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Gabriele Del Grande, giornalista detenuto in Turchia: alla compagna annuncia lo sciopero della fame

Gabriele Del Grande, giornalista detenuto in Turchia: alla compagna annuncia lo sciopero della fame

Il blogger toscano è detenuto in Turchia dal 10 aprile e solo ieri ha avuto il suo primo contatto con la famiglia: ha chiamato la compagna Alexandra D’Onofrio per annunciarle che inizierà lo sciopero della fame . Il regista è in Turchia da 7 aprile per girare un documentario sui flussi migratori ed è stato trattenuto dalla polizia. La Farnesina: “Liberatelo”.

da in Attualità, Cronaca
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    Gabriele Del Grande, giornalista detenuto in Turchia: alla compagna annuncia lo sciopero della fame

    Foto: Facebook

    Gabriele Del Grande, il giornalista e regista toscano è ancora detenuto nelle carceri in Turchia e fa sapere con una telefonata alla compagna che da oggi inizia lo sciopero della fame. Il blogger è stato fermato dalla polizia ad Hatay, provincia sud-orientale al confine con la Siria il 10 aprile e solo dopo 8 giorni di silenzio viene concessa la prima telefonata. Alla compagna Alexandra D’onofrio che al momento è in Grecia fa sapere inoltre: “Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato”.

    Infatti al momento Gabriele si trova in un centro di espulsione, in isolamento e ancora oggi non sappiamo, né è chiaro alla Farnesina il motivo. Al giovane regista toscano sarebbe stato contestato, secondo alcune indiscrezioni, di essersi trovato in quei territori senza avere un permesso stampa. Secondo questa ipotesi, il 35enne che era in Turchia dal 7 aprile per girare un documentario sulle problematiche inerenti alle migrazioni, stava filmando in una zona non consentita. Una contestazione che il regista di Lucca smentisce.

    Ieri Gabriele Del Grande ha potuto fare la sua prima telefonata. Ha chiamato la compagna Alexandra d’Onofrio che in questo momento si trova ad Atene e le ha annunciato che farà lo sciopero della fame. “Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti” così ha detto Gabriele alla sua Alex e ai compagni di lavoro del film “Io sto con la sposa”. Questo è stato il primo contatto diretto che ha potuto avere Gabriele con la famiglia: nonostante infatti il lavoro della Farnesina, ci sono stati 8 giorni di silenzio.
    Ieri sera é stata inviata una nota dal ministero degli esteri in cui si chiede che il nostro connazionale “sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge”. “Il ministro Alfano – si legge – ha disposto l’invio a Mugla, dove Del Grande è detenuto, del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale”. Inoltre nella nota viene richiesta la visita consolare a Gabriele da parte dell’ambasciatore italiano ad Ankara, “come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963″.

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    Gabriele Del Grande è nato nel 1982 a Lucca e vive a Milano.

    E’ un regista e giornalista che da anni si occupa di documentare i flussi migratori nel blog Fortress Europe. Lo stesso per il quale stava facendo interviste in Turchia. In passato è stato pluripremiato per il film “Io sto con la sposa” presentato anche alla mostra del cinema di Venezia. Sono gli stessi compagni di lavoro del documentario a raccontare della prima ed unica telefonata di Gabriele ad Alexandra.

    Negli ultimi tempi il 35enne si stava occupando anche di raccontare la guerra in Siria e dell’Isis attraverso la voce e gli occhi di chi le vive sulla propria pelle.
    La famiglia di Gabriele vive nelle montagne intorno a Pistoia. Il padre Massimo è molto arrabbiato per la vicenda: “Non è lì per far del male a qualcuno, lui fa lo scrittore e il giornalista, non è un terrorista, lo devono rimandare a casa, ha una moglie e due bimbi piccoli che lo aspettano”.
    Ha commentato anche la decisione dello sciopero della fame: “Che cosa altro dovrebbe fare una persona chiusa in cella e interrogata tutti i giorni come se fosse un terrorista, solo perché vuole dare delle notizie?”.

    L’Information Safety and Freedom (ISF), l’associazione italiana che si occupa di libertà di informazione in tutto il mondo interviene sulla vicenda di Gabriele Del Grande affinché “il governo turco liberi subito il documentarista, detenuto illegalmente da una settimana e privato di qualsiasi garanzia di difesa, tanto da dover ricorrere allo sciopero per la fame per richiedere una tutela internazionale”.


    Anche la rete si è mobilitata con la solidarietà: su Twitter l’hastag #iostocongabriele ha raccolto centinaia di messaggi.

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