Gianni Versace: 20 anni fa l’omicidio che sconvolse il mondo della moda

Il 15 luglio 1997 lo stilista calabrese fu assassinato a Miami Beach. Con la sua morte si concluse un'epoca di alta moda impossibile da dimenticare. Il funerale di Gianni Versace fu un addio al suo genio artistico fuori dal comune, capace di reinventarsi con uno stile istrionico e visionario. 'Non sono mai caduto. Ho sempre volato', diceva spesso lo stilista, ignaro della tragica morte che lo avrebbe strappato a una vita da sogno.

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    Il 15 luglio 1997 moriva Gianni Versace: 20 anni fa l’omicidio dello stilista sconvolse il mondo della moda, lasciando un posto vuoto nella grande sartoria made in Italy, impossibile da sostituire. Genio istrionico e visionario, ha rivoluzionato lo stile di un’epoca con il tocco inconfondibile del suo animo gentile e sognatore. Idolo del jet set internazionale e amato dalle più grandi top model mondiali, Gianni Versace ha innovato le passerelle portando il marchio di famiglia a un livello difficile da surclassare. Forte del sostegno di Santo e Donatella Versace ha vestito di colori le donne più belle del pianeta.

    L’omicidio dello stilista Gianni Versace

    La soleggiata Miami Beach del 15 luglio di 20 anni fa è entrata negli archivi fotografici come il teatro della morte di Gianni Versace, scena di un crimine efferato che ha macchiato gli Stati Uniti del sangue di uno dei più grandi interpreti dell’alta moda made in Italy. L’immagine storica di quella villa su Ocean Drive, nello stridente impatto tra il candore dei gradini e il rosso della morte, ha consegnato alla storia l’ultimo ricordo di un uomo che con le sue idee ha precorso i tempi, diventando immortale.

    Quella mattina, intorno alle 8.30, Gianni Versace fu trucidato sulla gradinata antistante la sua lussuosa proprietà anni ’30, Casa Casuarina. Aveva appena comprato dei giornali a pochi isolati di distanza. Due colpi di pistola alla testa non gli diedero scampo.

    L’assassino era Andrew Cunanan, uno squilibrato trovato morto a nove giorni dal brutale omicidio in una barca a Indian Creek. Si era suicidato con la stessa arma usata per ammazzare Versace.

    Casa Casuarina oggi è un albergo extralusso, immerso nella bolla effimera della vita dello stilista calabrese che aveva scelto proprio quel luogo come suo buen retiro, vissuto intensamente insieme al suo compagno Antonio D’amico.

    Gli esordi nel mondo della moda

    Nato il 2 dicembre 1946 a Reggio Calabria, Gianni Versace muove i primi passi nella moda dentro l’atelier della madre, sarta di professione.

    Dopo il suo arrivo a Milano, arriva la consacrazione come stilista d’avanguardia: è il 28 marzo 1978 e al Palazzo della Permanente, a Milano, presenta la prima collezione donna che lo rende “visibile” agli occhi attenti del fashion system.

    Il massimo fervore creativo di Versace si raggiunge tra gli anni ’80 e ’90, quando la geniale intuizione di accorpare il suo marchio alla presenza fissa di alcune top model in passerella diventa per lui un notevole salto di qualità.

    Sono gli anni delle Fab Four, le 4 supermodelle diventate icone di stile senza tempo, oltre il fugace incedere di una sfilata, proprio grazie a lui: Linda Evangelista, Naomi Campbell, Claudia Schiffer e Christy Turlington non si separeranno più dal carismatico stilista, divenendo esse stesse il simbolo della casa di moda.

    Gianni Versace Spa: Donatella e Santo Versace sulle orme del fratello Gianni

    Non è mai stato un mistero lo stretto legame dello stilista con i fratelli Donatella e Santo Versace, compagni di viaggio nella favolosa ascesa del marchio in tutto il mondo. Gianni Versace ha introdotto la sorella tra le luci delle passerelle affidandole la direzione del noto marchio parallelo Versus. Dopo la morte del fratello, sarà proprio lei a trainare la maison verso un successo planetario in grado di reggere agli urti del tempo che passa.

