Giornalista turco-olandese arrestata per due tweet contro Erdogan

Giornalista turco-olandese arrestata per due tweet contro Erdogan
da in Cronaca, Violenza sulle donne
    Giornalista turco-olandese arrestata per due tweet contro Erdogan

    Ormai la repressione della libertà di stampa in Turchia, operata dal presidente Erdogan, è cosa nota. Lo scorso mese, una nota del ministro della giustizia turco riassumeva le denunce presentate da Erdogan a scapito di giornalisti, politici e cittadini comuni: ben 1845.

    L’ultimo episodio intento a minare uno dei diritti fondamentali, riconosciuto in tutti gli ordinamenti democratici, vede protagonista una giornalista donna. Si chiama Ebru Umar, di origine turche, ma vive in Olanda e lavora per la rivista Metro. La sua colpa? Aver postato due tweet in lingua olandese in cui criticava la politica di Erdogan. Da anni racconta la violenza sulle donne e ha sempre manifestato il suo dissenso verso il dispotismo di Erdogan.

    LA GIORNALISTA UCRAINA CONTRO PUTIN

    La polizia è andata a prelevare la giornalista nell’hotel dove alloggiava e l’ha portata in questura. La donna ha pensato ad uno scherzo inizialmente, anche perché erano le 11 di sera. Invece si è vista sequestrare il pc ed è stata costretta a seguire gli agenti. In una sola notte è stata portata in tre stazioni di polizia.
    Dopo l’interrogatorio, quindi dopo aver passato la notte in custodia della polizia, è stata rilasciata. Di fatto però è bloccata: le è stato impedito infatti di abbandonare il territorio turco.

    Sicuramente non sono stati solo i due tweet ad aver indispettito il presidente. Proprio la settimana prima, Ebru aveva pubblicato un editoriale sulla vicenda del consolato turco a Rotterdam. Questo chiedeva ai cittadini di informare le autorità, in caso di insulti al presidente della repubblica. La giornalista, senza mezzi termini, aveva paragonato questo provvedimento alle pratiche messe in atto dalla polizia nazista durante la seconda guerra mondiale.

    Tra l’altro, aveva ricevuto anche l’appoggio del primo ministro olandese.
    Purtroppo però il silenzio delle autorità europee invece è stato assordante: proprio quando la giornalista era detenuta, si stava svolgendo la visita della Merkel in Turchia. Nessun accenno alla mancata libertà di espressione, né alla giornalista. Tutto ciò nonostante le polemiche sulla vicenda del comico tedesco ( per chi non si ricorda: il comico Böhmermann durante una trasmissione televisiva ha preso in giro Erdogan con allusioni sessuali esplicite. La Turchia ha chiesto l’avvio del procedimento penale contro il presentatore e la Merkel ha dato l’ok)

    Insultare il presidente in Turchia è un atto che è punibile con una pena fino a 4 anni di reclusione. Da quando Erdogan è al potere, dal 2014, le persecuzioni contro le voci ostili, la chiusura di giornali, radio e tv non allineate e le denunce verso chi fa satira stanno aumentando. Secondo il rapporto 2016 stilato da Reporters Sans Frontières che ha giudicato 180 paesi sulla libertà di espressione, la Turchia è al 151 posto. E la situazione sembra aggravarsi.

    Ultimamente, infatti, tale repressione ha riguardato anche i media e giornalisti stranieri. Ad un reporter tedesco, giorni fa, è stato impedito di raggiungere Istanbul, così come è stato negato l’ingresso all’agenzia di stampa russa Sputnik.
    La giornalista Ebru Umar, per il momento, è costretta a rimanere in Turchia, nonostante il suo legale stia provando a far cancellare il divieto di espatrio.

    IL TWEET SESSISTA CONTRO LA FIRST LADY FRANCESE

    623

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI