Natale 2016

Genitori affidatari distrutti dal dolore: dopo 4 anni le loro bambine vengono date in adozione

Genitori affidatari distrutti dal dolore: dopo 4 anni le loro bambine vengono date in adozione
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    Genitori affidatari distrutti dal dolore: dopo 4 anni le loro bambine vengono date in adozione

    Tiziana Cardile e suo marito Mauro Ferri sono distrutti e disperati. Per ben 4 anni hanno cresciuto e amato come figlie le piccole bambine Bianca e Sabrina. I due genitori affidatari avrebbero voluto adottare legalmente le due bambine, ma per i servizi sociali il tempo a disposizione per le pratiche burocratiche è scaduto… Ora la legge ha stabilito che Tiziana Cardile e Mauro Ferri dovranno separarsi per sempre dalle due bambine. Le piccole sono state dichiarate adottabili e per legge non potranno più incontrare i genitori affidatari. Non le potranno più cercare né vedere. Non potranno più sapere nulla di loro. Una storia davvero strappalacrime e vergognosa che è stata resa pubblica da Tiziana Cardile in una bellissima e commovente lettera condivisa sul suo profilo Facebook.

    Tiziana e Mauro hanno appreso la notizia dell’adozione all’improvviso e sono stati messi di fronte al fatto compiuto senza avere nessuna possibilità. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno che ha reso ancora più drammatica, dura e difficile da accettare la separazione dalle piccole Bianca e Sabrina.

    “Bianca. Sabrina. Se state leggendo è perché ci state cercando – ha scritto Tiziana Cardile su Facebook – Vi chiedo scusa perché sto rendendo pubblico un dolore che andrebbe consumato in privato ma questo è l’unico modo che ho per sperare che un giorno Vi potremo rivedere o anche solo risentire”.

    Anche se la riforma che dovrebbe dare continuità affettiva ai bambini in affidamento è diventata legge nel 2015, nulla è cambiato come hanno raccontato tra le lacrime Tiziana Cardile e suo marito Mauro Ferri su Facebook. Una storia davvero crudele e incredibile perché le due bambine non potranno neanche più crescere insieme, ma verranno adottate da due famiglie diverse. Bianca e Sabrina non potranno più sapere niente una dell’altra, cambieranno i loro cognomi e non potranno portare con sé nemmeno i giochi, le foto e gli abiti.

    “Mercoledì 25 giugno 2016 i servizi sociali ci hanno chiamati per comunicarci che il giudice aveva emesso il nuovo provvedimento – ha asserito Tiziana – Il provvedimento diceva che sareste state separate e date in adozione a due famiglie diverse e che noi non avremmo più potuto né vedervi e neppure sentirvi e non avremmo mai saputo dove sareste andate a continuare la vostra piccola, devastata vita ma questo, forse, alla data di oggi (22 giugno 2016) forse già lo sapete anche voi. Ciò che non sapete è che noi abbiamo tentato qualsiasi cosa per riportarvi a casa, ma nulla è stato possibile. Non pensavamo potesse finire così. Non pensavamo che i servizi sociali, che sicuramente da tempo avevano stabilito un nuovo progetto per voi, ci mettessero di fronte al fatto compiuto senza darci nessuna possibilità. Ci è stato detto che non eravamo nell’elenco delle famiglie adottive – ha continuato – che erano in possesso dei requisiti adeguati; che anche noi probabilmente avevamo tutti i requisiti ma che dovevamo essere valutati e questo richiedeva tempo e tempo non ce n’era più. Che l’avervi avute in affido per 4 anni durante i quali avevamo imparato ad amarci e ad essere una bella famiglia non aveva alcun valore. Che tutta la documentazione prodotta nell’arco di cinque anni da psichiatri, psicologi, assistenti sociali, periti del giudice che riguardava me e papà non poteva essere trasferita dall’ufficio affidi all’ufficio adozioni in modo da sveltire la valutazione.

    Perché non si può, non si può e così sia. Siamo tornati a casa sconfitti, non ci è permesso neppure darvi le vostre cose, giocattoli e foto, soprattutto le foto, la nostra vita insieme. Ci è stato detto di fare due pacchi separati uno per te Bianca e uno per te Sabrina. Come se la vita delle persone si potesse dividere e riporre dentro a delle scatole da consegnare separatamente”.

    Tiziana Cardile ha poi concluso la straziante lettera con un appello: “Oggi Bianca ho acceso il tuo cellulare, hai più di 500 messaggi delle tue amiche. Io e Papà vi vogliamo dire che vi vogliamo bene, ma questo l’avete sempre saputo. Quello che dovete ricordare sempre è che se un giorno ci cercherete, noi non potremo farlo perché i vostri cognomi cambieranno, saremo qui ad aspettarvi, che la casa dove avete vissuto sarà per sempre la vostra casa e che ancora speriamo che Toffee con la quale siete state cucciole insieme possa mantenere la promessa di essere, un giorno, un vecchio cane che accompagna due meravigliose e coraggiose giovani guerriere a discutere la tesi di laurea. Mamma e Papà”.

    La lettera shock di Tiziana Cardile ha prontamente fatto il giro del web tra lo sconforto, l’incredulità e l’indignazione del popolo della Rete. Sulla piattaforma online di campagne sociali Change.org è presente anche una petizione dal titolo “Preclusa adozione post affido” diretta al Tribunale dei minori di Torino.

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