    La società Gianni Versace Spa, fondata nel 1978 a Milano, è la grande eredità lasciata dalo stilista alla sua famiglia: Santo Versace ne è il presidente, Donatella Versace il vicepresidente e direttore creativo. Allegra Versace Beck, figlia di Donatella, è azionista di controllo.

    Oltre a Santo, Gianni e Donatella, c’è anche Tina Versace, la loro sorella morta all’età di 10 anni.

    Gianni Versace, l’imperatore dei sogni

    “Imperatore dei sogni”, come aveva titolato il New Yorker all’indomani della sua morte, e mai definizione fu più azzeccata. Estroso, elegante, idealista e dotato di una predisposizione al rischio che gli ha aperto potre altrimenti interdette, il Gianni Versace stilista ha consegnato alla moda quanto nella vita poteva rivelarsi azzardato e inopportuno. Il sorriso docile nascondeva una forza di volontà smisurata, tanto da osare una sfida allo scandalo con collezioni che sovvertivano il passo dei trend del momento.

    Pochi pudori, poche regole: un artista in grado di scardinare i preconcetti ispirandosi persino ai grandi tabù del secolo. Sua la collezione che, tra le tante, aveva destato un acerbo mormorio nella stampa e nella critica: una linea ispirata al bondage aveva portato in passerella l’azzardo del sexual content , annullando la linea di confine tra il pudico e l’audace.

    E ancora abiti cortissimi, trasparenze senza mezze misure, creazioni che strizzano l’occhio alla carnalità della vita, in tutte le sue declinazioni: in questa chiave di lettura propria di Gianni Versace si inserisce il celebre abito nero indossato da Liz Hurley alla prima di Quattro matrimoni e un funerale, nel 1994.

    Star della musica del calibro di Madonna e Sting, dive di Hollywood, persino principesse. Intorno alla galassia Versace gravitano personaggi-simbolo del nostro tempo, non ultima Lady Diana, che volle partecipare al funerale di Gianni Versace, seduta al fianco di Elton John: era il 22 luglio 1997, Diana Spencer sarebbe morta appena un mese dopo il suo amato stilista.

    Antonio D’Amico, un amore sino alla fine

    Gianni Versace e Antonio D’amico si amavano e passavano molto del loro tempo tra le mura di Casa Casuarina. La loro storia d’amore, in bilico tra rigurgiti di omofobia e i primi bagliori di un’emancipazione vissuta in prima linea, fu tragicamente interrotta dalla mano assassina che stroncò la vita dello stilista. Si innamorarono nei primi anni ’80, con un sentimento lungo 15 anni che incise profondamente nel cuore del genio della moda, tanto da dedicare al suo uomo parti importanti del suo patrimonio.

    Il testamento di Gianni Versace ha confermato l’importanza di quell’amore: al compagno di una vita ha lasciato in eredità un assegno di 50 milioni al mese e il diritto di vivere nelle splendide residenze di Milano, Miami e New York.

    Una serie tv in arrivo per i 20 anni della morte di Versace

    In occasione dei 20 dalla morte di Versace, è stato annunciato Assassination of Gianni Versace: American Crime Story, titollo della serie tv di Ryan Murphy prossimo all’uscita. Sono ancora in corso le riprese dei 10 episodi previsti, tutte nei luoghi nevralgici della vita americana di Gianni Versace, prima fra tutte la sua Miami Beach.

    Per ora nessuna indiscrezione sulla data ufficiale della messa in onda statunitense: si parla dei primi del 2018, mentre ha già registrato notevole interesse il cast stellare che vede Penelope Cruz nei panni di Donatella Versace, Edgar Ramirez nel ruolo di Gianni Versace e Ricky Martin nel ruolo di Antonio D’Amico.