Germania, ritirate dal mercato milioni di uova olandesi contaminate dal Fipronil

Milioni di uova provenienti da Olanda e Belgio ritirate dagli scaffali dei supermercati tedeschi, trovate tracce di insetticida tossico per l'uomo.Chiuse 180 fattorie, i sindacati olandesi temono per il futuro dei produttori . Allarme scattato in tutta Europa ma il Ministero della Salute rassicura 'in Italia niente uova contaminate'

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    Germania, ritirate dal mercato milioni di uova olandesi contaminate dal Fipronil

    Allarme sanitario per le uova provenienti dall’Olanda e dal Belgio, dopo che in alcune partite sono stati trovati alti livelli di Fipronil, un’insetticida altamente tossico per l’uomo. Il Fipronil è un insetticida usato comunemente per combattere i parassiti negli animali, ma non in quelli destinati al consumo alimentare da parte dell’uomo, come appunto i polli. L’allarme scattato in Germania si è allargato ad altri Paesi e anche in Italia sarebbero arrivate partite di prodotti provenienti dall’Olanda, ma non contaminate.

    Il discount tedesco Aldi ha ritirato la merce a scopo precauzionale

    Aldi, una delle più grosse catene di discount in Germania con oltre quattromila punti vendita, ha disposto il ritiro delle uova, rassicurando che in ogni caso“è solo una precauzione e non ci sono ragioni per credere che ci siano rischi per la salute”. La stessa scelta era stata già compiuta da altri gruppi della grande distribuzione tedesca ( Rewe, Penny) nel tentativo di arginare lo scandalo delle uova di origine olandese, infettate dall’insetticida Fipronil.

    Il Ministero della Salute rassicura “le uova in commercio non sono contaminate”

    Il ministero della Salute italiano ha rassicurato i consumatori “Non risultano distribuzioni di uova contaminate con Fipronil in Italia.Le indagini condotte attraverso il sistema di allerta europeo RASFF – spiega una nota – hanno evidenziato che si ipotizza un uso fraudolento del fipronil da parte di alcuni produttori dei Paesi Bassi. In relazione a questa segnalazione il Ministero ha informato gli Assessorati alla Sanità delle Regioni e ha chiesto di effettuare le verifiche sul territorio”.

    Fipronil, qual è il rischio tossicità per l’uomo

    Il Fipronil è un insetticida altamente tossico, usato sia in ambito agroalimentare per proteggere le coltivazioni sia in veterinaria contro pulci, pidocchi e zecche e può avere effetti anche sulle api da miele.Test effettuati su uova, sangue e feci dei polli hanno evidenziato alti livelli dell’insetticida che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) può provocare danni ai reni, tiroide e fegato se ingerito in grandi quantità per un periodo prolungato, ma può essere assorbito anche attraverso la pelle.

    Secondo l’Istituto federale per la valutazione del rischio (BfR) “non si ravvisano concreti pericoli per la salute dei consumatori”. Un bambino che pesa circa 16 kg potrebbe infatti mangiare fino a 1,7 uova al giorno – o prodotti che ne contengono – senza raggiungere il livello in cui il Fipronil diventa pericoloso, mentre per un adulto di 65 kg si potrebbe arrivare fino a 7 uova al giorno.

    Il ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Christian Meyer, ha dichiarato in conferenza stampa che potrebbero essere in totale 10 milioni le uova importate dall’Olanda in Germania. Secondo i dati comunicati invece fino ad ora dal Ministero dell’Agricoltura di Berlino, sarebbe meno di 3 milioni il totale delle importazioni esposte al Fipronil .

    Le autorità belghe informate da giugno

    Dal Belgio le autorità per la sicurezza alimentare hanno ammesso che sapevano già da giugno di una possibile contaminazione da Fipronil nelle uova olandesi, avvertiti da un’azienda di pollame che aveva riscontrato un alto livello dell’insetticida nei suoi prodotti. “Abbiamo immediatamente lanciato un’indagine e abbiamo anche informato il procuratore perché era una questione di possibile frode”, hanno spiegato.

    Olanda a rischio : paura per un mercato da 4 miliardi di uova prodotte l’anno

    L’Olanda è il primo produttore di uova in Europa, e tra le maggiori al mondo, esportando circa il 65% dei 10 miliardi di uova prodotte annualmente. È facile capire quindi la forte preoccupazione, soprattutto da parte dei sindacati olandesi che temono reazioni eccessive. “Se altri rivenditori seguono l’esempio di Rewe e Aldi il disastro non può essere trascurato”, ha affermato Hennie de Haan, la presidente del sindacato olandese “Se è temporaneo, è ancora possibile recuperare, ma se dura più a lungo, l’intero settore olandese, compresi i commercianti, è alla bancarotta. Non si può semplicemente trovare un mercato da 4,5 miliardi di uova l’anno”. Nel frattempo circa 180 fattorie olandesi sono state temporaneamente chiuse, mentre continuano le analisi sui campioni e la procura ha aperto un’inchiesta per risalire alla fonte della contaminazione.

    Salvo per ora il consumo di uova in Italia

    Nonostante le rassicurazioni del Ministero della Salute scrive il Corriere della Sera citando l’Agi, ” anche l’ Italia potrebbe essere coinvolta nello scandalo delle uova dopo che le autorità del Belgio hanno informato la Commissione e gli altri Paesi dell’Unione europea che il prodotto all’origine della contaminazione da Fipronil è utilizzato anche sul mercato italiano.

    Come scrive l’Agi, “L’Italia, così come altri Paesi, utilizza il Dega-16, un prodotto naturale composto da mentolo e eucalipto usato contro le zecche e pulci delle galline e considerato sicuro per l’uomo al quale però sarebbe stato aggiunto in allevamenti dei paesi Bassi il famigerato Fipronil, sebbene al momento sia da escludere.

    Coldiretti “Italia autosufficiente, le uova sono garantite dall’etichetta”

    Secondo quanto emerge da un’analisi della Coldiretti, nei primi quattro mesi del 2017 sono arrivati nel nostro Paese circa 578 mila chili di uova in guscio dall’Olanda, mentre nello stesso arco di tempo non risultano invece importazioni di uova dal Belgio.

    “Con gli italiani che consumano circa 215 uova a testa all’anno è importante – sottolinea la Coldiretti – fare chiarezza e garantire la qualità e sicurezza di quelle presenti sul mercato nazionale. Grazie alla produzione nazionale di 12,9 miliardi di pezzi, l’Italia – precisa la Coldiretti - è praticamente autosufficiente per il consumo di uova. Le uova di gallina hanno un sistema di etichettatura obbligatorio a livello europeo che consente di distinguere tra l’altro la provenienza e il metodo di allevamento con un codice ad hoc. A queste informazioni si aggiungono quelle riguardanti le differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale), per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso”.