Festeggiamo Capodanno 2012 con la poesia “Il primo giorno dell’anno” di Pablo Neruda

Festeggiamo Capodanno 2012 con la poesia “Il primo giorno dell’anno” di Pablo Neruda
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    Il primo giorno dell anno 2012

    E dunque, è arrivato il 2012. Questo Capodanno così atteso, temuto, che inaugura una nuova fase storica per la nostra Italia, reduce da un 150mo compleanno controverso (in parte festeggiato in modo superiore alle aspettative, in parte capace di mettere in luce tante crepe, tante tensioni nascoste) è qui, concretizzato in una data sul calendario. Con i numeri non si scherza, e dai numeri non si scappa, ma le cifre non sono solo portatrici di “dolore”, lacrime e sangue, non parlano solo di rincari dei prezzi, innalzamento dell’ormai noto a tutti “spread” (decisamente la parola dell’anno appena concluso), di profezie più o meno catastrofiche.

    Le cifre ci dicono anche a punto siamo della nostra vita, quella intima, privata, che nessuno, tranne noi stessi, può conoscere. Tradizionalmente il primo giorno dell’anno è anche il momento dei bilanci, e dei buoni propositi, un’occasione speciale per capire quale direzione vogliamo imprimere alla nave della nostra esistenza, se la rotta intrapresa è quella giusta, o se navighiamo in acque oscure e tempestose, senza una buona stella che ci guidi fuori dal pericolo.

    Sono cose che ognuno medita nel proprio cuore, naturalmente, e le risposte, a volte, non arrivano subito, e non arrivano mai dalla parte verso cui guardiamo con insistenza, perché se c’è una cosa bella della vita umana su questa terra, è proprio l’imprevedibilità. Come nel gioco del Monopoly: ci sono sempre gli imprevisti, ma anche sempre le probabilità (che qualcosa di nuovo, di bello, di speciale sia dietro l’angolo).

    Allora, con tutto il mio cuore, auguro alle lettrici e ai lettori di questo bel sito per il quale mi onoro di collaborare, i migliori auguri per un 2012 splendido, da vivere con intensità, fino in fondo, specialmente nelle gioie che porterà con sé. E per accompagnare questa prima giornata del nuovo anno, ecco la poesia di Pablo Neruda proprio dedicata a questo speciale momento, da leggere con la mente, o sottovoce, da assaporare ovunque siate, con chiunque siate o vogliate essere:

    Il primo giorno dell’anno

    Lo distinguiamo dagli altri
    come se fosse un cavallino
    diverso da tutti i cavalli.
    Gli adorniamo la fronte
    con un nastro,
    gli posiamo sul collo sonagli colorati,
    e a mezzanotte
    lo andiamo a ricevere
    come se fosse
    un esploratore che scende da una stella.

    Come il pane assomiglia
    al pane di ieri,
    come un anello a tutti gli anelli…
    La terra accoglierà questo giorno
    dorato, grigio, celeste,
    lo dispiegherà in colline
    lo bagnerà con frecce
    di trasparente pioggia
    e poi lo avvolgerà
    nell’ombra.
    Eppure
    piccola porta della speranza,
    nuovo giorno dell’anno,
    sebbene tu sia uguale agli altri
    come i pani
    a ogni altro pane,
    ci prepariamo a viverti in altro modo,
    ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
    a sperare.
    (Pablo Neruda)

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