è stata vittima di un attentato rivendicato dall’Isis mentre viaggiava su un elicottero presso Sinjar per portare aiuti umanitari ai profughi yazidi. Il pilota è morto e lei si è fratturata una gamba. Nel 2014 ha vinto il prestigioso e rinomato premio Politkovskaya “per il coraggio e la determinazione a farsi portavoce della comunità yazida e di altre donne irachene sotto l’Is, nonostante il pericolo che affronta in qualità di deputata yazida che si oppone allo Stato Islamico”.

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    Felicia Impastato

    Felicia Bartolotta, coniuge Impastato, è stata una tenace e combattiva attivista italiana famosa soprattutto per essere stata la madre di Peppino Impastato, giornalista e attivista palermitano noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978. Il mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, Gaetano Badalamenti, è stato condannato con il suo vice. La signora Felicia è morta il 7 dicembre 2004 nella sua casa a Cinisi.

    LEGGI LA STORIA DI FELICIA BARTOLOTTA IMPASTATO

    Azucena Villaflor

    Azucena Villaflor è stata una grande e valorosa attivista argentina. Dopo che il 30 novembre 1976 uno dei suoi quattro figli sparì insieme con la sua fidanzata, Azucena Villaflor fondò con altre madri l’associazione e il movimento di protesta delle Madri di Plaza de Mayo, dedita alla ricerca dei desaparecidos durante la guerra sporca in Argentina. Un movimento che era molto “scomodo” alla dittatura militare argentina. Il 10 dicembre 1977, le Madres pubblicarono un annuncio sui giornali con i nomi dei cari scomparsi e proprio quella notte Azucenza fu sequestrata da un gruppo armato nella sua casa e i suoi resti furono restituiti dal mare qualche mese dopo.

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