Franca Viola, una storia di coraggio e di emancipazione femminile

Franca Viola, una storia di coraggio e di emancipazione femminile
da in Violenza sulle donne
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    Violenza, intimidazioni, ritorsioni, paura e inganno: ecco alcuni terribili ingredienti della storia di Franca Viola, un donna per le donne, una donna che ha permesso alle donne italiane di avere nuovi diritti e un nuovo ruolo sociale. Una storia di incredibile coraggio, quello della protagonista, Franca Viola, ma anche della sua famiglia, di suo padre, Bernardo. Una ragazza qualunque, un’adolescente come tante, in un paese siciliano nei primi anni sessanta, nell’Italia del dopoguerra. Ma Franca non è una ragazza qualunque, tutt’altro. Più o meno consapevolmente, essendo stata la prima donna italiana ad aver rifiutato un matrimonio riparatore, è un simbolo, un esempio di coraggio che ha segnato una svolta nella storia dell’emancipazione femminile in Italia.

    Figlia di coltivatori diretti, Franca nasce ad Alcamo, in Sicilia, nel 1947. A 15 anni l’incontro che è destinato a cambiare tutta la sua vita. Si fidanza, con il consenso della famiglia, con un giovane, Filippo Melodia, nipote del mafioso Vincenzo Rimi. Fino a qui nulla di strano, almeno apparentemente. Ma tutto cambia in poco tempo: Melodia viene arrestato con l’accusa di furto e di appartenenza a una banda mafiosa, circostanza che convince il padre di Franca, Bernardo Viola, a rompere il fidanzamento. Una rottura netta, ma non indolore o priva di conseguenze, per Franca, che perde l’amore (o presunto tale) e per la sua famiglia, che diventa il bersaglio di ritorsioni ignobili, vessazioni e intimidazioni di vario genere. Niente, però, può far cambiare idea né a Franca, né a suo padre.

    La storia di Franca, però, non finisce qui, tra insulti, paura, ritorsioni e minacce, anzi. Purtroppo è solo all’inizio. La violenza bruta esplode il 26 dicembre 1965, quando Franca Viola, all’età di 17 anni, viene rapita da Melodia. Un rapimento che lascia dietro di sé una scia di dolore e di violenza inspiegabile: l’ex fidanzato, accompagnato e aiutato da dodici amici prelevò la ragazza dalla sua casa, la devastò e aggredì la madre di Franca. Il rapimento, la violenza sessuale e la segregazione per otto giorni.

    La polizia riuscì a trovare e liberare Franca solo il 2 gennaio 1966.

    Come se un rapimento, uno stupro e una prigionia di più una settimana non fossero già causa di sofferenza a sufficienza, la morale del tempo e la legislazione italiana dell’epoca resero il tutto ancora più svilente, per Franca e per la sua famiglia, ma anche per tutta la società “civile” (o presunta tale). Se per la morale dell’epoca perdere la verginità, a prescindere dalle circostanze, implicava sposare il responsabile del “fattaccio” per salvare l’onore proprio e della famiglia, ancor più grave era l’articolo 544 del codice penale, secondo il quale era possibile estinguere il reato di violenza carnale in presenza di un “matrimonio riparatore”. La legge, insomma, non solo non puniva i colpevoli di una tale brutalità, ma al contrario li esortava a trattare la donna come un oggetto, senza troppo rispetto.

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    Nessun matrimonio riparatore per Franca Viola. Lei e la sua famiglia, dimostrando un coraggio che non è di molti, con una forza d’animo e un rispetto per sé e per la propria dignità lesa, decidono di tenere la testa alta, di dire no all’assurda morale dell’epoca. Non sono bastati gli insulti, le minacce e le ritorsioni. A nulla sono valsi gli ignobili tentativi della difesa di Melodia di screditare Franca durante il processo. Franca e la sua famiglia non hanno mai mollato, non si sono arresi alle convenzioni sociali, anzi, hanno deciso di aprire la strada a nuovo modo di pensare, di gettare le basi per una società italiana davvero civile.

    Filippo Melodia fu riconosciuto colpevole e condannato a 11 anni di carcere. Nel 1976 uscì dal carcere e il 13 aprile 1978 fu ucciso da ignoti vicino a Modena a colpi di lupara. La storia di Franca Viola ha avuto un lieto fine romantico e inaspettato: nel 1968 sposa un giovane amico d’infanzia e dà alla luce due figli; riceve riconoscimenti dalle massime autorità italiane e viene ricevuta insieme al marito da papa Paolo VI in udienza privata. Una storia difficile, dagli aspetti tragici, ma anche dal profilo positivo: Franca Viola è stata, è e sarà sempre una grande donna, un esempio da imitare, un simbolo di coraggio e determinazione a cui ispirarsi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Violenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 25/11/2013 18:03
     
     
     
     
     
     
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