Filastrocche della Befana per i bambini

da , il

    befana epifania 2012

    Mancano pochi giorni all’arrivo della Befana ed i bambini devono impegnarsi ad imparare le poesie per festeggiare questa arzilla vecchietta. Mentre voi cercate di creare la più bella calza della Befana che sia mai stata esistita, potete convincere i piccolini a imparare qualche poesia in modo che la Befana riempia la calza di dolci e non di carbone! Oggi vi presentiamo delle filastrocche e delle poesie carine e simpatiche, perfette per i vostri bambini.

    Filastrocca della Befana

    La befana vien di notte

    con le scarpe tutte rotte…

    Vien dal cielo con la scopa

    e sui tetti pian si posa,

    e poi scende lesta lesta

    dai camini con la cesta.

    La befana é una vecchietta

    un po’ brutta poveretta,

    ma ai bambini poco importa

    se la cesta é colma colma

    tutta piena di regali, dolci, treni,

    bamboline per riempire le calzine.

    La befana con la cesta

    cerca, cerca la calzetta

    e soltanto ai bimbi buoni

    lei ci mette tanti doni

    ma a chi é stato un po’ birbone,

    lei la colma con carbone.

    La befana é già sul tetto

    presto bimbi tutti a letto!

    Lasciam sola la vecchietta

    a riempire la calzetta,

    che doman di buon mattino

    scopriremo il regalino!

    La Befana Giovanni Pascoli

    Viene viene la Befana

    vien dai monti a notte fonda.

    Come è stanca! La circonda

    neve, gelo e tramontana.

    Viene viene la Befana.

    Ha le mani al petto in croce,

    e la neve è il suo mantello

    ed il gelo il suo pannello

    ed il vento la sua voce.

    Ha le mani al petto in croce.

    E s’accosta piano piano

    alla villa, al casolare,

    a guardare, ad ascoltare

    or più presso or più lontano.

    Piano piano, piano piano.

    Che c’è dentro questa villa?

    Uno stropiccìo leggero.

    Tutto è cheto, tutto è nero.

    Un lumino passa e brilla.

    Che c’è dentro questa villa?

    Guarda e guarda…tre lettini

    con tre bimbi a nanna, buoni.

    guarda e guarda…ai capitoni

    c’è tre calze lunghe e fini.

    Oh! tre calze e tre lettini.

    Il lumino brilla e scende,

    e ne scricchiolan le scale;

    il lumino brilla e sale,

    e ne palpitan le tende.

    Chi mai sale? Chi mai scende?

    Co’ suoi doni mamma è scesa,

    sale con il suo sorriso.

    Il lumino le arde in viso

    come lampada di chiesa.

    Co’ suoi doni mamma è scesa.

    La Befana alla finestra

    sente e vede, e s’allontana.

    Passa con la tramontana,

    passa per la via maestra,

    trema ogni uscio, ogni finestra.

    E che c’è nel casolare?

    Un sospiro lungo e fioco.

    Qualche lucciola di fuoco

    brilla ancor nel focolare.

    Ma che c’è nel casolare?

    Guarda e guarda… tre strapunti

    con tre bimbi a nanna, buoni.

    Tra la cenere e i carboni

    c’è tre zoccoli consunti.

    Oh! tre scarpe e tre strapunti…

    E la mamma veglia e fila

    sospirando e singhiozzando,

    e rimira a quando a quando

    oh! quei tre zoccoli in fila…

    Veglia e piange, piange e fila.

    La Befana vede e sente;

    fugge al monte, ch’è l’aurora.

    Quella mamma piange ancora

    su quei bimbi senza niente.

    La Befana vede e sente.

    La Befana sta sul monte.

    Ciò che vede è ciò che vide:

    c’è chi piange e c’è chi ride;

    essa ha nuvoli alla fronte,

    mentre sta sull’aspro monte

    Poesia della Befana di Gianni Rodari

    Viene viene la Befana

    Da una terra assai lontana,

    così lontana che non c’è…

    la Befana, sai chi è?

    La Befana viene viene,

    se stai zitto la senti bene:

    se stai zitto ti addormenti,

    la Befana più non senti.

    La Befana, poveretta,

    si confonde per la fretta:

    invece del treno che avevo ordinato

    un po’ di carbone mi ha lasciato.

    Fate nanna piccolini

    Fate nanna, piccolini,

    nei lettini

    bianchi e belli come panna;

    fate nanna!

    Dal castello delle fate,

    ch’ è lassù, lontan lontano

    fra le nevi immacolate,

    al camino vien, pian piano

    la Befana, ricca e buona,

    che vi dona

    cavallucci, bamboline

    e balocchi senza fine.

    Glieli porta l’ asinello,

    forte e bello,

    che le orecchie ha lunghe assai:

    se vi sente, o bimbi, guai!

    Fate nanna, piccolini,

    nei lettini

    bianchi e belli come panna;

    fate nanna! E’ tornata la befana

    a cavallo di una scopa:

    vola senza far rumore

    nella notte nera nera

    Sulle spalle ha tanti sacchi

    e li posa sui camini

    tira fuori sorridente

    i regali per i bambini

    Bambole e trenini

    giostre e orsacchiotti,

    dischi e grembiulini,

    dolci e biscottini,

    ma più bello ancora

    essa sa donare

    una grande gioia

    che non si può scordare.