Francesca Morvillo, chi è la moglie di Giovanni Falcone

Il 23 maggio 1992 la strage di Capaci costò la vita al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della scorta. Marito e moglie viaggiavano insieme tornando da Roma. La prima magistrato donna ad essere assassinata ha deciso di condurre una vita blindata insieme al giudice antimafia più temuto in Sicilia.

da , il

    Francesca Morvillo: la moglie di Giovanni Falcone e la sua silenziosa guerra alla mafia

    Il 23 maggio ricorre il 25° anniversario della Strage di Capaci in cui persero la vita il grande e compianto magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un terribile attentato che fu messo in atto da Cosa Nostra il 23 maggio 1992 sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo. Tante celebrazioni ed eventi sono in programma in tutto il Paese per rendere onore e merito a questi cinque servitori illustri dello Stato italiano e valorosi combattenti per la cause della legalità, in difesa della libertà e dei diritti dei cittadini.

    Francesca Morvillo: la biografia

    Francesca Morvillo, chi è la moglie di Giovanni Falcone

    Francesca Morvillo non è stata solo la moglie di Falcone, ha avuto una brillante carriera di magistrato: l’unico magistrato donna assassinato in Italia.

    Francesca Morvillo nacque a Palermo il 14 dicembre 1945. Suo padre Guido Morvillo fu sostituto procuratore a Palermo. Dopo aver acquisito una preparazione giuridica di altissimo livello, Francesca Morvillo si laureò a 22 anni con il massimo dei voti e lode accademica in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo con una tesi dal titolo “Stato di diritto e misure di sicurezza”. Ricevette il conferimento del premio “Giuseppe Maggiore” per la migliore tesi nelle discipline penalistiche per l’anno accademico 1966/1967. Nel 1968 entrò in magistratura superando egregiamente il concorso di uditore giudiziario, diventando una delle prime donne italiane a entrare in magistratura. Durante la sua splendida ed eccezionale carriera, Francesca Morvillo fu giudice ad Agrigento, sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, consigliere della Corte d’Appello di Palermo e componente della Commissione per il concorso di accesso in magistratura. Infine fu insegnante presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’ateneo palermitano e in quanto docente di Legislativa del minore anche nella scuola di specializzazione in Pediatria.

    L’ultimo impegno professionale di Francesca fu il 22 maggio 1992 all’hotel Ergife di Roma, come componente della commissione d’esame ad un concorso per l’accesso in magistratura. Un giorno prima di morire.

    Il 23 maggio 1992 viaggiava insieme al marito e agli uomini della scorta in ritorno da Roma. All’altezza di Capaci, una carica di 500 chilogrammi di tritolo fa saltare in aria le tre macchine che accompagnavano Giovanni Falcone. Francesca Morvillo, ancora viva dopo l’esplosione, viene trasportata prima all’ospedale Cervello e poi trasferita al Civico, nel reparto di neurochirurgia, dove però muore intorno alle 23 a causa della gravi lesioni interne riportate. Quando ancora era cosciente, nel letto d’ospedale pronunciò la famosa frase: “Dov’è Giovanni?”, una domanda laconica che andava oltre il senso letterale, Francesca si chiedeva pochi attimi prima di morire che fine avesse fatto la Giustizia.

    LEGGI LA STORIA DI FRANCESCA MORVILLO, UNA DONNA INNAMORATA DELLA GIUSTIZIA

    La storia d’amore tra Giovanni Falcone e Francesca Morvillo

    Francesca Morvillo e Giovanni Falcone si conobbero in casa di amici nel 1979. Scelsero di andare a convivere nella casa di via Notarbartolo nel 1983. Dopo aver ottenuto i rispettivi divorzi, Francesca Morvillo si sposò con Giovanni Falcone nel maggio del 1986 mediante una riservata cerimonia civile officiata da Leoluca Orlando. Uno dei testimoni di nozze fu il giudice Antonino Caponnetto. Fu una cerimonia molto intima, quasi nessuno venne informato a parte le famiglie dei due sposi e i testimoni. Al termine della funzione in Comune, i novelli coniugi invitarono alcuni parenti e amici a cena a casa loro e fu la stessa Francesca che si mise ai fornelli per preparare la cena.

    La loro vita di coppia naturalmente ha seguito un iter diverso da quello di marito e moglie comuni. La loro infatti è sempre stata una vita blindata e soprattutto con pochi momenti di intimità. Erano sempre infatti con la scorta. Però piano piano divenne un abitudine per i coniugi Falcone.

    Nel 1989 però qualcosa cambiò: l’attentato sventato dalle forze dell’ordine nella villa all’Addaura di Falcone, indussero il giudice antimafia a voler allontanare sua moglie. Voleva proteggerla e pensò che una separazione formale l’avrebbe messa al sicuro. Francesca non voleva saperne: lei è rimasta fino all’ultimo accanto a suo marito, a quell’uomo che amava profondamente. Così come 2 anni dopo, quando Falcone viene trasferito a Roma, al Ministero di Grazia e Giustizia, Francesca fece di tutto per ricevere un incarico in magistratura, così da trasferirsi anche lei nella capitale. Insomma se da un lato il giudice provava a separarsi forzatamente dalla moglie per proteggerla, la Morvillo faceva di tutto per stare con lui.

    “Non era la classica compagna che attende il ritorno dell’importante marito a casa – ha ricordato Pasqua Seminara – Era un’ottima penalista. Aveva la sua vita, la sua personalità, un carattere deciso. Giovanni rispettava le sue idee”. Un altro magistrato, Alberto Maria Picardi, ha ricordato con commozione l’incontro con la moglie di Giovanni Falcone: “Ho conosciuto Francesca Morvillo quale componente della commissione d’esami del mio primo concorso a uditore giudiziario; sempre in quei giorni, mentre ero in fila per la consegna dei codici all’hotel Ergife di Roma, vidi Giovanni Falcone che passava lì a trovare la moglie. Era visibilmente ingrassato e affaticato, ma, nonostante ciò, lo riconoscemmo tutti anche perché i Carabinieri e la scorta erano in visibile apprensione e nervosismo. Venerdì 22 maggio, consegnati i miei compiti di concorso, volli salutare Francesca Morvillo e gli altri membri della Commissione che erano in quella sala. Il giorno dopo, a Capaci, successe l’inferno. Ho fotografato quei volti e quel saluto, con le lacrime agli occhi e con la rabbia nel cuore, ed ho deciso di non dimenticare”.

    Francesca Morvillo rappresenta una delle eroine più coraggiose e ammirate del nostro Paese oltre ad essere uno dei simboli più illustri e nobili della lotta alla mafia sia in Italia sia all’estero.

    I figli di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo

    Donna innamorata e moglie fedele, Francesca Morvillo non è stata solo la compagna del giudice Falcone, ma aveva anche lei in primis la sua carriera nella giustizia. Chi l’ha conosciuta racconta che la donna avesse un forte istinto materno, che non ha mai riversato sui propri figli. Durante i 16 anni in cui ha lavorato alla Procura dei minori di Palermo, è venuta in contatto con tantissimi bambini. Li proteggeva, li ascoltava, instaurava con loro un rapporto autentico. Nonostante ciò, Francesca Morvillo e Giovanni Falcone di comune accordo non hanno mai avuto figli: “Non voglio mettere al mondo degli orfani”, diceva spesso Falcone, e Francesca, consapevole del rischio a cui sarebbero stati sottoposti, condivideva. Il destino avrebbe dato ragione a Falcone perché quel maledetto 23 maggio 1992 avrebbero perso entrambi la loro famiglia.