Giordania, legge cancella il matrimonio riparatore dopo lo stupro

Il parlamento giordano ha abolito l’articolo 308 del codice penale, quello che salva gli stupratori in caso di matrimonio riparatore con la vittima. La legge dovrà essere approvata dalla Camera alta e controfirmata da Re Abdullah. Esultano attivisti e donne. Pochi giorni prima la Giordania aveva approvato una legge che elimina la discrezionalità del giudice nei 'delitti d'onore’, una piaga ancora dilagante nei paesi arabi.

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    Giordania, legge cancella il matrimonio riparatore dopo lo stupro

    La Giordania ha abolito il famigerato articolo 308, che permetteva agli stupratori di evitare il processo se sposavano la loro vittima. Per decenni questa legge ha previsto che l’autore di una violenza sessuale potesse scampare alla pena con il matrimonio riparatore. L’articolo era stato introdotto nel codice penale negli anni ’60 del secolo scorso. Ora la nuova regola aspetta solo di essere approvata dalla Camera alta e controfirmata da Re Abdullah.

    Una vittoria per le donne e per gli attivisti dei diritti umani: finalmente la Giordania si appresta a cancellare una legge vergognosa che salvava gli stupratori. Il primo ministro Hani Mulki si è congratulato con il Parlamento: “Ringraziamo tutti, quell’articolo era contro i nostri valori”. Soddisfatta anche Salma Nims, segretario generale della Commissione giordana per le donne, che l’ha definita “ una vittoria per tutte le donne”.

    Giordania cancella legge pro-stupratori: il passo avanti per le donne

    E’ un passo avanti verso quella sperata uguaglianza di diritti tra uomo e donna, che viene dopo un’altra vittoria.

    Nei giorni scorsi il parlamento giordano aveva approvato una legge che elimina la discrezionalità del giudice nei ‘delitti d’onore’. In particolare era stato emendato un articolo del codice penale che considerava “la rabbia” un attenuante nei casi di omicidio di donne da parte di uomini della sua famiglia. L’articolo ha permesso in questi anni a uomini che hanno ucciso donne di cavarsela con soli sei mesi di carcere.

    Un doppio tiro messo a segno, che fa esultare le organizzazioni per i diritti umani. La legge è stata approvata anche dai partiti vicini ai Fratelli musulmani, che l’hanno considerata “contraria alla Sharia e all’Islam”.

    La legge pro-stupratori e i delitti d’onore nei paesi arabi

    La Giordania non è il solo paese arabo ad aver avuto nel suo codice penale l’articolo 308: ancora resiste in paesi come Libano, Algeria, Iraq, Kuwait, Libia, Siria. Vedremo se sull’esempio giordano modificheranno anche loro la norma a favore degli stupratori. Già qualcosa si è mosso, sono infatti diversi i paesi che hanno abolito la legge come la Tunisia, il Marocco e l’ Egitto.

    Resta però in tutti la piaga dei “delitti d’onore”, giustificati, tollerati e poco puniti. Troppo spesso taciuti e fatti passare come suicidi, incidenti, morti naturali. La Giordania fino a poco tempo fa era uno dei paesi peggiori per il femminicidio, dove secondo gli attivisti si parlava di almeno 20 casi all’anno.

    L’anno scorso ci sono stati 36 casi di omicidi con vittime donne, e in 8 il movente era “l’onore” di mariti, padri e fratelli che si sono sentiti in dovere di punire con la morte un comportamento “disonorevole”.

    Qualcosa però si sta muovendo e la speranza è l’effetto domino che in parte è già iniziato: sulla questione stanno già dibattendo anche Libano e Bahrein.