Natale 2016

Giallo di Simona Riso: violenza subita in famiglia?

Giallo di Simona Riso: violenza subita in famiglia?
da in Cronaca
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    simona riso

    Un nuovo interrogativo getta nuove luci, o forse nuove ombre, sul giallo di Simona Riso, la cameriera ventottenne trovata in fin di vita nel cortile di casa sua, a Roma, e poi deceduta in ospedale lo scorso 30 ottobre. La giovane potrebbe aver subito una violenza in famiglia, da parte di una persona molto vicina a lei, durante l’adolescenza, quando viveva ancora in Calabria. La famiglia smentisce, ma gli inquirenti continuano le indagini, anche in questo senso, per chiarire le circostanze della tragedia e trovare il colpevole.

    Novità sul passato della ragazza, sulla sua adolescenza e sui possibili abusi subiti quando Simona viveva ancora in Calabria. Sospetti o certezze è ancora tutto da chiarire, ma ci sarebbe, secondo le prime indiscrezioni, un testimone pronto a collaborare, a dare informazioni utili sulla violenza subita dalla giovane cameriera che ha perso la vinta in circostanze ancora misteriose a Roma.

    La reazione della famiglia, che smentisce il nuovo elemento, è chiara. “Una notizia priva di fondamento, lo escludo categoricamente” ha dichiarato il fratello maggiore di Simona, Nicola Riso, commentando l’ipotesi su cui la Procura sta lavorando.

    Emergono nuovi elementi, ancora tutti da confermare e da chiarire e, in attesa di vere novità, la famiglia e l’opinione pubblica si mobilitano, per mantenere vivo il ricordo della ragazza e per ribadire la voglia di trovare la verità sulla sua morte. Sabato è stata organizzata una fiaccolata, un corteo a cui hanno partecipato circa duecento persone, e una messa nella parrocchia della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo in via Gallia. Un’altra fiaccolata per Simona Riso anche a San Calogero, vicino a Vibo Valentia, il paese natale della giovane.

    05/11/2013
    Potrebbero esserci novità sul giallo di Simona Riso, sull’omicidio della giovane 28enne, trovata in fin di vita nel cortile di casa sua a Roma, all’Appio, lo scorso mercoledì mattina all’alba. Gli inquirenti stanno cercando di far luce su alcuni punti oscuri della vicenda, per chiarirne meglio la dinamica, definirne i contorni e dare un volto al colpevole.

    Tra i punti oscuri sui quali fare luce, il ruolo, se ne hanno avuto uno, dei coinquilini della ragazza. Infatti, tra i conti che non tornano c’è l’uscita di mattina presto del giovane francese, il coinquilino di Simona Riso in Italia per l’Erasmus, per andare all’università (non si è accorto della presenza della ragazza nel cortile quando è uscito dal palazzo?). Anche la presenza noncurante degli altri due coinquilini, il cugino e la ragazza francese, in casa, intenti a far colazione e ignari dell’accaduto (anche del frastuono nel palazzo) alle 9.15 quando i carabinieri hanno suonato alla porta dell’appartamento.

    Da risentire anche il personale sanitario presente sull’ambulanza, gli infermieri che hanno raccolto le ultime parole della ragazza, quella sua dichiarazione “mi hanno violentato”. Testimoni da sentire con più attenzione, video delle telecamere a circuito chiuso della zona da analizzare, anche alla luce delle osservazioni fatte dal pm Attilio Pisani, dopo il recente sopralluogo nel luogo del delitto, che attualmente sta procedendo per omicidio volontario contro ignoti.

    Simona Riso è morta, non si sa ancora perché e per mano di chi. Al momento, secondo la teoria più accreditata dagli inquirenti, si ritiene che giovane sia deceduta dopo essere precipitata nel cortile. Se si sia trattato di una tragica fatalità o di un omicidio intenzionale non è ancora completamente chiaro.

    04/11/2013
    Nuova luce, forse, sul giallo della giovane 28enne, Simona Riso, uccisa a Roma mercoledì scorso. A poche ore dall’ultimo saluto di amici e parenti, avvenuto nella chiesetta Sacro Cuore di Gesù a San Calogero, vicino a Vibo Valentia, potrebbero esserci novità interessanti sull’omicidio della ragazza.

    Nuove prove video in grado di dare un volto all’assassino e di tracciare con maggiore certezza i contorni di questa terribile vicenda.

    A gettare nuova luce, almeno si spera, su questo crimine atroce, sull’omicidio di una ragazza di soli 28 anni, Simona Riso, ritrovata all’alba di mercoledì scorso nel cortile interno della sua abitazione romana, i video di due telecamere. Infatti, la casa della ragazza si trova all’Appio, in via Urbisaglia e le telecamere di due edifici vicini, due conventi di suore, potrebbero aver ripreso tutto. Attualmente i filmati sono al vaglio degli inquirenti.

    Simona Riso, 28 anni, originaria della Calabria, ma a Roma da nove anni, è stata trovata agonizzante, in fin di vita, all’alba di mercoledì mattina scorso nel cortile interno della sua abitazione romana. Simona Riso non ce l’ha fatta, è deceduta poco dopo, in ospedale, per le gravi lesione interne riportate.

    Secondo gli inquirenti l’omicidio dovrebbe essere avvenuto tra le 4.30 e le 7.00 del mattino. L’arco temporale è dettato dagli eventi: alle 4.30 la vittima ha concluso la telefonata con la madre, che come ogni mattina l’ha chiamata per svegliarla, e alle 7.00 una vicina di casa ha fatto la macabra scoperta, ha trovato Simona, agonizzante, in un angolo verde del cortile interno della palazzina di via Urbisaglia.

    Tra le ipotesi più accreditate c’è quella che l’omicida, dopo aver atteso la povera Simona, fuori di casa, l’abbia aggredita, tentando di stuprarla e poi l’abbia uccisa. La giovane negli ultimi istanti di vita ha detto di essere stata violentata, anche se i medici hanno escluso la violenza sessuale.

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    Dire chi era è difficile, se non impossibile per chi non la conosceva. Senza la pretesa di descrivere davvero Simona, proviamo solo a tracciarne un profilo approssimativo, per dare un contorno più definito a questa povera vittima, a questa ragazza morta a soli 28 anni per la ferocia di un assassino che, forse, grazie ai video, presto potrebbe avere un volto.

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    Simona Riso abitava a Roma da nove anni. Nell’ultimo periodo divideva casa, come la maggior parte dei suoi coetanei, studenti e lavoratori, con altri tre giovani: un cugino, Francesco Stagno, e una coppia di studenti francesi nella capitale per il progetto Erasmus. Lavorava in un hotel, all’Eur, in viale Egeo, dove prendeva servizio, nella sala ristorante, ogni mattina alle 6.00.

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